La penna di Maurizio de Giovanni ha ridefinito il romanzo noir italiano. Attraverso le sue pagine, Napoli non è mai solo uno sfondo, ma una creatura viva, pulsante e ricca di contraddizioni. Dalle indagini crepuscolari degli anni ’30 fino ai drammi delle periferie contemporanee, i suoi personaggi hanno conquistato prima le classifiche dei libri e poi il grande pubblico televisivo. Scopriamo l’universo narrativo dello scrittore partenopeo in questa guida ai suoi protagonisti più celebri.
Indice dei contenuti
- 1. De Giovanni e Napoli: un amore viscerale
- 2. Il Commissario Ricciardi: il dono e la condanna
- 3. I Bastardi di Pizzofalcone e l’Ispettore Lojacono
- 4. Mina Settembre: l’eroina “fuori posto”
- 5. Sara Morozzi: la donna invisibile del noir
- 6. L’antico amore: la riflessione oltre il giallo
- 7. Curiosità e domande frequenti (PAA)
1. De Giovanni e Napoli: un amore viscerale
Il legame tra l’autore e la sua città è complesso. Durante una chiacchierata avvenuta in un pomeriggio di Pasqua, lo scrittore ha definito questo rapporto: «È come con quelle mamme invadenti di cui ti vergogni un po’ e che non presenti agli amici. A volte provi imbarazzo, ma è tua madre e non la cambieresti con nessun’altra al mondo». Non stupisce, quindi, ritrovarlo spesso inserito nelle classifiche dei migliori scrittori napoletani da ricordare e tra gli scrittori italiani più letti al mondo. I suoi luoghi del cuore si riflettono prepotentemente nei romanzi: le vedute del Petraio, la Pedamentina di San Martino e le strade del centro storico, dai Decumani a Piazza San Domenico Maggiore.
2. Il Commissario Ricciardi: il dono e la condanna
Il Commissario Luigi Alfredo Ricciardi si muove nella Napoli degli anni ’30, sotto l’ombra crescente del fascismo. La sua particolarità, che mescola il giallo alle sfumature dell’orrore, è “il Fatto”: la capacità di vedere i fantasmi delle persone morte in modo violento e ascoltarne le ultime parole. L’autore ha rivelato che l’idea è nata osservando una bambina attraverso la vetrina del celebre Caffè Gambrinus. Ricciardi è un uomo introverso, scontroso e terrorizzato dall’amore, convinto che la sua “maledizione” non gli permetta di avere una famiglia normale.
L’evoluzione della saga: da Caminito all’epilogo
L’arco narrativo del commissario è denso e ricco di svolte. In Ricciardi si confessa e ne Il pianto dell’alba sembrava che la storia fosse giunta al termine. A sorpresa, la saga è ripresa con Caminito. Qui troviamo un Ricciardi cambiato: siamo nel 1939, l’Europa è sull’orlo della guerra e il commissario, ora padre della piccola Marta, teme che la figlia abbia ereditato il suo oscuro dono. Il romanzo prende il nome da un celebre tango di Carlos Gardel, cantato dalla malinconica Livia, ormai rifugiatasi all’estero.
| Caratteristica | Commissario Ricciardi | Ispettore Lojacono |
|---|---|---|
| Tratto distintivo | Vede i morti di morte violenta (il “Fatto”). | Ipersensibilità legata alla paternità. |
| Temperamento | Lupo solitario, scontroso, isolato. | Leader, capace di lavorare in squadra. |
| Rapporto con l’amore | Ne ha paura, lo evita ostinatamente. | Lo ha vissuto e vorrebbe ritrovarlo. |
| Scenario d’azione | Napoli degli anni ’30 (Centro Storico). | Napoli contemporanea (Pizzofalcone). |
3. I Bastardi di Pizzofalcone e l’Ispettore Lojacono
Abbandonando gli anni ’30, de Giovanni ci porta nella Napoli contemporanea con l’Ispettore Giuseppe Lojacono e la sua squadra di retti e imperfetti: I Bastardi di Pizzofalcone. Si tratta di un gruppo di poliziotti con un passato difficile, spesso abituati a operare al di fuori dei rigidi protocolli. A differenza del solitario Ricciardi, Lojacono è un leader naturale che, malgrado una diffidenza iniziale, sa fare squadra e desidera l’amore. Lo stesso de Giovanni ha confessato di identificarsi molto con Lojacono (e con il Brigadiere Maione di Ricciardi) per la profonda ipersensibilità legata all’esperienza della paternità.
Le indagini della squadra: da “Fiori” a “Vuoto”
I romanzi dei Bastardi corrono su ritmi veloci e corali. In Fiori (decimo volume della saga), la squadra indaga sul brutale omicidio di Nicola Savio, un dolce fioraio del quartiere. Un romanzo che smonta abilmente pregiudizi e razzismo. In Vuoto, l’atmosfera si fa più cupa, focalizzandosi sull’assenza emotiva dei protagonisti e sulla scomparsa di una professoressa. Le dinamiche interne (l’amore tra Romano e Giorgia, le ansie di Ottavia per il figlio autistico) si mescolano a un intreccio giallo avvincente, che ha garantito il successo planetario dell’omonima fiction televisiva con Alessandro Gassmann.
4. Mina Settembre: l’eroina “fuori posto”
Nel romanzo Troppo freddo per Settembre, fa la sua comparsa un’altra indimenticabile creatura letteraria: Gelsomina Settembre. Mina è un’assistente sociale che lavora in un consultorio dei Quartieri Spagnoli, una donna magnetica e ironica, costantemente “fuori posto”. De Giovanni la descrive così: «È fuori posto nel suo corpo prorompente, fuori posto a casa sua dopo il divorzio, vessata da una madre dispotica, e fuori posto nel suo lavoro, perché viene dai quartieri alti ma combatte per i diseredati».
Il romanzo che l’ha resa celebre inizia con il misterioso omicidio di un professore in pensione trovato morto in una soffitta gelida. Mina indaga sfidando i pregiudizi, aiutata dall’affascinante ginecologo Domenico Gammardella e dal portiere Rudy, memoria storica dei Quartieri, confermandosi come una calamita per i guai e paladina degli emarginati.
5. Sara Morozzi: la donna invisibile del noir
Con Sara al tramonto, Maurizio de Giovanni ha introdotto la sua prima vera protagonista femminile dalle tinte noir: Sara Morozzi. Siamo molto lontani dalle atmosfere poetiche di Ricciardi o dai ritmi corali di Pizzofalcone; qui la narrazione è ruvida, asciutta e cruda.
Sara è una sessantenne trasandata e indifferente all’apparenza, un’ex agente dei servizi segreti dotata di un talento unico: la lettura labiale a distanza e l’incredibile capacità di rendersi letteralmente invisibile agli occhi degli altri. In gioventù ha sacrificato tutto per l’amore, abbandonando persino il figlio Giorgio. Quando viene coinvolta per indagare sul caso di Dalinda, una donna accusata di aver ucciso il padre ma incapace di ricordare a causa degli stupefacenti, Sara collabora con l’ispettore Pardo e la fotoreporter Viola, svelando un lato di Napoli periferico e cupo, che l’ha resa protagonista della celebre trasposizione televisiva.
6. L’antico amore: la riflessione oltre il giallo
Non solo polizieschi. Con L’antico amore, De Giovanni sorprende i lettori sospendendo temporaneamente il genere noir per riflettere sull’universalità dei sentimenti. Il romanzo intreccia tre storie distanti nel tempo. Il fulcro è la passione viscerale e distruttiva vissuta da Catullo (il celebre poeta romano dei poetae novi) per l’emancipata Clodia, cantata con il nome di Lesbia.
A questa vicenda antica si legano due storie contemporanee ambientate a Napoli: quella di Marco, docente universitario travolto dall’amore per una giovane studentessa, e quella di Oxana, una badante moldava legata al suo anziano assistito da un sentimento fatto di silenzi e ricordi. Per de Giovanni, «l’amore è il ricordo dolce della tempesta», un fatto assoluto in grado di fondere due anime e attraversare i secoli intatto. Un salto autoconclusivo che dimostra la profonda versatilità letteraria dello scrittore, capace di esplorare tanto gli abissi della mente criminale quanto le vette dell’animo umano.
Per scoprire altri autori e autrici emergenti del panorama campano (e non solo) che condividono lo stesso amore per le emozioni complesse, leggi la recensione de La chiave dei sentimenti di Valentina De Giovanni.
Maurizio de Giovanni: Curiosità e Domande Frequenti (PAA)
❓ Perché il Commissario Ricciardi vede i morti?
Il Fatto, ovvero la capacità di percepire i fantasmi delle vittime di morte violenta, non è un superpotere ma una condanna. L’autore ha spiegato che l’idea nacque osservando una bambina fuori dal Caffè Gambrinus. Letterariamente rappresenta una potente metafora dell’estrema ipersensibilità al dolore altrui che logora il protagonista.
❓ Quali sono le differenze tra Ricciardi e Lojacono?
Nonostante siano entrambi investigatori instancabili e tendenzialmente malinconici, Ricciardi è un lupo solitario introverso che fugge dall’amore per paura della sua “maledizione”. Lojacono, al contrario, pur essendo diffidente, è un vero leader capace di fare squadra (i Bastardi) e conserva il forte desiderio di innamorarsi ancora.
❓ Qual è la particolarità del personaggio di Sara Morozzi?
A differenza degli altri protagonisti di De Giovanni, Sara (che dà il nome alla fortunata serie tv e all’omonima saga di romanzi) è un’ex agente dei servizi segreti. La sua unicità risiede nella capacità di leggere il labiale a grande distanza e nel suo incredibile talento nel rendersi “invisibile” per non attirare mai l’attenzione.
❓ In quale personaggio si identifica di più Maurizio De Giovanni?
L’autore ha dichiarato di riconoscersi fortemente nel Brigadiere Maione (spalla di Ricciardi) e nell’Ispettore Lojacono. L’elemento in comune che lo lega visceralmente a questi due poliziotti è la fortissima componente paterna e il modo in cui guardano il mondo e le ingiustizie attraverso la lente dell’amore per i propri figli.
Fonti: Interviste all’Autore / Edizioni Einaudi, Rizzoli, Mondadori
Articolo aggiornato il: 13 Maggio 2026

