Anticipato dai singoli nothingtodowithyou e Whirlwind Romance, l’EP d’esordio dei Minerva canUrelate?, in collaborazione con Dissonance e con distribuzione Believe, è in uscita venerdì 1° maggio. Scopriamo di più su una band di Varese che pare avere tanto da offrire alla scena musicale italiana.
Indice dei contenuti
- Intervista ai Minerva: un’identità in divenire e la ricerca di un sound libero
- Questo è il vostro debutto: come nascono i Minerva e come mai proprio questo nome?
- Definite il vostro sound prog pop: come siete arrivati a questa definizione?
- L’improvvisazione è parte del vostro processo creativo o c’è qualcosa di più calcolato?
- Il titolo dell’EP è una domanda, “canUrelate?”: perché questa scelta?
- Cosa vi ha spinto a scegliere nothingtodowithyou e Whirlwind Romance?
- Nell’EP è il dubbio che sembra avere la meglio: cosa possiamo aspettarci dal prossimo progetto?
| Dettagli dell’EP | Informazioni |
|---|---|
| Titolo dell’EP | canUrelate? |
| Band | Minerva (Varese) |
| Distribuzione | Believe (in collaborazione con Dissonance) |
| Genere musicale | Prog-pop (rock, elettronica, jazz, classica, indie, emo) |
| Singoli estratti | nothingtodowithyou e Whirlwind Romance |
Che quello dei Minerva sia un progetto musicale che mira ad avere un respiro un po’ più internazionale è chiaro fin dalle prime note di nothingtodowithyou, traccia d’apertura di canUrelate?, loro EP d’esordio. La band sembra proseguire nel solco dei gruppi alternative rock britannici degli anni 2000, e in particolare dei Muse, con un sound che sa essere sia progressive che pop, con momenti monumentali e altri, invece, più sobri. In effetti, i Minerva dichiarano esplicitamente il loro essere “prog-pop“, una sonorità che, senza rinunciare all’orecchiabilità imprescindibile del pop, ne espande il registro accogliendo tratti caratteristici di più generi: del rock, ma anche dell’elettronica, del jazz, della musica classica, passando per l’indie e l’emo. Il risultato è un concentrato di influenze non da poco, mai scontato, che è più della somma delle sue parti e dal quale emergono i contorni ancora indefiniti di una promettente identità.
«È un percorso che dal dubbio e dalla rabbia passa per l’autoconsapevolezza, fino alla mancanza e alla nostalgia,» così i Minerva descrivono il concept del disco. Ogni brano ha l’ambizione di essere una storia a sé prima ancora che una canzone, delineandosi quasi come il flusso di coscienza di una personalità concitata, alla ricerca di risposte agli interrogativi più vulnerabili. Nel fare questo, i Minerva si avventurano verso strutture nuove per poi giungere a canzoni che si snocciolano libere, rompendo gli schemi tradizionali del pop e, talvolta, cogliendo alla sprovvista l’ascoltatore.
La tracklist di canUrelate?:
- nothingtodowithyou
- aLonelyPersonLikeMe
- Baccarat Rouge
- self_titled
- Whirlwind Romance
In occasione del loro debutto abbiamo avuto modo di conoscere meglio i Minerva, cosa per loro significhi fare musica, e gli intenti dietro il loro primo progetto.
Intervista ai Minerva: un’identità in divenire e la ricerca di un sound libero
Questo è il vostro debutto: come nascono i Minerva e come mai proprio questo nome?
I Minerva nascono dalla nostra semplice voglia di fare musica e farla come più piace a noi e nella maniera che ci rappresenti al meglio. Non c’è stato un progetto a tavolino, ma più un incastro naturale tra persone che avevano lo stesso bisogno di esprimersi. Il nome invece è venuto fuori quasi per caso, ma ci siamo accorti subito che funzionava perché è una parola che sembra già avere una storia dentro. Ci piace pensarla come qualcosa che non abbiamo scelto del tutto noi, ma che abbiamo trovato lungo il percorso.
Definite il vostro sound prog pop: come siete arrivati a questa definizione? Quali sono le influenze dietro ciascuna componente? È un’etichetta che sentite davvero vostra?
L’idea di “prog pop” nasce in modo abbastanza naturale dal nostro modo di scrivere. Tendiamo a evitare strutture troppo ripetitive, cercando qualcosa di più fluido e in evoluzione, senza però perdere quella componente di immediatezza e riconoscibilità tipica del pop. Ci interessa raccontare storie che cambiano strada mentre le stai ascoltando, ma che restano comunque leggibili. Le influenze arrivano dai nostri ascolti, che sono anche molto diversi tra loro, e ognuno porta qualcosa nel processo. È un’etichetta che sentiamo nostra, più che altro perché descrive un equilibrio che stiamo ancora cercando.
L’improvvisazione è parte del vostro processo creativo o c’è qualcosa di più calcolato? Come si arriva a una canzone dei Minerva?
Dietro a una nostra canzone non c’è nessun calcolo: cerchiamo di seguire solamente quello che ci piace fare e sentire nelle canzoni. Non parlerei tanto di improvvisazione, ma più di un flusso creativo che nel tempo decidiamo di seguire e vedere dove ci porta; molte volte sono vicoli ciechi e tante altre sono poi delle idee di brani che vengono effettivamente realizzate.
Il titolo dell’EP è una domanda, “canUrelate?”: perché questa scelta?
Esattamente, il titolo “canUrelate?” mira a chiedere all’ascoltatore se si ritrova nei nostri testi, nelle nostre scelte musicali e un po’ anche dietro all’ideologia del progetto stesso; vuole dire: “noi siamo questi, voi invece?”
Cosa vi ha spinto a scegliere nothingtodowithyou e Whirlwind Romance come preludio al vostro progetto? Ritenete che lo abbiano rappresentato al meglio?
Penso che i primi due singoli fossero un buon antipasto per capire le varie sonorità e i vari concetti dell’EP, un buon biglietto da visita diciamo. Tuttavia reputo fosse difficile racchiudere in due semplici singoli tutto quello che vogliamo fare ed esprimere attraverso la nostra musica, anche perché è un aspetto che è sempre in evoluzione… diciamo che pensavamo fosse un buon punto di partenza.
Nell’EP è il dubbio che sembra avere la meglio: cosa possiamo aspettarci dal prossimo progetto dei Minerva?
È difficile dire cosa aspettarsi, perché gran parte del progetto nasce proprio dal non avere una direzione completamente definita: noi cerchiamo di portare il nostro vissuto e la nostra visione del mondo che ci circonda. L’unica cosa di cui posso dirmi sicuro è che continueremo a seguire quella che è l’ideologia creativa dietro a questo progetto, il fatto di essere sempre liberi di esprimere noi stessi nella maniera che decreteremo essere quella migliore; penso che sarà sempre il filo conduttore del progetto Minerva, più che le idee che vengono espresse nei singoli lavori.
(Fonte immagine: Ufficio Stampa)

