Roberto Prete pubblica il nuovo libro Crescendo in Danza

Roberto Prete, noto insegnante di danza nel territorio italiano e non solo, pubblica il suo nuovo libro “Crescendo in danza”. Il manuale, con la prefazione di Amelia Colombini, é ideato per Licei Coreutici. Il libro ha obiettivi ben più vasti: avvicinare chi ne abbia voglia, all’approfondimento e  alla conoscenza della Danza

Roberto Prete è direttore artistico e didattico del Liceo Professionale Danza di Bacoli e guest maitre de ballet presso l’Anhaltisches Theater Dessau in Germania.  Vince numerosi bandi pubblici e consegue svariati titoli di laurea con il massimo dei voti. La pubblicazione di Crescendo in danza è un ulteriore tassello aggiunto alla sua eclettica carriera

Il manuale riflette e sottolinea l’importanza della profonda conoscenza sulla Danza che necessitano i curricula dei Licei Coreutici. “Crescendo in Danza” accompagna gli studenti verso uno studio più approfondito e guidato, portato avanti da una minuziosa e attenta analisi. Tutto ciò è possibile grazie a un’ottima conoscenza non solo della danza ma anche e soprattutto della pedagogia. 

Roberto Prete si è mostrato disponibile a spiegarci di più su “Crescendo in danza” e ha risposto alle nostre domande: 

1) Quale pensi che debba essere la prima caratteristica per un insegnante di danza?

Ritengo che la prima caratteristica per un insegnante di danza sia la capacità di ascolto e di comprensione profonda dei propri allievi. Il nostro compito non è solo quello di trasmettere una tecnica, ma anche di percepire il potenziale, i limiti, le emozioni, e le aspirazioni di ogni studente. Saper ascoltare e costruire un dialogo è essenziale per educare alla danza come forma d’arte che coinvolge il corpo e la mente. Solo con un approccio empatico si riesce a guidare gli allievi non solo verso l’apprendimento della tecnica, ma verso una crescita personale e artistica completa.

2) Come è cambiato l’approccio verso i giovani oggi?

Oggi i giovani vivono in un contesto caratterizzato da rapide trasformazioni e accesso immediato all’informazione. Questo porta a una sete di apprendimento veloce, ma anche a una certa difficoltà nel concentrarsi su processi lenti e articolati, come quello richiesto dalla danza. Di conseguenza, l’approccio deve essere adattato: occorre trovare un equilibrio tra tradizione e innovazione. Per coinvolgerli, è importante integrare linguaggi nuovi e tecnologie, senza rinunciare ai principi fondamentali della disciplina. Un libro come questo rappresenta un mezzo per far dialogare teoria e pratica in modo comprensibile e stimolante, incentivando nei giovani una comprensione più profonda del percorso coreutico.

3) Quale pensi sia l’obiettivo di questo libro?

L’obiettivo principale del libro è quello di offrire una guida strutturata e interdisciplinare che supporti gli studenti e gli insegnanti nella preparazione all’esame di stato del Liceo Coreutico. Tuttavia, il libro va oltre: è pensato anche per chi vuole approfondire le basi teoriche della danza, conoscendone la storia, i principi fondamentali e le connessioni culturali. Credo sia un’opera che può accrescere la consapevolezza dei futuri professionisti della danza, ma anche di chi desidera conoscere meglio quest’arte a livello teorico e culturale.

4) Il libro che tipo di metodologia fornisce?

La metodologia che propongo nel libro è strutturata per un approccio integrato e interdisciplinare. Ogni concetto è spiegato con precisione, ma anche collegato ad altre discipline come la storia dell’arte, la musica, la letteratura e persino le scienze motorie. Ho voluto creare un ponte tra teoria e pratica, fornendo spiegazioni chiare e dettagliate che possano costituire un sostegno per l’insegnamento ma anche un motore di curiosità e di approfondimento per gli studenti. In questo modo, il libro diventa uno strumento di studio, riflessione e ispirazione.

5) Che migliore direzione potrebbe acquisire l’insegnamento nei licei coreutici?

L’insegnamento nei licei coreutici dovrebbe promuovere un equilibrio tra tecnica e conoscenza interdisciplinare, offrendo agli studenti una visione culturale e storica della danza. Inoltre, credo sia fondamentale esporre gli studenti anche ai ruoli professionali correlati alla danza, come quelli di costumista, fotografo, manager artistico, e altri professionisti che contribuiscono al successo di uno spettacolo. In quest’ottica, anni fa ho avuto l’opportunità di organizzare un progetto di PCTO per avvicinare gli studenti alla professione di critico di danza. Grazie a una rete di amici e colleghi, siamo riusciti a coinvolgere stelle del balletto scaligero, coreografi di spicco e altri esperti. Questo progetto, realizzato a costo zero per la scuola, ha incluso anche una collaborazione con una rinomata rivista internazionale di balletto. Gli studenti hanno così potuto vivere in prima persona l’esperienza di chi lavora dietro le quinte, imparando a osservare la danza da un punto di vista critico. Mostrare queste diverse professionalità è un’esperienza che può stimolare e allargare gli orizzonti degli studenti, aiutandoli a comprendere le numerose possibilità di carriera che il settore offre e a costruire un percorso più consapevole e realistico.

Fonte immagine di copertina: Immagine ufficiale profilo Roberto Prete 

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