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Eroica Fenice

M'assale malinconia

M’assale malinconia, il nuovo libro di Rita Sorrentino| Recensione

M’assale malinconia è il nuovo libro scritto da Rita Sorrentino e pubblicato dalla casa editrice Gutenberg Edizioni.

Il libro, presentato il 27 giugno scorso presso il Salone di RappresentanzaGirolamo Bottiglieri” (a Salerno), offre -come la stessa autrice ci informa- una «miscellanea che si sviluppa in un arco temporale di circa vent’anni».

Il testo “M’assale malinconia”

M’assale malinconia si propone al lettore come un insieme di versi («una rete di affetti», come ha affermato in proposito Angelo Cerulo). Scandito in varie sezioni che vanno da più statiche ed estemporanee immagini – manifestazioni inequivocabili di una realtà cittadina – a più intime considerazioni, il testo è stato concepito da una navigatrice come la stessa Rita Sorrentino dice di sé (aggiungendo che «più che poeta mi proporrei come osservatrice del mondo»). Emerge dal testo proprio questa caratteristica se, utilizzando metafore marine e marinaresche, pensiamo al suo libro come a un’imbarcazione che naviga (e circumnaviga) fra le situazioni e le emozioni. In altre parole, è un viaggio alla deriva da situazioni marcatamente ancorate ad un pragmatismo del quotidiano verso gli ignoti e profondissimi lidi dell’io.

La struttura del libro segue una chiarissima linearità: i versi “racchiusi” sotto ogni sezione in cui è scandito il libro (Ma l’amore…, Petali di memoria, Anche questo è sfamarsi di vento, M’assale malinconia) esplicitano senza indugio ed equivoco il loro intento. Fra le onde – a volte calme, a volte mosse – in cui il lettore di M’assale malinconia si trova – a volte timoniere, a volte naufrago, in un cerchio di continui andate e ritorni – Rita Sorrentino mantiene saldamente la rotta, per lei evidentemente chiarissima: e allora sembra quasi di scorgerla, fra una rima e l’altra, fra una sosta e un nuovo inizio, mentre ci scruta in attesa di un nostro cenno.

M’assale malinconia: la quinta tappa del viaggio di scrittura di Rita Sorrentino

M’assale malinconia è il quinto libro pubblicato da Rita Sorrentino. Precedenti a questo, i volumi L’incesto e altri racconti (Lettere italiane, 1998), Un infinito niente (Gutenberg edizioni, 1999), Si turnass’ a nascere (Gutenberg edizioni, 2000) e ‘Na vutate ‘e spalle (Gutenberg edizioni, 2005): tutti testi altrettanto concentrati sulle dinamiche triadiche fra io, es ed ambiente.

In una visione “a volo d’uccello” sui testi pubblicati da Rita Sorrentino, si riesce già a scorgere ciò che poi con un’attenta analisi in prossemica si fa manifesto: un profondo dolore e una solitudine molto intensa, propri degli incompresi. Nella lettura sofferta, che forse un poco può restituirci quella pena cui sono sottoposte le personalità (soprattutto quelle femminili) descritte da Rita Sorrentino, emerge tutta la sofferenza volutamente espressa dall’autrice ora nei versi (nei casi di Un infinito niente, Si turnass’ a nascere, ‘Na vutata e spalle, M’assale malinconia) ora nella prosa (nel caso de L’incesto e altri racconti); e questo profondissimo e “male di vivere”, questo profondissimo e dolentissimo “sacrificio umano”, riemerge nella lettura di M’assale malinconia, che allora si pone come tassello di prosecuzione nel mosaico già avviato dall’autrice nei suoi testi.

M’assale malinconia è poi ciò che, in definitiva, arriva a mormorare a mezza voce il lettore, ferito nel cuore come da una fredda lama tagliente, in un moto quasi istintuale di dolore- credo- e forse per certi versi consonante a quello che emana il vibrare di Rita Sorrentino e delle sue infelicissime protagoniste.

Fonte immagine: Ufficio Stampa.

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