La rocca di carta, un romanzo di Salvatore Giambelluca

La rocca di carta, un romanzo di Salvatore Giambelluca

Pubblicato da Koi Press Edizioni, La rocca di carta è il secondo romanzo del giovane scrittore palermitano Salvatore Giambelluca.

Ambientata nella bellissima Cefalù, nella trama si intrecciano le vicende di Pietro, Melo e Giovanni, amici da sempre che si ritrovano nel paese natio dopo dieci anni di separazione per il matrimonio di quest’ultimo con la fidanzata Valentina.

Nel corso dei giorni antecedenti la cerimonia, i tre hanno modo di riflettere su quella che è la loro vita adesso che hanno trent’anni, rinsaldare la loro storica amicizia che a causa del distacco non sembrava più essere quella di una volta e tirarsi fuori da un brutto guaio nel quale il futuro sposo è rimasto invischiato coinvolgendo anche gli altri due.

È così che, tra gustosissimi cartocci – dolci tipici della pasticceria siciliana farciti con crema di ricotta – sotterfugi, confessioni e riavvicinamenti, Giovanni, Melo e Pietro finiranno col fare i conti con chi erano e con chi sono diventati riscoprendo se stessi e rivalutando il profondo e sincero sentimento che li ha uniti da piccoli e li unisce ancora nonostante la lunga separazione.

La rocca di carta e l’amicizia, quella vera

Il romanzo parte con un inizio che ha il sapore dolce-amaro a tratti imbarazzato e imbarazzante del ritrovarsi di questi amici così diversi l’uno dall’altro che, tuttavia, non sono tanto dissimili dopo che si è avuto modo di conoscerli attraverso le autoanalisi che ciascuno compie su se stesso e quanto traspare da ciò che gli altri pensano e dicono di loro.

Sembra quasi che non sia rimasto nulla del profondo legame che li ha avvicinati e uniti tanti anni prima ma, proprio nel momento dove la tensione narrativa raggiunge il culmine, quel legame torna a farsi sentire più forte e indistruttibile che mai.

Quel momento di unione serve a tingere di giallo il lavoro di Giambelluca che, servendosene ad arte, lo utilizza come se si trattasse di un test per mettere alla prova i suoi giovani personaggi spingendoli ad andare oltre il tempo, la distanza e ciò che sono diventati a trent’anni. Un’età, questa, che pare essere diventata problematica quanto, se non più, la tanto discussa adolescenza perché, riferendosi ai trentenni di oggi, l’autore li fa descrivere in questi termini da Pietro che di mestiere – neanche a dirlo – fa lo scrittore:

«Ci sono fiori che nascono in prati perfetti per loro, che sin da subito ricevono cure e attenzioni per sbocciare al meglio affinché chi li guarda possa ammirarne la bellezza, e altri che crescono nei bordi delle strade, vicino a dei binari, che però non si scoraggiano e che continuano a fiorire la primavera dopo.”»

La rocca di carta è un romanzo in cui l’introspezione, in primis, e il sentimento dell’amicizia – quella vera – la fanno da padrone in una Sicilia che si staglia sullo sfondo tutta da scoprire e vivere nella più totale spensieratezza.

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A proposito di Francesca Melis

Calabrese di nascita e sarda di origine sono laureata in Lingue e ho molte passioni: i viaggi, la musica, la fotografia, la scrittura e la lettura. In attesa di insegnare, coltivo il mio sogno nel cassetto di diventare una scrittrice.

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