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Eroica Fenice

Naviga le tue stelle

Naviga le tue stelle di Jesmyn Ward: un inno alla perseveranza

Recensione del monologo di Jesmyn Ward Naviga le tue stelle

Esce il 3 dicembre per NN Editore Naviga le tue stelle, l’illuminante monologo sulla tenacia ed il coraggio di credere nei propri sogni che la premiata scrittrice statunitense Jesmyn Ward ha tenuto alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico alla Tulane University, in Mississipi, dove la donna insegna Letteratura creativa, a partire dall’esperienza, tutta in salita, di una donna afroamericana del Sud che si confronta con un mondo razzista e sessista.

Il libro di Jesmyn Ward si presenta davvero come un piccolo gioiello, in ogni sua parte e forma. Ad un contenuto illuminante, brillante e d’ispirazione si addice una forma che sia all’altezza, ed è questo il risultato raggiunto da questa pregiata edizione: un volumetto tascabile blu notte dai dettagli dorati, adornato delle magnifiche illustrazioni di Gina Triplett, che donano un’incantevole cornice ed arricchiscono il racconto, breve ed intenso, di una vita di sacrifici, di duro lavoro, di perseveranza, di cui è esempio la nonna dell’autrice, cui il monologo è dedicato, una donna che, nell’America del Sud degli anni Quaranta, ha dovuto lavorare duramente per tutta la vita per permettere, lei che un’istruzione non aveva potuto permettersela, ai suoi figli di diplomarsi, studiare, renderla fiera, attraverso lo studio ed un lavoro che li emancipasse da una condizione di povertà e schiavitù mascherata da lavoro, privo di tutele, di certezze, di stabilità. Se la vita è dura per tutti, per alcuna è più dura che per altri: obiettivo di questa nonna e dei suoi figli è stato garantire un’istruzione che potesse strappare i suoi figli ed i suoi nipoti non a tutte le asprezze della vita, ma a quelle che una vita priva d’istruzione ti conduce, spesso, inevitabilmente: tanto più se si tratta di afroamericani dell’America del Sud.
Ma l’istruzione, se si vuole intendere con questo termine l’ottenimento di un diploma di fine ciclo, scopre ben presto Jesmyn Ward, è fondamentale ma non è tutto.

L’istruzione è un processo lungo, complesso, un percorso che segue una vita intera: non si smette mai d’imparare, di formarsi, di crescere. La laurea non è il traguardo, ma soltanto un nuovo trampolino di lancio, che permetterà alle nuove leve d’inserirsi nel mondo del lavoro, fronteggiarne le sfide, lottare per i propri sogni, con incrollabile fede e perseveranza. Perseveranza è qui la parola chiave: la forza di chi non si arrende alle sfide del domani, di chi non si crede già arrivato, di chi accetta che la vita non sia semplice, e che forse la chiave del successo è proprio questa, accettare che la vita non è semplice, che la realizzazione è un processo lento, e che ciò che conta è raggiungere la meta, non il tempo impiegato a raggiungerla né il percorso scelto, strettamente soggettivo e soggetto a innumerevoli fattori anche e soprattutto indipendenti dal proprio volere. L’indulgenza, verso sé stessi e gli altri, non è una debolezza: è umanità. 
Realizzazione
è, dunque, fare il meglio che si può con le carte che la vita ci ha messo tra le mani, avere il coraggio di volare alto, scoprire nelle proprie radici la propria più grande forza; le stelle da navigare del titolo del monologo sono certamente i sogni, ma anche le attitudini individuali, il proprio ritmo, che è l’unico possibile: non bisognerebbe mai commettere l’errore di paragonare il proprio a quello degli altri. Ognuno ha il proprio vissuto, la propria storia. Chiave della realizzazione è la perseveranza: il duro lavoro, oggi, domani e sempre, ognuno secondo il proprio passo. Solo così possono realizzarsi i sogni.

“Lavorate sodo, tenetevi stretto il vostro sogno e fate tutto quel che è ragionevolmente possibile per esaudirlo. Fate un passo che vi condurrà verso la sua realizzazione, e poi un altro, e poi un altro.”

Un libro di grande ispirazione da donare a coloro che amiamo, per spronarli a dare sempre il massimo e credere nella possibilità di realizzare i propri sogni.

 

 

Fonte immagine: Ufficio stampa.

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