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Eroica Fenice

Paolo Frusca

L’ultima estate di Berlino di Buffa e Paolo Frusca

Federico Buffa nasce a Milano nel 1959. Noto giornalista e telecronista sportivo italiano, ha anche condotto alcune trasmissioni sempre a tema sportivo.

Laureato in Giurisprudenza all’università di Pavia e giornalista pubblicista, nella sua carriera si dedica perlopiù al basket collaborando con vari settimanali sportivi, avendo anche pubblicato due libri a riguardo. Paolo Frusca, nato a Brescia nel 1963, vive a Vienna. Appassionato di storia, ha scritto finora due testi a quattro mani: il primo con Italo Bonera e il secondo con Federico Buffa.

Berlino, giugno del 1936. Preparativi meticolosi per le Olimpiadi volute da Hitler, desideroso di sbalordire il mondo grazie alla cura prestata per accogliere in maniera ottimale tutti i partecipanti ai giochi. A capo dell’organizzazione della manifestazione sportiva più importante del pianeta, c’è Wolfgang Fürstner, un soldato dedicatosi alla sua Patria per l’intera vita. Vincitore di varie battaglie, sarà vinto da quella più grande da sostenere: la sua stessa vita. In principio rispettato dai colleghi, dal Führer, da sua moglie, si ritrova a vivere ai margini della società che lui stesso ha più volte difeso mettendo a rischio la sua pelle, poiché a pochi giorni dalla cerimonia d’inaugurazione dei Giochi si viene a sapere tramite un giornale delle sue origini ebraiche.

Mentre assistiamo alla maestosità della macchina organizzativa di Hitler, alla città mutata e resa perfetta in tutto e per tutto, alla disciplina e all’orgoglio di una Germania temibile a livello mondiale, ci troviamo anche di fronte al declino della vita di un uomo, destituito dall’importante incarico che gli era stato assegnato, abbandonato e deriso dai più giovani seguaci del Führer, lasciato da sua moglie, rimasto solo con se stesso, il suo passato difficile e un presente che a stento riesce a passare. La Germania che ha difeso e venerato per tutta la sua esistenza, è la stessa che si ritrova a non riconoscere e ad odiare. A Berlino approdano giornalisti da varie parti del mondo, particolare rilievo nel testo ad un giornalista americano, narratore simultaneo della storia in prima persona insieme a Wolfgang Fürstner. L’americano Jesse Owens vince quattro medaglie d’oro, il maratoneta coreano Son Kitei è costretto a vincere per il Giappone, si svolge la partita di calcio Austria-Perù.

“L’ultima estate di Berlino” di Paolo Frusca e Buffa, Rizzoli editore

Tra le pagine, racconti di preparativi, di una città vestita a festa, dell’orgoglio e della fierezza di una nazione in contrapposizione all’animo umano distrutto e ormai arreso di fronte alla potenza di un regime pronto a punire anche coloro i quali avevano servito la Nazione, purché nelle loro vene scorresse sangue ebreo. Fürstner ci parla del senso del dovere, definendolo più di uno stato mentale, bensì una malattia del sangue, un microbo pericoloso che nella loro terra viene inalato dai polmoni sin dall’infanzia. “Il dovere. Quello che si deve fare. Per Dio, per la Patria, per l’imperatore, per la famiglia. È per questo che sono rimasto al mio posto. Antropologicamente impossibilitato a ribellarmi a un’autorità costituita”.

L’ultima estate di Berlino di Federico Buffa e Paolo Frusca è un romanzo storico-sportivo, dal carattere fortemente descrittivo. Molteplici dialoghi presenti nel testo, scritto in maniera talmente meticolosa e ricca di aggettivi, da rendere perfettamente immaginabile al lettore lo scenario in cui si svolge la storia che ruota interamente intorno all’organizzazione e ai preparativi delle Olimpiadi di Berlino del 1936 e alla vita di Wolfgang. Interessante e impeccabile l’esposizione della vicenda, narrata con cura e una passione storico-sportiva che trapela dalle singole pagine.

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