Soul, letteralmente “anima” in inglese, è un termine usato per riferirsi essenzialmente ad un genere musicale, la “musica dell’anima”, sviluppatasi negli Stati Uniti intorno agli anni ‘50, dalla commistione di sonorità jazz e del rhythm&blues con la musica gospel, dalla quale provenivano moltissimi interpreti della musica soul, passati in pochi anni dalle cappelle delle chiese protestanti alle sale da concerto.
Le origini stilistiche del soul sono da individuarsi nel jazz, nel rhythm&blues sviluppato in una versione urbanizzata e commerciale, nel gospel, nel pop, nel blues e nello swing.
La musica soul risultò essere la base per i gruppi r&b degli anni ‘70, ‘80, e ’90 e fu sempre fonte d’ispirazione per i musicisti di tutto il mondo, che ne riproposero la tipologia tradizionale.
Indice dei contenuti
Chi sono i protagonisti della musica soul?
| Artista | Contributo principale |
|---|---|
| Ray Charles | Creatore del soul, fusione di gospel e R&B |
| Sam Cooke | Pioniere del soul socialmente impegnato |
| James Brown | Padrino del soul, precursore del funk |
| Aretha Franklin | Regina del soul, icona della Atlantic Records |
| Marvin Gaye | Innovatore con album concettuali e impegnati |
Diritti civili ed aspetto religioso
I primi due decenni della musica soul, che vedono affermarsi i caratteri distintivi di questo genere, basato su ritmo trascinante, virtuosismi vocali, cori e fiati, sono gli anni in cui la minoranza nera rivendica i propri diritti in modo sempre più convinto e la musica non può fare altro che diventarne espressione.
Sbagliato, tuttavia, sarebbe scindere la religiosità dalla musica soul, di derivazione prettamente afroamericana, in cui appare costante un atteggiamento di esaltazione spirituale, legato peraltro all’esistenza terrena, con una carica religiosa che finisce per diventare caratteristica musicale, anche in ambito laico. La musica è sempre cornice, ed anzi finisce addirittura per scandire i vari momenti della vita collettiva. Il soul, nello specifico, si esprime con la vicinanza dello spirito religioso ad aspetti della vita profana, persino sessuali.
Varietà e sottogeneri della musica soul
Punto di riferimento principale per il soul degli anni ’60 sono le case discografiche. L’abitudine di associare alle diverse etichette determinate sonorità ed atmosfere nasce proprio con le label soul, da un lato scelte editoriali delle label, dall’altra effetto collaterale della tradizione, per cui ogni etichetta ha una sua band strumentale, destinata ad imprimere al sound un carattere unitario.
Così, per esempio, il suono della Stax Records, il cosiddetto southern soul, è in gran parte ruvido e ancora vicino al rhythm and blues, destinato a prosperare fino all’avvento dei ’70.
Alla Tamla Motown, ci si rifornisce di soul virato verso il pop, perlopiù figlio di gruppi come Temptations, Four Tops, Supremes, Commodores, ma soprattutto Wonder e Gaye.
Il cosiddetto Memphis soul, della Hi Records, si sviluppa grazie alla backing band Hi Rhythm Section e a Willie Mitchell, padrone di casa ed architetto di un suono dolce ma non leggero, che con le sue raffinatezze anticipa il Philly Sound degli anni ’70, che marchia indelebilmente le melodie vellutate dei Delfonics, Harold Melvin & the Blue Notes e O’Jays.
Un’ultima precisazione riguarda due fenomeni relativamente slegati all’evoluzione del soul. Con blue-eyed soul si intende non proprio un filone quanto una combinazione, che vede il cantante bianco che si misura con pezzi soul, destinata a ripresentarsi frequentemente nei decenni successivi: negli anni ’60 ricordiamo i Box, mentre nei ’70 artisti brilleranno artisti diversissimi tra loro come Hall & Oates, la Average White Band e Robert Palmer, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Poi ci fu anche il northern soul, diffusosi nel nord dell’Inghilterra, in cui si trovava un gran numero di club che, tra i primi anni ’70 e la seconda metà del decennio, animavano le serate inglesi con revival della musica soul e r&b.
L’evoluzione della musica soul ha portato nei decenni alla nascita di diversi sottogeneri: Nu soul, che fonde il soul con l’r&b contemporaneo e con il pop rap; Hip hop soul, incontro tra l’r&b contemporaneo e l’hip hop; Pop soul, più commerciale; Smooth soul, dalla commistione di soul, funk e musica pop; Soul jazz, nato dall’hard bop e da sonorità blues, gospel e r&b; Southern soul, conosciuto anche come “deep soul” o “country soul”, con origini gospel, tipico soul del sud degli Stati Uniti.
Cultura della musica soul
Di grandissimo pregio, infine, è il libro Soul Music di Peter Guralnick, uscito in Italia nel 1987, un lavoro ineguagliabile per completezza, ad oggi ancora insuperato. Nessuno meglio di Guralnick ha spiegato che cos’è la musica soul, il suo sgorgare dal sogno di libertà del Sud, il legame fra tecnica e sentimento, il suo continuo spingere sui confini di melodia e convenzione, la sua derivazione dal gospel e la sovrapposizione dapprima negata con il rhythm’n’blues. Insomma, la Bibbia del soul.
Affascinante e coinvolgente la storia di questo genere musicale. Assolutamente da conoscere.
Fonte immagine: Pixabay
Articolo aggiornato il: 16/12/2025


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