La femminilità, una trappola; Simone de Beauvoir, gli inediti

Simone de Beauvoir

La fiera Ricomincio dai libri ospita un’autrice che ancora oggi, a distanza di decenni, non smette di sorprendere i lettori di tutto il mondo, oltre che per l’acutezza del suo pensiero, per il materiale ancora inedito che puntuale L’orma editore porta alla luce. Claudia Romagnuolo, traduttrice di uno degli scritti contenuti nell’opera e Ornella Tajani, docente presso l’Università per Stranieri di Siena, presentano La femminilità, una trappola, scritti inediti 1927-1983 dell’autrice francese Simone de Beauvoir

Simone de Beauvoir (1908-1986) è stata autrice di saggi e romanzi di importanza fondante per il pensiero novecentesco oltre che per le sue posizioni a favore della lotta contro la subordinazione femminile. Ha scritto Il secondo sesso (1949) o I Mandarini (1954), nonché di un’opera autobiografica capace di raccontare tutta un’epoca, insieme a Jean-Paul Sartre ha partecipato alla stagione dell’esistenzialismo filosofico.

Ricomincio dai libri ospita gli scritti di Simone de Beauvoir

La Sala Napulitanata è rischiarata dalle parole contenute ne La femminilità, una trappola, che percorrendo quasi un secolo, dagli anni ’20 agli ’80 del novecento, scandiscono le tappe di un percorso, quello dell’autrice e insieme quello della collettività, verso lo scardinamento dei pregiudizi e dei falsi miti che da troppo tempo hanno accompagnato e ancora si attaccano al corpo e alla mente delle donne, prendendo le mosse da un testo di una Beauvoir quasi ventenne che racconta della sua prima esperienza d’insegnamento e dell’esigenza di «scaturire un’amore» in studenti e studentesse, passando poi per un testo di difesa in seguito alla denuncia, suscitata dal suo inoculare a piccole dose nelle proprie allieve la speranza di una possibile via altra, oltre al ruolo loro predestinato di madri. 

In nuce in questi scritti i temi dell’opera magna che sarà Il secondo sesso; testi che contengono e trasmettono il fascino e l’attrazione che suscita la possibilità di entrare nel laboratorio dello scrittore, di toccare con mano i bozzetti, i cartoni preparatori, e insieme percorrere i sentieri che hanno condotto al lavoro ultimo. 

E ancora, un ritratto del compagno di vita Sartre, anche questo lucido e illuminante, per passare poi a uno scritto che, negli anni ’50 del novecento mette in mostra la necessità, per una coppia, di vivere una relazione che sia al contempo condivisione e rispetto dell’individualità.

Simone de Beauvoir attua una vera e propria opera di destrutturazione del mito del femminile, mettendo in luce l’uso strumentale della differenza biologica tra uomo e donna, che finisce sempre per sfavorire quest’ultima. 

Questo insieme eterogeneo di testi non può non contenere la riflessione letteraria dell’autrice sulle forme del romanzo e su quale sia, in un secolo sempre più innovativo, lo scopo della letteratura, per arrivare poi alla proposta di un romanzo metafisico, non nel senso di mera e pura teoria, bensì di una consapevole presa di posizione filosofica, messa in scena dalla condotta esplicita e implicita dei propri personaggi.  

E infine in evidenza la definizione di femminismo che l’autrice ci offre, un atto vissuto individualmente, ma che deve necessariamente prendere le sembianze di una lotta collettiva.

A concludere il testo, uno scritto di Annie Ernaux, autrice la cui opera è intrisa, consapevolmente e non, di quelli che sono stati gli insegnamenti di Simone de Beauvoir, permettendo così al femminismo di oltrepassare la soglia dei salotti e arrivare anche in case borghesi e tra gente “comune”. 

Un testo del quale avevamo sicuramente bisogno, che da una donna del novecento passa attraverso scrittrici e traduttrici contemporanee, per ricordarci ogni giorno la necessità di liberare la femminilità individualmente, e di combattere collettivamente, insieme, contro tutte le gabbie concrete e ideologiche.  

Chi è Carmen Alfano

Studio Filologia Moderna all'università degli studi di Napoli "Federico II". Scrivo per immergermi totalmente nella realtà, e leggo per vederci chiaro.

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