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Eroica Fenice

Cucina Sonora

Cucina Sonora, intervista a Pietro Spinelli

Pietro Spinelli è uno degli artisti più in voga del momento nel panorama della musica elettronica. Dopo un periodo di grande fermento, culminato nella vittoria del Toscana 100 band, il 18 Luglio fa il suo esordio discografico con l’etichetta Toys for Kids Records, pubblicando l’EP Cucina Sonora. In occasione dell’evento, il giovane music producer ha deciso di rispondere ad alcune domande sulla musica e sul suo progetto per Eroica Fenice.

Cucina Sonora, l’intervista

Pietro Spinelli, come nasce Cucina Sonora?

Cucina Sonora nasce dalla voglia di staccarsi da quello che era stato il mio mondo fino ad allora, l’ambiente classico, senza però perderne niente. Nasce a Firenze tra un piatto di pasta e un altro, nasce per la voglia di fare qualcosa di nuovo e per provare qualcosa di diverso. Inizialmente non sapevo nemmeno usare i daw, ho iniziato a scrivere brani giusto per imparare ad usare i software musicali, poi i brani hanno preso il sopravvento e imparare a usare le macchine è diventato più facile. Tuttora, ad ogni modo, mi pongo sempre nella solita maniera della prima volta che ho aperto Ableton, cercando di mescolare suoni sempre diversi pur rimanendo sempre me stesso col mio pianoforte.

Qual è stato il tuo approccio alla musica elettronica?

Onestamente non lo so. Ho iniziato da autodidatta, ascoltando tanto, guardando video, imparando a dare importanza ad ogni singolo suono e vibrazione. Questo è quello che cerco di fare quando scrivo i miei brani, siano essi composti con un synth o con uno strumento acustico. Dare importanza ad ogni giusta vibrazione. Da quando ho iniziato a frequentare l’ambiente berlinese e ho avuto la possibilità di confrontarmi con altri ragazzi che come me fanno musica elettronica, le vedute si sono ampliate e di parecchio. Mi piace sempre mettermi in gioco cercando sempre di provare tecniche diverse, poi alla fine dei giochi scelgo quelle che reputo migliori per me, ma cerco sempre di non escludere mai niente.

In seguito alla tua esperienza di vita a Berlino, che differenze hai trovato tra il panorama musicale italiano e quello tedesco?

Sicuramente c’è molta più apertura per le novità e le cose “diverse”. Per quanto in Italia ci sia una bella e forte scena nell’ambito della musica elettronica, ancora non siamo, nella maggior parte, pronti ad accettare determinati tipi di musica o di performance in generale. Da questo sono chiaramente escluse tutte le realtà che ho avuto modo di conoscere e con cui ho avuto modo di collaborare, mi riferisco più a un discorso di massa. Berlino è un po’ la capitale della musica elettronica in Europa, come l’Italia svetta per altre cose. Ad ognuno il suo, senza screditare nessuno.

La tua formazione da pianista classico, ha in qualche modo influito nella composizione dell’EP?

Ha influito tantissimo ed è la cosa, credo, più caratterizzante. Nel bene o nel male vengo da quell’ambiente e per quanto lo abbia lasciato ormai 2 anni fa non posso dimenticarlo e fare finta di niente, quindi ho cercato di plasmarlo in qualcos’altro. I brani dell’EP sono strutturati in modo piuttosto diversi dallo standard di un brano di musica elettronica. Hanno più una struttura composta da diversi parti ben separate tra loro, talvolta quasi a riprendere un po’ la forma sonata.

Che consiglio senti di dare ai giovani musicisti?

Ascoltate tanta (buona) musica, suonate tanto, studiate tanto, e poi siate voi stessi. Comunque vadano le cose, anche se il pubblico non apprezzerà la vostra musica almeno voi avrete piacere ad ascoltarvi e se sarete onesti il pubblico lo riconoscerà. Tanto i like su facebook e le views su youtube non saranno eterne, poi vedremo cosa ci rimane dietro…

Hai già pronte delle nuove ricette musicali per il futuro?

Certo e anche tante, ma sono dispettoso e non vi dico niente se non di seguire la mia pagina! www.facebook.com/cucinasonora

Grazie Pietro Spinelli, a presto!