L’eredità dei Maddox, di Christina Courtenay | Recensione

L'eredità dei Maddox

L’eredità dei Maddox è un libro dell’autrice Christina Courtenay edito da Newton Compton.

Trama

“Un amore indissolubile ed incancellabile. Mia è confusa, non riesce a scegliere cosa fare. Ha ereditato un cottage in Svezia, ma il fidanzato le fa pressione affinché lo venda per acquistare una casa moderna a Londra, dove i due vivono.
La protagonista rincorre i ricordi del passato, l’immagine della nonna, i cui desideri proprio per quella “vecchia casa” erano tutt’altri, la famiglia, l’amore incondizionato, i legami.
L’avvio di uno scavo archeologico proprio nel giardino della proprietà le consente di prendere tempo: a quanto pare ci sono preziosissimi manufatti che potrebbero tornare alla luce”.

L’eredità dei Maddox è un romanzo davvero sorprendente ed avvincente che permette di sognare ad occhi aperti. Il lettore si ritrova catapultato in Svezia, dove la penna dell’autrice descrive tutto nei minimi dettagli e sembra quasi che quegli scenari così incontaminati e ricchi di pathos possano concretizzarsi.

L’eredità di Maddox: una lettura leggera e piacevole

Una storia molto interessante dal punto di vista prettamente culturale che si colora di emozioni e sentimenti, man mano che prende corpo.
Tra antico e contemporaneo, si apre di fronte ai nostri occhi un panorama suggestivo come quello della Svezia, che mescola tradizione e modernità in un modo particolarmente caratteristico.

L’ambientazione, dunque, gioca un ruolo assolutamente preminente, ma ad essa si affianca anche l’identità storica del romanzo.
L’autrice dimostra di avere una buona conoscenza della storia e della cultura delle tribù vichinghe nel IX secolo e l’andamento della narrazione che segue i ritrovamenti dei reperti negli scavi è piuttosto interessante.
L’eredità dei Maddox, infatti, è caratterizzato da leggende ed elementi storici che caratterizzano la trama, donandole vivacità e catturando l’attenzione di chi legge.

La trama è particolare e procede secondo due distinti “binari temporali”, che scandiscono un tempo dinamico e per niente confusionario. È quasi come se due realtà apparentemente lontane fossero in realtà concilianti; le due storie sembrano non avere nulla a che fare l’una con l’altra ma in realtà c’è un sottile e misterioso legame che le unisce.
Tutto procede in modo leggero, senza appesantire la lettura con elementi superflui o superficiali; le stesse descrizioni dei panorami della Svezia, i colori, i misteri e gli intrighi che caratterizzano l’intreccio narrativo, sono in grado di intrattenere in modo semplice e piacevole.
Una storia romantica che terrà compagnia ai lettori, immergendo la loro fantasia in una realtà lontana ma perfettamente contestualizzabile, densa di mistero e anche di sentimento.
Apprezzabili anche i riferimenti dell’autrice al passato di cui si scoprono più da vicino cose sconosciute, come ad esempio gli usi dei vichinghi, popolo nordico che è sempre stato definito come violento e feroce, ma che in realtà nasconde molto di più.
Emozioni e suggestioni si susseguono grazie ai vari protagonisti (principali e secondari; quest’ultimi forse un po’ stereotipati, probabilmente per precise scelte stilistiche dell’autrice), insieme ad una serie di vicende e dialoghi affascinanti.

 

Immagine in evidenza: Newton Compton

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