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Eroica Fenice

L’ artista della fuga di Brad Meltzer per Fazi Editore

L’artista della fuga di Brad Meltzer per Fazi Editore

“L’artista della fuga” (Fazi Editore, 2018) è il nuovo romanzo d’azione di Brad Meltzer, autore di thriller conosciuto in tutto il mondo, tradotto da Giuseppe Marano.

La storia si apre con lo schianto di un aereo appartenente alle Forze Armate americane, che  porta alla morte di sette persone, tra cui il Direttore della Biblioteca del Congresso e il sergente Nola Brown, pittrice e artista di guerra. Tutte le vittime vengono trasportate in una base militare dell’aeronautica a Dover, dove lavora Jim Zigarowski, detto Zig, esperto medico legale.

Ma a Zig qualcosa non torna: conosce Nola perché era compagna di studi della sua unica figlia, morta molti anni prima, e la ragazza sul tavolo dell’obitorio non è il sergente Brown. Inoltre, un biglietto trovato durante l’autopsia e indirizzato proprio a Nola, la invita a scappare, a “continuare a scappare”. Questo innesca nella mente di Zig una serie di interrogativi e il medico viene catapultato in un “gioco di prestigio” ai massimi livelli di potere, dove non poteva mancare Harry Houdini, che nel romanzo è solo un soprannome, ma che fu l’artista della fuga per eccellenza e tra la fine dell’Ottocento e inizi Novecento fu una leggenda tra i maghi e presunti tali.

I personaggi

In L’artista della Fuga di Brad Meltzer l’attenzione viene catalizzata in maniera irresistibile dai due protagonisti: Zig e Nola.

Zig è un personaggio originale: un medico legale cinquantenne, che alleva api e coltiva amicizie che durano da una vita, segnato dalla perdita della figlia e di una moglie che, contrariamente a lui, si è rifatta una vita. Vive per il suo lavoro e si trova più a suo agio tra i cadaveri che tra gli esseri umani ma sente di avere anche una missione: cercare di ridare a volti e corpi deturpati sembianze decorose per un ultimo, dignitoso saluto e in questo sa di essere il migliore.

Nola è un’eroina atipica che l’autore ci svela attraverso i ricordi della sua infanzia, piccoli flash back che illuminano l’intero racconto, toccando temi difficili quali l’adozione e l’assistenza sociale per i bambini orfani. Ma Nola, come Zig, ha un dono: la sua acuta capacità di osservazione l’ha resa capace, in occasione delle battaglie, di catturare con i suoi disegni dettagli che altri soldati non coglievano e questo le ha permesso di diventare artista di residenza, uno degli onori più prestigiosi dell’Esercito, consentendole di spostarsi ovunque in totale autonomia.

Numerosi sono i personaggi vreati da Brad Meltzer, delineati in maniera dettagliata ed incisiva, ma Zig e Nola avanzano in penombra. Li si scopre pian piano, pagina dopo pagina, debolezza dopo debolezza e su questo aspetto Meltzer gioca, irretendo il lettore senza permettergli di staccare gli occhi dalla pagina.

Originalità de L’artista della fuga di Brad Meltzer

In L’artista della fuga due sono i tratti più accattivanti: l’abilità con cui l’autore ha saputo tessere un thriller ricco di suspence e di perizia narrativa, in cui si mescolano inganni e illusionismi, e l’ originalità del racconto.

Questo romanzo ha infatti mille sfaccettature, a partire dal collegamento con Houdini, presenza potente nel titolo, nelle caratteristiche del personaggio che ne prende il soprannome, nelle parentesi storiche che permette, fino ad arrivare all’ambientazione. La scelta di un milieu dentro ai confini spinati delle basi militari accompagna il lettore fino alla conclusione del romanzo e ci regala uno spaccato approfondito, specialmente su figure poco note, come l’imbalsamatore, che ridà sembianza di vita ai caduti, e l’artista militare, figura essenziale che mostra al mondo un punto di vista sulla guerra.

Una cosa che cattura è sicuramente l’enfasi con cui Zig vive l’intera vicenda. Questo personaggio lavora con una foga tipica di chi cerca una ragione per vivere e intraprende una battaglia più grande di lui per vincere una guerra con la sua coscienza che in realtà va avanti da molti più anni.

Nola invece è l’altra faccia della medaglia: attaccabrighe, intrattabile, guardinga ma sorprendentemente sensibile, enigmatica, irrimediabilmente controversa sotto la sua scorza di ghiaccio.

Tra empatia verso Zig e Nola, ricordi di un passato che stenta a morire per entrambi i protagonisti, segreti militari che risalgono ad Harry Houdini, colpi di scena ricchi di tensione in cui l’autore riesce di volta in volta a sorprenderci e farci ricredere su ciascun personaggio, lotte credibili e ben descritte, L’ artista della fuga sposa mistero, arte e guerra in quella che sembra l’ennesima illusione di Houdini.

“Ci sono tanti tipi di morte”

“…Ma ci sono anche molti modi di vivere…A volte c’è bisogno di seppellire la vecchia vita e costruirne una nuova”.

Il punto di vista dell’autore lo si legge tra queste parole e chi meglio di un uomo che lavora tra i defunti e di una donna in vita ma creduta morta potrebbero esprimere il paradosso che esiste tra vita e morte, tra vivere e sopravvivere e tra sentire ribollire la vita quando si è considerati di ghiaccio?

Brad Meltzer è impavido nella scrittura, scorrevole e avvincente. Nonostante la trappola del linguaggio settoriale in cui potenzialmente poteva cadere, con talento e maestria  dipana una trama suggestiva, passando con facilità da narrazioni militari a  descrizioni di trucchi di magia, da parentesi di introspezione di una profondità commovente a colpi di scena che fanno mettere in dubbio quello di cui fino alla pagina precedente il lettore era convinto.

Il libro è appassionante, decisamente consigliato. Il lettore, attraverso i due protagonisti, vive in prima persona le vicende di un romanzo che è davvero un thriller ben riuscito, da leggere assolutamente.