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Eroica Fenice

Ida Basile

Sulla soglia, intervista all’autrice Ida Basile

Sulla soglia. La costruzione  dell’identità attraverso i miti greci di “non passaggio”(Edizioni Epoké , intervista all’autrice Ida Basile.

Chi lo ha già letto, lo ha definito “alternativo“. Soglia, costruzione dell’identità e miti greci di “non passaggio”, il saggio di Ida Basile ci fa rivivere i miti classici con grande passione, ma soprattutto da una prospettiva singolare, interessantissima, affascinante.

Sulle orme dei più importanti nomi della psicoanalisi che riconoscevano nel mito il fondamento della costruzione del sé di ogni individuo, Ida Basile conia una nuova categoria, quella dei miti di non passaggio che sono però qualcosa in più: un avviso, l’allarme che ci segnala un pericolo.

C. G. Jung ci parlava di un archetipico “puer“: colui che essendo apparentemente nulla, contiene al suo interno la totalità. Ebbene ognuno di noi è o è stato quel Puer: un fanciullo ancora non determinato, che è tutto e niente, totale potenzialità.
Se la soglia, o limen, di cui ci parla Ida Basile, è il momento del passaggio dalla totalità alla definizione della propria identità, è chiara l’accezione dei miti che la scrittrice recupera, ben diversa da quella a cui noi siamo abituati. Atalanta, Orfeo, Adone, Ippolito, le Pretidi… non sono illustri modelli di eroiche virtù, ma tutti personaggi incompiuti, coloro che sostando presso il limen si sottraggono  al compimento del proprio destino e per questo vengono puniti aspramente dagli dei.

Il mancato compimento del proprio destino è traducibile nel rifiuto del passaggio all’età adulta.

Se all’interno del limen vige la totale indeterminatezza, non uscirne significa rimanere intrappolati nella totalità che ci annulla. Ed il pericolo è tutto qui, saltare la parte più dfficile, ma anche più bella di tutte.
Così anche quegli “anti-eroi”, che pullulano nel cuore di questo saggio, diventano eroi (certo eroi del “non passaggio”) poiché ci insegnano a non privarci della eccezionale opportunità che abbiamo di fare del tutto quel “qualcosa” che ci renda unici e fare della nostra unicità un valore.

Sulla soglia riconduce il mondo greco e i meccanismi regolatori delle società antiche fino a noi moderni, sottolineando ancora una volta il debito che abbiamo con chi, da secoli, non smette mai di arricchirci.

Intervista all’autrice Ida Basile

Nei ringraziamenti finali leggiamo come Sulla soglia sia stato, prima di un valido libro, un elaborato accademico. Puoi raccontarci di più su come è nato questo studio e perché?


La laurea, si sa, è un momento di passaggio. Ti chiedi cosa farai dopo, ti rendi conto che il futuro è tanto affascinante quanto spaventoso, ma soprattutto il momento in cui è necessario diventare grandi e prendersi pienamente la responsabilità delle proprie azioni, sia nelle decisioni giuste che negli sbagli. Ecco, a me questo momento ha fatto paura e sulle prime, questa paura mi ha tenuta ferma sulla soglia del futuro, senza capire come oltrepassarla. La mitologia è stata la mia ancora di salvezza, mi sono chiesta come facessero gli antichi Greci a educare le persone alle varie fasi di margine, a prendere coscienza di loro stessi e delle loro responsabilità. Ne è uscito che anche loro tentennavano, qualche volta, che non sempre il mito è il racconto dell’eroe. Ecco, Sulla soglia nasce proprio da questa vicinanza, dalla consapevolezza che il tentennare non è soltanto un problema dell’oggi e dalla voglia di far sapere che, oggi come ieri, crescere è qualcosa che va affrontato con entusiasmo e coscienza.

Sulla soglia è il tuo libro d’esordio. Come stai vivendo questa esperienza, sei soddisfatta del tuo lavoro?

Solitamente sono io quella che accompagna gli autori passo dopo passo, dal manoscritto nella sua forma grezza alla pubblicazione. Ora che mi ritrovo nei loro panni posso dire che anche questo è un passaggio, in special modo per un esordiente il confronto con l’esterno crea sempre qualche piccola ansia. Di quelle positive, però, di quelle che sono da sprone. Sono soddisfatta del lavoro, sì, il team di Edizioni Epoké mi è stato vicino, si è preso cura con precisione e cuore del libro e ha reso realtà quello che era un sogno nel cassetto.

Sulla soglia può dirsi uno studio terminato o hai in mente nuovi approfondimenti al riguardo?

Sulla soglia è terminato, almeno per il momento. Non escludo però di poter attingere ad altro materiale, in futuro. Gli studi sul mito sono tanti, mi piacerebbe poter lavorare a una seconda edizione del volume!

Stato liminale, sospensione presso il margine, “iniziazioni mancate”, rifiuto dell’essere… Ti è mai capitato di provare in prima persona, sulla tua pelle, la sensazione di esitare troppo a lungo “sulla  soglia” o rischiare di superarla troppo velocemente?

Come detto, il momento della laurea è stato cruciale. A volte è più facile sostare sulla soglia di un determinato passaggio e farsi bloccare dalle paure, invece di viverlo con serenità. Però da quell’esperienza ho imparato, e ho imparato dai protagonisti dei miei miti: crescere vuol dire prendersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie scelte, nel bene e nel male. E credo che non soltanto io ma un po’ tutti i miei coetanei, sul versante delle responsabilità spesso vacilliamo. Siamo tutti in parte Ippolito, che vuole rimanere fanciullo, o le figlie di Minia, attaccate alla dimora paterna. Viviamo in tempi complessi ed è vero che il domani spaventa, meglio crogiolarsi in un oggi che, con tutti i suoi difetti, possiamo gestire per quanto possiamo, no? Ecco, se contiamo le volte in cui, da trentenne contemporanea, ho avuto paura del domani ho passato difficoltosamente e con lentezza molte soglie. Al passaggio di queste, però, mi sono sempre rimproverata: potevo farlo prima!

Nel mondo laico contemporaneo il rito di passaggio inteso come “cerimonia tribale” non è più praticato. È possibile individuarlo in altre forme?

Certo. Oggi non ce ne accorgiamo ma i momenti più importanti della nostra vita sono pienamente celebrati. Il più comune ‘baby shower’ festeggiato dalle mamme potrebbe essere visto come un rito di margine, così come il pensionamento conferisce all’individuo quell’aura che incute rispetto, l’anzianità che conferisce saggezza. I diciott’anni sono sempre festeggiati con grandi cerimonie, no? Ognuno di noi, nella vita, oltrepassa talmente tante di quelle soglie senza la consapevolezza di cosa stia realmente facendo, senza accorgersi che, magari, attinge a un patrimonio culturale ben più antico di quanto non possa credere.

Nella società in cui viviamo, che si muove entro spazi più ampi e articolati rispetto al passato, la prolungata o ridotta sosta presso il margine e/o, in alcuni casi, il non superamento di esso, pensi sia inevitabile o giustificabile per i giovani? Qual è la probabilità di incontrare eccezioni che incarnano la figura dell’ “eroe”?

Credo che la società in cui viviamo ci giustifichi ancor prima di un eventuale fallimento, un esempio è la scuola che riempie i ragazzini di test ma che sta eliminando, esame dopo esame, la sfida finale che fa sentire i giovani veramente cresciuti, responsabili. Sulla soglia indaga su come gli antichi Greci educassero le persone all’accettazione di loro stesse, i protagonisti dei miti di non passaggio talvolta muoiono perché pur non prendendosi la responsabilità della crescita, scelgono di rimanere come sono. Oggi si pretende di crescere scegliendo di rimanere uguali, quante volte si sente ‘sono fatto così?’. E si dà sempre la colpa a fattori esterni perché, siamo sinceri, guardandoci intorno c’è molto su cui puntare il dito. Tuttavia, il vero eroe è chi riesce a restare fedele a se stesso, senza scuse, traguardo dopo traguardo. Non sono eccezioni, ognuno di noi ha una piccola parte eroica, dentro di sé. Tentennare è fisiologico, perseverare il vero danno.

Possiamo aspettarci, per il futuro, un nuovo progetto editoriale di Ida Basile che sia più intimo o comunque diverso dal genere del saggio?

Sì, sto lavorando ormai da un po’ a un romanzo che, sebbene diverso dal genere del saggio, trae spunto da uno specifico protagonista del mito.

Ringraziamo Ida Basile, in attesa di sue future pubblicazioni.

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