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Eroica Fenice

Nemo

Nemo, il nuovo volume degli Straordinari gentlemen

Bao Publishing ha pubblicato lo scorso febbraio Nemo, il nuovo volume facente parte della saga de La lega degli straordinari gentlemen.

Per coloro il cui titolo non dice nulla, La lega degli straordinari gentlmen è una delle più celebri saghe fumettistiche nata dalla mente di Alan Moore (From Hell, The Killing Joke, Watchmen) e illustrata dal fumettista Kevin O’Neill. Protagonisti di questa serie sono tra i più celebri personaggi della letteratura di fine ‘800 e inizio ‘900, riproposti in chiave supereroistica: Il dottor Henry Jekyll, l’Uomo Invisibile e il Capitano Nemo, giusto per citarne alcuni.

Dopo i primi tre volumi dedicati alle vicende principali della lega, Bao Publishing ne pubblica un quarto con all’interno un ciclo di tre storie che Moore e O’Neill dedicano a Janni Dakkar, la figlia del capitano Nemo di cui prende anche il comando del mitico sottomarino Nautilius. Le storie sono state tradotte da Michele Foschini e sono fedeli al formato dell’edizione inglese/americana.

Nemo, trama delle storie

Le storie seguono un preciso ordine cronologico, che va dagli anni ’20 agli anni ’70 del secolo scorso, e che vedono il capitano Jenni (il secondo Nemo) raccogliere l’eredità paterna in una serie di avventure dove lei e i suoi compagni si ritrovano a fronteggiare una serie di minacce tutte collegate ad Ayesha, immortale sovrana del regno di Korr che mira al controllo del mondo.

Cuore di ghiaccio porta Janni e il suo equipaggio in una spedizione in Antartide nel 1921 alla ricerca delle “Montagne della follia”, di cui il Capitano Nemo ha scritto nei suoi diari. Oltre a doversi confrontare con alcuni avventurieri/sicari mandati da Ayesha, Janni e i suoi devono anche fare i conti con perturbanti e mostruose visioni degne del miglior romanzo gotico.

Le Rose di Berlino ci trasporta nel 1941, nella Germania nazista. Qui Janni e il marito Broad Arrow Jack devono salvare la figlia Hiri e il genero tenuti prigionieri dal dittatore Hynkel (chiamato come l’omonimo personaggio de il Grande Dittatore di Charlie Chaplin) e dai suoi seguaci che Alan Moore rimodella dal cinema espressionista tedesco, come il dottor Caligari e l’androide di Metropolis di Fritz Lang (proprio a questo film si rifà l’architettura tecnologicamente mostruosa della Berlino immaginata dai due autori, mescolata a visioni propagandistiche prese da Orwell).

A chiudere il ciclo è Fiume di Spettri, ambientata nel 1975. Un’anziana Janni viene visitata dagli spirti dei suoi compagni di viaggio e parte per un’ultima missione nel Rio delle Amazzoni, con l’obiettivo di cancellare per sempre la minaccia di Ayesha che, in mezzo a una foresta, ha riunito attorno a sé alcuni scienziati tedeschi che hanno costruito un esercito di androidi femminili e alcuni di essi hanno le stesse sembianze della regina.

Una spirale di citazioni e inquietudini

Le storie raccolte all’interno di Nemo non vanno concepite come una lettura da affrontare a cuor leggero. Del resto Alan Moore, come gli appassionati di comics ben sapranno, è una fucina vivente di idee e di rimandi a tutto lo scibile che la cultura umana abbia mai prodotto in ambito artistico.

I riferimenti letterari e cinematografici sono davvero tanti e vanno dai quelli alti (il già citato incubo tecnologico che è la Berlino di Hynkel o gli esseri disturbanti di lovecraftiana memoria presenti in Cuore di Ghiaccio) a quelli più popolari e di consumo (come le Blue Book, riviste a luci rosse con protagoniste avventi ragazze popolari negli USA fino agli anni ’70, passando per King Kong e Godzilla). A tale proposito utile risulta essere la guida fornita da Jess Nevins, il più autorevole studioso dell’opera di Moore al cui sito rimandano gli stessi curatori nostrani per approfondire e capire i riferimenti a luoghi e personaggi citati, ma anche per comprendere il significato di alcuni discorsi trascritti in linguaggi complessi (si veda il simil-tedesco parlato dai soldati nazisti in Le Rose di Berlino).

La lettura delle tre storie, pur ostacolata da limiti cognitivi che svantaggiano chi non riesce a cogliere le varie citazioni, risulta essere comunque immersiva e accattivante. La sceneggiatura di Moore e il talento che O’Neill concentra nella matita riescono a catturare il lettore trascinandolo all’interno delle avventure di Janni, turbata e ossessionata dal timore di sentirsi incapace e inferiore al padre Nemo. Gli autori giocano molto con il loro lettore, tramite momenti stranianti e turbanti volti a confonderlo e a fargli perdere la percezione di ciò che sta leggendo.

Grazie a Bao Publishing, anche qui in Italia giunge un altro tassello relativo alla saga de La Lega degli straordinari gentlemen. Un volume che fa felici gli appassionati e che incuriosisce chi vorrà recuperare le altre storie dopo averlo letto.

Immagine di copertina: ufficio stampa

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