La Historia Pesenea: la musica celtica dei FeHu Paganfolk

La Historia Pesenea

La Historia Pesenea, la recensione dell’album in cui i FeHu Paganfolk riportano in vita la musica celtica e medievale

«Ci fu un tempo in cui fiumi di cemento inondavano la terra e le luci delle città impedivano la vista delle stelle. Fu così che allora cinque coraggiosi ragazzi decisero di mettersi insieme e lottare contro tutto ciò: presero una lettera di un carattere antico e la fecero loro, senza immaginare il grande potere che essa gli avrebbe dato. Con musica che richiamava la purezza dell’antico, intonando cantici di grandi culture guerriere oramai defunte, combatterono a suoni di ballate e canzoni, chiamando libertà, lottando con forza contro la malata modernità. Noi siamo i FeHu, questa è la nostra storia…»

Queste parole, provenienti dalla biografia del loro canale di YouTube, descrivono perfettamente la missione artistica dei FeHu Paganfolk, una band italiana nata nel 2015 e composta da Marco Di Pietro, Mattia Casoni “Edwin VanHoorn”, Lorenzo Visco, Jordi Tambara e David Nathan Filippi, ovvero far conoscere agli spettatori odierni le antiche melodie celtiche, nordiche e medievali.

FeHu Paganfolk: discografia, formazione e stile musicale

Elemento Dettagli
Band FeHu Paganfolk
Genere Paganfolk, musica celtica e medievale
Formazione M. Di Pietro, M. Casoni, L. Visco, J. Tambara, D. N. Filippi
Album principale La Historia Pesenea (2022)
Etichetta 901618 Records DK

Il debutto musicale dei FeHu avvenne grazie all’album Speire Mills del 2018 e all’EP Sir Radall del 2019. L’ultimo album è La Historia Pesenea, pubblicato nel 2022 dalla casa discografica 901618 Records DK, al quale segue anche il singolo Flos Exaurit – Hasta el Cielo LIoró dello scorso anno.

La Historia Pesenea
I FeHu Paganfolk mentre si esibiscono all’edizione del 2025 della Giostra del Monaco di Ferrara. Fonte immagine: archivio di Salvatore Iaconis

Il valore filologico dell’album La Historia Pesenea in un’epoca di riscoperta del Medioevo

In un’epoca in cui il Medioevo è stato riscoperto grazie alla narrativa storica oppure fantasy (la quale si ispira proprio all’Età di mezzo per i suoi mondi immaginari), a giochi di ruolo e ai videogiochi, nonché ai podcast di Alessandro Barbero e alle pagine social come Feudalesimo e libertà o Primo Vassallo; La Historia Pesenea non è un semplice album dal sapore medievaleggiante.

Si tratta di una vera e propria opera filologica che vuole portare gli ascoltatori del nuovo millennio, quelli che ascoltano i brani su YouTube Music e su Spotify, all’Età medievale oppure, risalendo ancora più indietro nel tempo, ai Celti, una popolazione indoeuropea diffusasi dalla Penisola iberica a quella anatolica partendo dalla Germania renana, e ai Vichinghi.

I FeHu alternano canzoni originali scritte e musicate di proprio pugno con alcuni brani del passato, i quali possono conoscere una seconda vita grazie all’impegno di questi musicisti. Gli spettatori odierni possono viaggiare indietro nel tempo attraverso la musica, la quale riesce a rievocare festose taverne nelle città universitarie italiane, in idilliaci boschi che sembrano provenire dalle liriche provenzali oppure a canti bellici intonati da guerrieri celtici o vichinghi.

La Historia Pesenea
I FeHu Paganfolk mentre si esibiscono all’edizione del 2025 della Giostra del Monaco di Ferrara. Fonte immagine: archivio di Salvatore Iaconis

Dalle atmosfere fiabesche alla musica epica: Il viaggio comincia

Il viaggio comincia è il primo brano nonché inizio di questo viaggio a ritroso nel tempo. All’inizio possiamo sentire una melodia soave, la quale rievoca atmosfere fiabesche come boschi lussureggianti o fontane in ameni giardini. Soltanto in seguito, la calma lascia il posto all’energia: il ritmo incalza e trascina il pubblico in un vortice musicale.

Diverso è il caso di Pesenward Skaldic Poem, in cui il tono si fa epico. Una voce racconta di un’epoca lontana, di terre inesplorate e di mondi nuovi nonché di guerrieri, quindi diversi temi provenienti dalla mitologia norrena. D’altronde, lo scaldo era il cantore delle gesta dei personaggi di quei miti, il corrispondente dell’aedo nella Grecia omerica.

Tra il faceto e il serio: Tavern Tales e la poesia del vecchio uomo

Il tono è molto più festoso e dismesso in Tavern Tales, il cui testo ci riporta alla gioia degli avventori nelle taverne, nonché al desiderio di un momento di spensieratezza, grazie al cibo e ad un boccale di vino o di birra, per dimenticare gli affanni della vita quotidiana. I FeHu Paganfolk ricostruiscono con saggezza e interesse “la goliardia degli universitari medievali” mostrandoci anche un aspetto poco noto di un’epoca considerata come severa, austera e profondamente legata alla religione.

In seguito abbiamo La poesia del vecchio uomo: qui un anziano nobile cavaliere, prossimo alla morte, si rammarica davanti a un figlio incapace di gestire il patrimonio di famiglia e di difendere il suo feudo.

Le Souldat du Jarl e Baldo: dai romanzi cavallereschi al tema del locus amoenus

La Historia Pesenea mostra le sue potenzialità di opera fra l’artistico e il filologico grazie al singolo Le Souldat du Jarl, opera in francese antico che sottolinea l’interesse anche per le lingue mostrato dai componenti della band. La melodia e le parole si uniscono e omaggiano l’antica tradizione in Lingua d’Oil dei romanzi cavallereschi e arturiani.

Invece, nel singolo Baldo, c’è la celebrazione della natura e delle sue bellezze, come boschi, laghi, sentieri e tramonti. In questo caso è possibile ritrovare tre “radici diverse”: il legame fra i Celti e la natura, l’ideale del locus amoenus delle fiabe e dei romanzi cavallereschi nonché la celebrazione del Creato nel Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi ma spogliato dell’elemento religioso.

L’eredità dell’album dei FeHu: riscoprire chi siamo grazie alla musica

In conclusione, possiamo comprendere che La Historia Pesenea è un qualcosa che va oltre il celebre richiamare il Medioevo nella cultura pop contemporanea; piuttosto, l’obiettivo dei FeHu Paganfolk è di riscoprire le nostre radici più antiche per conoscere chi siamo e da dove proviene la nostra cultura e il nostro modo di pensare.

Pesenward, ovvero l’immaginaria versione germanica dell’attuale Pesaro, diviene il punto di partenza di un viaggio nel tempo attraverso la musica e la filologia in cui rivivono nel presente canti bellici celtici, poemi di scaldi norreni, eremiti che celebrano la bellezza di una vallata, studenti universitari in festa oppure cavalieri amareggiati dalla loro vita.

Fonte immagine di copertina: Archivio personale di Salvatore Iaconis

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A proposito di Salvatore Iaconis

Laureato in Filologia moderna presso l'Università Federico II di Napoli il 23 febbraio 2024 e iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 25 gennaio 2021. Sono cresciuto con i programmi educativi di Piero e Alberto Angela, i quali mi hanno trasmesso l'amore per il sapere, e tra le mie passioni ci sono la letteratura, la storia, il cinema, la filosofia e il teatro assieme alle altre espressioni artistiche.

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