Strade d’acqua di Maria Gisella Catuogno I Recensione

Strade d'acqua di Maria Gisella Catuogno I Recensione

Strade d’acqua è un libro di Maria Gisella Catuogno, edito da Il Frangente.

L’autrice, cenni biografici ed opere principali

Maria Gisella Catuogno è nata sull’isola d’Elba, dove tuttora vive e dove ha insegnato materie letterarie a scuola. Dal 2003 si dedica alla scrittura, affrontando le tematiche a lei più care, tra le quali: l’amore per la natura e per il mare, gli affetti, l’educazione delle giovani generazioni, l’attenzione al mondo femminile. È autrice di diverse raccolte di poesie: mare, more e colibrì (Studio 64), Brezza di mare (Ibiskus Ulivieri), Fiori di campo (Montedit), Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni (Onirica editrice) e altri testi altrettanto noti.

Strade d’acqua. Trama

1432. Pietro Querini è un mercante veneziano che a seguito del nubifragio della sua nave, approda a Røst, nell’arcipelago delle Lofoten: una terra apparentemente dimenticata da tutti, che però gli dà la salvezza e un’inaspettata fortuna. 1766. Jeanne Baret si taglia i lunghi capelli e, travestita da uomo, si imbarca sull’Étoile di De Bougainville, diventando la prima donna a circumnavigare il globo con coraggio e determinazione. 1890. Giuseppina Croci, filandina della provincia milanese, salpa per la Cina, con l’incarico di dirigere una squadra di operaie.

Strade d’acqua, un intreccio di storie dedicate al mare

Strade d’acqua. Tre viaggi, tre rotte, tre destini, intreccia tre storie diverse che hanno un denominatore comune: il mare. I protagonisti sono un uomo e due donne: un nobile veneziano navigatore e mercante del XV secolo, una ragazza francese del XVIII secolo e un’operaia di filanda della provincia di Milano, vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Pietro Querini, Jeanne Baret e Giuseppina Croci sono i tre personaggi di Strade d’acqua che accompagnano il lettore in tre periodi storici diversi, attraverso viaggi non sempre facili, talvolta tormentati e difficili da portare a termine.

Le storie dei tre protagonisti di Strade d’acqua sono lontane nel tempo e nello spazio, ma hanno un filo conduttore comune, dato dal mare, che rappresenta non solo un compagno di viaggi ma anche il protagonista di mille avventure, attraverso viaggi programmati e rotte decise dal destino.

Considerazioni finali

Il libro di Maria Gisella Catuogno, seppur breve, è un volume estremamente interessante e coinvolgente. Proprio come le storie personali dei protagonisti che lo compongono, culla il lettore, esattamente come farebbero le onde del mare.

Allo stesso modo, in ogni racconto si provano emozioni e sensazioni diverse, descritte in modo elegante e che stimolano il lettore, solleticandone l’immaginazione. Strade d’acqua. Tre viaggi, tre rotte, tre destini, intreccia storie diverse, attribuendo significati di vario genere all’esperienza umana.

In questo modo, la narrazione diventa il mezzo per conoscere, in questo caso tre storie, evocando immagini ovviamente soggettive e al contempo belle, intense, vere e interessanti. Ogni racconto è profondo come il mare e sembra quasi evocarne il movimento, talvolta agitato, altre volte calmo e pacato, proprio come l’animo umano. I personaggi sono inseriti all’interno di un percorso narrativo che si sviluppa sin dalla prima pagina, in modo lineare, attraverso l’utilizzo di una scrittura semplice e alla portata di tutti.

Le storie che si leggono sono metafora di quanto può accadere nella quotidianità di ciascuno o immagine di quanto già accaduto e rappresentano un trampolino di lancio dal quale tuffarsi.

 

Fonte immagine in evidenza: il Frangente

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