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Filosofi famosi: da Socrate a Sartre, da Kant a Eco

I filosofi famosi sono tutti quelli che solitamente si menzionano nei manuali scolastici e che si studiano tra i banchi: da Kant ad Hegel, da Aristotele a Socrate, da Marx a Nietzsche, sono solo alcuni dei filosofi più famosi.

Naturalmente la lista dei filosofi famosi, cresce anche in relazione all’area geografica di studio; ad esempio, se si prende in esame l’Italia, i filosofi più importanti non apparterranno all’epoca post rinascimentale, e saranno vari, tutti diversi tra loro. In riferimento al mondo, saranno altrettanto numerosi e soprattutto caratterizzati e conosciuti per le identità e i pensieri nettamente diversi rispetto a quelli italiani.

Filosofi famosi: i pre-socratici

Ricordiamo che la storia della filosofia occidentale ha inizio nell’antica Grecia, dove si avvertiva un forte bisogno di conoscenza e parecchie erano le cosiddette scienze, studiate. I filosofi del tempo, s’inserivano proprio in quel tipo di società, per provare a spiegare la realtà in modo scientifico, attraverso il pensiero e il ragionamento.

Possiamo distinguere i cosiddetti filosofi pre-socratici, tra i quali, Talete, Pitagora, Eraclito, Empedocle, per citarne alcuni tra i più famosi. Nel pensiero dei pensatori citati, è evidente la necessità di una cooperazione tra retorica e dialettica, il cosiddetto “fare filosofico” che sarà poi ripreso successivamente da Leibniz. Il pensiero di Leibniz s’inserisce nel dibattito metafisico sulla sostanza, aperto da Cartesio.
Talete, Pitagora, Eraclito, Empedocle, possono essere definiti filosofi famosi, poiché la loro ricerca dell’infinito ancora oggi si concentra su una serie di analisi e pensieri da parte di studiosi e scienziati.
Particolarmente interessante la dottrina dei contrari”: per Eraclito, infatti, la legge segreta del mondo risiede nel rapporto di interdipendenza di due concetti opposti, che, in quanto tali, lottano fra di loro ma, nello stesso tempo, non possono fare a meno l’uno dell’altro.

Dai filosofi razionalisti agli empiristi

Uno dei filosofi empiristi più famosi, è sicuramente Immanuel Kant; il pensatore, conosciuto ed apprezzato ancora oggi, si colloca in un’epoca di transizione tra Illuminismo e Romanticismo. Nel 1788 Kant pubblica la Critica della ragion pratica, all’interno della quale il filosofo tedesco descrive una realtà che si allontana da ogni possibile esperienza. Seguirà poi la Critica della ragion pura, nella quale Kant distingue tra “bellezza libera” e “bellezza aderente” per quel che riguarda il sentimento del bello. Con Kant, la ragione rappresenta lo strumento per sconfiggere ogni forma di dogmatismo per giungere all’autonomia dell’uomo. Il suo pensiero è considerato uno dei fondamenti del pensiero moderno, un’espressione di realtà moderna che però si ri-collega ai filosofi di cui precedentemente abbiamo fatto menzione e a quel carattere scientifico che li contraddistingueva.

Quindi, la ricostruzione della vita, dall’infanzia in poi, è mirata a mettere in luce una matrice comune ai cammini storici dei diversi popoli, prospettiva che collega i vari filosofi in epoche diverse ma con pensieri fortemente collimanti.

Freud: un filosofo neuroculturale

L’idea della rappresentazione della realtà, trova spazio anche in un altro filosofo, spesso definito saggista, ossia Sigmund Freud. A lui si deve la nascita della psicoanalisi e l’idea che la parte più importante della psiche sia sommersa e nascosta, così come accade con gli aspetti della vita quotidiana. Inoltre, secondo Freud, gli istinti dell’uomo, come quelli primari, tra i quali la fame, ad esempio, condizionano anche il comportamento quotidiano e la realtà nella quale si vive.

Tale concetto può essere collegato, seppur in netta opposizione al pensiero di un altro filosofo famoso, Jean-Paul Sartre, secondo cui le persone sono libere ma plasmabili e capaci di condizionare la propria realtà.
In realtà, Sartre criticava il tanto amato inconscio di cui Freud dibatteva. Mentre secondo Freud per conoscere se stessi era necessario un incontro da uno psicoterapeuta, secondo Sartre, una persona “non può non conoscere se stessa”, in rapporto a situazioni e realtà differenti che la caratterizzano.

Tali concezioni sono perfettamente contestualizzabili e ancora oggetto di studio.

I filosofi elencati fino ad ora, sono solo alcuni tra quelli più famosi, citarli tutti sarebbe impossibile. Ognuno di loro rappresenta una parte di storia e di conseguenza l’identità culturale di una società.
Si può affermare che oggi la filosofia” non è altro che la fedeltà costante ad un unico ideale, quello della conoscenza, sapienza, intelletto, ragione e concezione. Caratteristiche perfettamente racchiuse nel pensiero dei vari filosofi che nel tempo hanno costruito l’immenso patrimonio culturale italiano e non solo. Da John Locke ad Arthur Schopenhauer, da Nietzsche a Georg Wilhelm Friedrich Hegel, da Voltaire a Camus, da Søren Kierkegaard a Spinoza, da Popper a Foucault, da Chomsky a Eco, i filosofi nel tempo non hanno mai smesso di far parlare di sé, e soprattutto di sorprendere.

 

Immagine in evidenza: https://pixabay.com/it/photos/bustos-filsofia-aristotele-filosofi-756620/

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