Canzoni di Etta James: 3 da ascoltare

Canzoni di Etta James: 3 da ascoltare

Le canzoni di Etta James ancora oggi continuano ad ispirare musicisti, cantanti e appassionati di musica in tutto il mondo, affascinati dalla voce graffiante della cantante che ha saputo non solo trasformare ogni interpretazione in un’esperienza emotiva intima ma anche a combinare insieme gospel, blues, soul e R&B rendendo le sue performance forti ma allo stesso tempo vulnerabili. Nata a Los Angeles nel 1938, Etta (vero nome Jamesetta Hawkins) muove i primi passi partendo dal coro gospel della chiesa di quartiere e già a 14 anni fondò il suo primo gruppo vocale, “The Creolettes“. Fu Johnny Otis, noto come “il padrino del rythm and blues“, non solo a scoprirla e a farle firmare il suo primo contratto con la Modern Records, ma le cambiò il nome da Jamesetta ad Etta James. Dopo lo straordinario successo del suo primo singolo “The Wallflower (Dance with me, Henry)” la carriera di Etta spiccò il volo e la portò negli anni ’60 a firmare con la prestigiosissima Chess Records alla quale consegnerà una serie di registrazioni leggendarie che ancora oggi definiscono il modo di cantare e fare musica. Tra le canzoni di Etta James che hanno segnato la storia spiccano le splendide “At Last“, “I’d rather go blind” e “A Sunday kind of love“, per citare solo tre del vastissimo repertorio dell’artista.

La vita di Etta James fu certamente coronata da successi ma con momenti d’ombra causati dalla sua dipendenza da eroina, contro la quale lottò per anni, e innumerevoli problemi personali e legali che la trascinarono in un momento di difficoltà artistica. Tra gli anni ’80 e ’90 però la sua straordinaria forza d’animo e il suo talento ineguagliabile l’hanno riportata sulla scena e a vivere una sorta di rinascita artistica che le vedrà riconosciuti prestigiosi premi come il Grammy alla Carriera nel 1999 e l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1993, un onore riservato unicamente alle leggende della musica. Etta è scomparsa il 20 Gennaio del 2012, poco prima del suo 74° compleanno.  Le canzoni di Etta James non sono solo esecuzioni canore, ma espressione dell’anima in grado di trasformare il dolore, l’amore, il desiderio in espressività musicale anche perché, come disse lei “la musica è la mia terapia., è la mia confessione, il mio sfogo e la mia gioia”.

1. Al Last, la più iconica tra le canzoni di Etta James

At Last fu registrata da Etta James per la Chess Records nel 1960. Scritto nel 1941 da Mark Gordon e Harry Warren per un film della 20th Century Fox, il brano era già stato interpretato da Glenn Miller e altri artisti, ma fu la versione di Etta a trasformarlo in un capolavoro. Con gli arrangiamenti orchestrali, la Chess Records decise di far emergere il lato più sofisticato dell’artista anche se, come raccontò in seguito la cantante, non si sentiva del tutto a suo agio con quelle orchestrazioni eleganti, preferendo a quello il crudo e viscerale blues. Eppure fu proprio la combinazione tra raffinatezza e l’intensità della sua voce a rendere il pezzo immortale. 

2. I’d rather go blind, un brano struggente

I’d rather go blind, canzone apparsa come lato B del singolo Tell mama, uscì nel 1968 e la storia dietro la composizione del testo è avvolta da un certo mistero: Etta ha infatti raccontato che il testo è stato scritto a quattro mani da lei e il musicista  Ellington Jordan, mentre lui era in prigione e, a quanto pare, da lì le telefonò e le dettò alcune frasi del brano. Il testo racconta di un dolore lancinante: quello del protagonista che preferirebbe diventare cieco piuttosto che vedere la persona amata andare via con qualcun altro. La naturalezza dell’esecuzione di Etta nasce dal clima spontaneo nato dalla sessione di registrazione che era diventata una specie di jam session emotiva dove la cantante si lasciò andare dall’emotività delle parole e dalla melodia, facendolo diventare un vero classico della musica soul.

3. A Sunday kind of love, una ballata delicata

Brano scritto nel 1946 e incisa per la prima volta da Claude Thornhill and his Orchestra con la voce di Fran Warren, è stato eseguito anche da altri interpreti come Ella Fitzgerald e Louis Prima, cantante e trombettista italo-americano; sarà però la versione di Etta James ad essere tra le più amate. Il testo racconta del “Sunday love”, l’amore della domenica, dove la domenica diventa simbolo di pace e sicurezza, in contrasto la la fugacità di alcune relazioni, quindi il desiderio di un amore vero che duri oltre le emozioni passeggere. Questo brano è stato spesso anche utilizzato in film. serie TV e spot pubblicitari, rendendolo sempre attuale.      

Il “personaggio” di Etta James ha anche preso vita nel film “Cadillac Records, pellicola dedicata alla storica casa discografica della Chess Records, fondata nel 1950 a Chicago e che ha scritturato artisti del calibro non solo della James, ma anche i leggendari Muddy Waters, Howlin’ Wolf e Chuck Berry. Nel film Etta James è interpretata da Beyoncé, scelta discutibile a detta della James: nonostante avesse riconosciuto la bravura recitativa della giovane cantante, Etta James ha sempre espresso riserve su quella scelta dicendo che Beyoncé non aveva colto la vera essenza del suo personaggio e non era soddisfatta del modo in cui veniva rappresentata nel film.  D’altronde le due artiste hanno percorsi artistici completamente agli antipodi e ricreare la graffiante, malinconica e potente voce di Etta James non è certo alla portata di tutti, neanche di Beyoncé. Etta James resta quindi lì, nell’Olimpo della musica, a continuare ad ispirare e ammaliare chiunque faccia suonare un suo disco.

Fonte immagine:  Wikipedia (Di Roland Godefroy – Fotografia autoprodotta, CC BY-SA 3.0)

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