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La storia di Munnu e del Kashmir | Recensione

munnu ragazzo del kashmir

Munnu, ragazzo del Kashmir, racconta la sua storia e insieme a lui quella del suo paese

Munnu: un ragazzo del Kashmir di Malik Sajad è una graphic novel edita Add Editore è la storia di Munnu un bambino che vive nella regione del Kashmir: una popolazione devastata dalle occupazioni subite nel corso dei secoli che hanno ridotto a brandelli il territorio.

Munnu ha sette anni, siamo negli anni ’90, ma il suo percorso di crescita è costellato da eventi che non fanno parte del nostro immaginario. La città in cui egli vive, Srinagar, è il palcoscenico di un conflitto tra India e Pakistan. Entrambe rivendicano sovranità sul territorio e i kashmiri, dal canto loro, reclamano l’indipendenza, organizzandosi in gruppi indipendentisti, tra cui il Jammu & Kashmir Liberation Front (Jklf).
Il regime militare indiano sul territorio comporta molti rischi per gli abitanti kashmiri, i quali possono essere giudicati “terroristi” e giustiziati senza troppe cerimonie. Coprifuoco e rastrellamenti sono all’ordine del giorno.

Il precorso di crescita di Munnu si svolge su questo scenario e, per quanto complesso e terrificante, il bambino riesce a trovare una valvola di sfogo nel disegno. Figlio di un artigiano che intaglia il legno con motivi floreali tradizionali del Kashmir, anche Munnu dimostra di avere talento nelle arti ricopiando le immagini di uomini e donne dal giornale.
Crescendo i giornali non rimangono per lui un mero strumento di ispirazione, le parole incise nero su bianco sulle pagine iniziano ad acquistare senso e Munnu raffina la sua capacità critica nei confronti della realtà che ha intorno, una realtà che egli vuole cambiare tramite la sua arte.
Incomincia a frequentare le redazioni dei giornali all’età di sedici anni, le sue vignette sono una denuncia della realtà in cui vive. Il suo nome arriva all’attenzione di un editore e una conseguente proposta di raccontare la storia del Kashmir in una graphic novel.

È proprio l’espediente della graphic novel che consente a Malik Sajad di poter rappresentare con ironia disarmante una storia dai risvolti cruenti e sanguinosi come lo è stata, ed è tutt’ora, la vicenda del Kashmir.
Infatti i kashmiri sono disegnati con fattezze animali antropomorfi, nello specifico i cosiddetti hangul, una sottospecie di cervo dal manto rosso. A causa del sovrappascolo del bestiame e dal bracconaggio, gli hangul sono in via di estinzione. Il simbolismo è palese, così come gli hangul, anche l’esistenza e l’identità dei kashmiri è minata dall’aggressiva occupazione indiana e dalle conseguenti rivendicazioni sul territorio da parte di India e Pakistan.
Anche il linguaggio e lo stile utilizzato da Sajad si stratifica e addensa di significato con la crescita di Munnu: il tratto è semplice, essenziale, ridotto ai minimi termini. Proprio questa assenza di particolari scatena nel lettore un processo di ricostruzione parallela degli avvenimenti e scene. La libertà è per lui, inizialmente, un concetto interiorizzato inconsapevolmente  per poi diventare un desiderio e una necessità, che si concretizza con la volontà consapevole di contribuire alla causa di indipendenza del Kashmir.

La maestria di Sajad sta nella sua capacità di riuscire a trattare tematiche complesse in modo semplice, ma senza cadere nel consueto errore di banalizzare. Munnu: un ragazzo del Kashmir è una lettura leggera e al contempo lascia al lettore tanto su cui riflettere, di un realismo sconfortante, che informa e narra la storia, che molti ignorano, di un paese che è squarciato da linee di controllo e che soffre nell’oppressione.

Per maggiori informazioni sulla storia e la situazione politica in Kashmir, consultare i seguenti link:
link 1
link 2

Fonte immagine: Add Editore

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