Luigi de Magistris: Attraverso Napoli, 10 anni di passione | Recensione

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Attraverso Napoli, 10 anni di passione, un libro di Luigi de Magistris per i tipi di Marotta & Cafiero editori

In questo libro, con fotografie e racconti, ci sono pezzi della storia di Napoli dal 2011 al 2021, gli anni in cui Luigi de Magistris ha ricoperto la carica di sindaco. Napoli è la protagonista, con il suo corpo, la sua anima, il suo cuore. E soprattutto con il popolo, con i napoletani. Dalla città dei rifiuti, alla Napoli della cultura e del turismo. Dalla rassegnazione alla partecipazione popolare. Dall’abbandono, al recupero degli spazi. La città dell’acqua pubblica, dei beni comuni, degli eventi internazionali, ma anche della sofferenza, dei delitti. La Napoli assediata, ma anche la città del riscatto: i cittadini che si ribellano alle prepotenze, la lotta contro il debito ingiusto, per i diritti e per le libertà civili. Da Maradona a Sophia Loren, passando per Pino Daniele, attraverso Napoli ritroviamo il cammino di una vita vissuta e da vivere, in una comunità con pregi e difetti, vizi e virtù. Con oltre ottanta foto e la prefazione di Valeria Parrella.

Luigi de Magistris è nato a Napoli il 20 giugno 1967. Per quindici anni pubblico ministero e per due anni parlamentare europeo, è stato il sindaco più longevo della storia partenopea: dieci anni e mezzo di governo, dal 2011 al 2021.

Il libro parte fin da subito con una narrazione chiara e vivace, con argomenti divisi per titolo e periodo. Luigi de Magistris, con scaltrezza e originalità racconta in maniera efficace i dieci anni del suo mandato, che hanno visto una Napoli cambiare di continuo, rifiorire, coprirsi di colpi, incassarne qualcuno, e poi tornare a splendere.

Attraverso Napoli di Luigi de Magistris: rifiuti e splendore

Un primo argomento che salta all’occhio, e che assedia la memoria di ogni napoletano, è senz’altro la questione dei rifiuti. Nel 2010, infatti, cumuli di spazzatura facevano storcere il naso agli abitanti e tenevano lontani i turisti.  Proprio da qui, sembra nascere il desiderio di Luigi de Magistris di accostare la sua immagine a quella della città partenopea, con un desiderio simile a una vocazione, gridando un solo obiettivo: la riqualificazione di una città tanto bella quanto tormentata.

L’autore ci racconta l’altra faccia di Napoli. Archiviato il problema rifiuti, ci si trova dinanzi ad una vera e propria fioritura. La città ospita grandi eventi come la coppa America di Vela, fino a raggiungere un traguardo fondamentale: il lungomare liberato.

Non mancano note di colore: l’ex sindaco racconta “l’allerta meteo” con vivacità e allegria, riscoprendo nelle parole popolari, soprattutto in quelle adolescenziali, un carico di ironia senza pari.

Gay pride e porti aperti

Nel libro viene raccontata anche una Napoli che scende in piazza per i diritti di tutte quelle persone che ad oggi vivono situazioni di svantaggio. Luigi de Magistris racconta di quanto il gay pride sia stata una rivalsa per la comunità gay e non solo, e di quanta euforia si è avuta quando Napoli, è stata la prima grande città a celebrare la prima unione civile tra persone dello stesso sesso. Inoltre nel libro vengono raccontate anche vicende di vicinanza culturale, dando man forte alle associazioni che sostengono gli immigrati e i deboli e istituendo i cosiddetti “porti aperti”.

Tuttavia, non mancano le tristi vicende che si ascoltano nei notiziari. Il libro ricorda la morte di Pino Daniele, la voglia di un grande saluto pubblico, l’esigenza di organizzare tutto in tempi record, e lo sgomento popolare, che da un giorno all’altro si ritrova ad affrontare la perdita di uno dei simboli della più sprezzante napoletanità nel mondo.  Accanto alla morte di Pino Daniele, si stagliano le vicende tragiche della piccola Noemi e della morte di Davide Bifolco.

La narrazione di Luigi de Magistris, per quanto asciutta, risulta efficace e appassionante. Le pagine tengono vivi i successi della città partenopea, senza dimenticare le ombre grigie che abbagliano i suoi porti. Ci si trova dinanzi alla città “dei beni comuni” dove si lotta per le minoranze, per chi ne ha bisogno. Ci si imbatte nella strabiliante euforia degli artisti di strada, del buon cibo, dei muri anonimi resi vere opere d’arte da artisti dapprima sconosciuti e poi osannati. Si leggerà dell’efficienza della linea 1 della metropolitana, e dell’esigenza di tenere aperte le scuole pubbliche a dispetto di ogni taglio economico.

Sono molte le fotografie che si stagliano tra un capitolo e l’altro, rendendo le vicende scritte ancora più reali. Sono foto veraci, dove la gente appare senza pose statiche, concilianti con l’euforia, lo sgomento, gli applausi, i colori e i paesaggi. Sono foto che ritraggono momenti indimenticabili, capaci di emozionare il lettore a prima vista.

Una figura iconica

La figura di Luigi de Magistris appare come quella di un sindaco di strada, vicino ai deboli, ai bambini “scugnizzi”, vicino alla Palestina, ai viaggi oltre oceano, vicino alla musica e alla gente comune. La sua figura è chiaramente quella del sindaco “delle porte aperte” che non ha paura di scoprire il fianco, né di mostrarsi in difficoltà davanti al suo popolo.

La narrazione raggiunge i suoi punti culmine durante le feste, le parate, le risate dei bambini, fino a toccare la stasi della nevicata inaspettata, per poi piombare nel silenzio che ha investito Napoli, l’Italia, e tutto il mondo, con la piaga del covid-19 che ha strappato il popolo dalle sue piazze, restituendo un’immagine inedita della città più chiassosa e allegra del mondo.

È con il silenzio e la voglia di rivalsa che il libro di Luigi de Magistris chiude le sue ultime pagine, lasciando la voglia di tornare quelli di sempre, riempire le piazze, e far conoscere a chiunque ne abbia voglia le meraviglie infinite di Napoli.

Immagine in evidenza: Ufficio Stampa

 

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