Dentro questo libro si piega il tempo e ogni connessione personale. Un titolo mistico, quasi ascetico, come L’ultimo arcano. Lui è Alessandro Benati, che chiede alla narrativa la responsabilità e il peso di un romanzo che intreccia memoria, amore e verità rimaste sospese… che sia anche il pretesto per sciogliere suoi personalissimi nodi. Una morte vicina spinge il protagonista in un viaggio soprattutto interiore: tanti i silenzi, per niente marginali le colpe e i legami che non hanno mai trovato pace. Ogni capitolo richiama un Arcano Maggiore dei Tarocchi, trasformando la storia in un percorso simbolico. Il simbolismo non è una chiave pop che troviamo scontata… eppure ha rischiato fortemente di diventarlo.
Scheda del libro L’ultimo arcano di Alessandro Benati
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Autore | Alessandro Benati |
| Titolo | L’ultimo arcano |
| Struttura | Capitoli basati sui 22 Arcani Maggiori |
| Temi chiave | Esoterismo, memoria, verità ineffabile, legami familiari |
Indice dei contenuti
Intervista ad Alessandro Benati: il peso dei segreti e della verità
Inevitabile non chiedertelo: che rapporti hai con i segreti?
«In genere mi piace comprenderli e arrivare alla verità. A volte mi piace (o piacerebbe) anche svelarli, ma in questo caso ho imparato che prima di farlo bisogna valutare se l’interlocutore è in grado di sopportare il peso della verità».
E dunque quanto tutto questo invade la tua sfera personale?
«La mia sfera personale è letteralmente pervasa dal segreto, inteso più come mistero, nel suo significato etimologico più stretto (dal greco mysté): cioè ciò che non è possibile comunicare a parole (ineffabile) e di fronte al quale si chiude la bocca. I miei studi scientifici giovanili e quelli che conduco ancora nell’ambito dell’esoterismo sono la conferma della curiosità che mi ha sempre mosso alla ricerca della comprensione degli arcani».
La verità e il bisogno di tacere
Curiosità provocatoria, anzi domanda inutile direi: usi un romanzo per confessare segreti che non diresti mai?
«No, non ne sento il bisogno. Ho un ottimo rapporto con la verità e mi reputo definitivamente sincero. Ma, come ho già detto, non tutti vogliono sentire la verità, per cui spesso è opportuno tacere su ciò che qualcuno non vuole ascoltare o conoscere».
Perché gli arcani dei Tarocchi? Che simbologia rappresentano?
«Sono simboli le cui origini si perdono, ma che hanno attratto studiosi, scienziati e artisti per via della loro poliedricità di significato. Li ho studiati e li uso da molti punti di vista, ma nel romanzo mi sono serviti come una bussola, o meglio come una mappa ideale per conferire ritmo all’intera storia».
Per approfondire la complessità delle figure citate dall’autore, è utile consultare la storia dei Tarocchi su Wikipedia, dove viene analizzata l’iconografia classica.
Quando la vita diviene un romanzo
Per chiudere: quando la vita diviene un romanzo secondo te? Oppure sei di quelli che pensa che lo è sempre, bisogna solo saperlo raccontare?
«Non vorrei cadere in questo “tranello”, però… sono convinto che prima di tutto si debba saper raccontare, saper scrivere. E per fare ciò bisogna quantomeno aver letto, e pure molto. Poi, certo, se ti dovesse rispondere lo studioso dell’animo umano che è in me, ti direbbe che ogni biografia è un romanzo, ma è anche un dato oggettivo che non tutti i romanzi vengono pubblicati… Spero con questo di aver eluso egregiamente la domanda!».

