Quel tipo di ragazza, Elizabeth Jane Howard | Recensione

quel tipo di ragazza recensione

Quel tipo di ragazza è il più recente romanzo della scrittrice britannica Elizabeth Jane Howard pubblicato da Fazi editore e tradotto da Manuela Francescon. Il romanzo è stato pubblicato in lingua inglese con il titolo Odd Girl Out nel 1972.
L’autrice vinse nel ’51 il John Llewellyn Rhys Prize grazie al suo primo romanzo, The Beautiful Visit pubblicato l’anno precedente.
È principalmente ricordata per la sua «Cazalet Chronicle», una saga familiare in cinque romanzi, che racconta i cambiamenti nella vita inglese durante gli anni di guerra, con un forte sguardo sulla condizione della donna.

Quel tipo di ragazza, trama

La vita perfetta di Anne ed Edmund Cornhill, coppia idilliaca e innamorata, viene minacciata da una giovane seducente e smarrita.
Ci troviamo alla periferia di Londra, in un’adorabile e ben curata casa di campagna dove vivono i Cornhill, ai quali viene chiesto da Clara, ricca e sprezzante matrigna di Edmund, di ospitare sua figlia Arabella. La giovane sorrellastra è bella e incredibilmente bisognosa di affetto, tanto da far sentire ad Anne ed Edmund il bisogno di trasformarsi in delle figure genitoriali per lei. Entrambi d’altronde non conoscono la natura da seduttrice di Arabella che destabilizzerà gli equilibri della loro famiglia, portando alla luce le crepe del loro rapporto.

La penna elegante, che ha donato alla letteratura la saga dei Cazalet, serve i suoi lettori ancora una volta con un romanzo brillante e intrigante sui rapporti di coppia, i vizi e la moralità umana.
Con Quel tipo di ragazza, Elizabeth Jane Howard racconta la Middle Class inglese e, senza specificare il lasso temporale in cui è ambientato, ma presumibilmente si tratta degli anni ‘70, e riesce a restituire un quadro senza tempo di falsa moralità, apparenza e inganni. La sua scrittura e i suoi personaggi incredibilmente caratterizzati e vividi regalano ai suoi lettori un romanzo leggero, realistico e anche umoristico, intriso di una patina di tristezza e sfiducia verso l’etica personale.
Messo in dubbio è il concetto di matrimonio come rapporto potenzialmente idilliaco se guardato attraverso una lente opaca.
L’autrice Hilary Mantel, che ne scrive la prefazione, sottolinea le intenzioni di Howard:

«Se si vuole descrivere un matrimonio tre sono gli elementi da tenere in considerazione: il marito, la moglie e il matrimonio in sé. Il matrimonio è l’isola su cui i coniugi prendono vita o meno. Elizabeth Jane Howard queste cose le sa; anzi, che sappia tutto? Nei suoi romanzi, il matrimonio tra forma e contenuto sembra perfetto; il divorzio è da escludere. Lei è una di quelle romanziere che con la loro opera ci mostrano a cosa serve il romanzo. Ci consente di vedere quando siamo miopi».

Immagine a cura di Fazi editore

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A proposito di Dana Cappiello

Classe 1991, laureata in Lingue e specializzata in Comunicazione. Ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi, impiastricciando colori sui fogli. Quando però i pensieri hanno superato le mie maldestre capacità artistiche, ho iniziato a consumare decine di agende. Parlo molto e nel frattempo guardo serie tv e leggo libri.

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