Salmo e Luchè: il dissing rap

Salmo e Luché: il dissing rap

Nel corso degli ultimi giorni l’attenzione del web è stata interamente catturata da un acceso dibattito a colpi di dissing musicali, avvenuto tra due big del rap italiano contemporaneo: Luca Imprudente (in arte Luchè), noto rapper napoletano, ex membro del gruppo rap “Co’Sang” e Maurizio Pisciottu (in arte Salmo), uno dei fondatori dell’ormai nota Machete Empire Records, etichetta discografica che riunisce molti dei nomi più famosi della scena.

La discussione pare essere nata in seguito alle provocanti rime chiuse da Salmo nel freestyle proposto dall’artista per l’evento del Red Bull 64Bars che si terrà a Napoli il prossimo 7 ottobre, a cui Luchè avrebbe risposto pubblicando un’intera traccia, ma nella realtà la rivalità tra i due rapper ha radici molto più antiche. Siamo nel 2019 quando Salmo celebra la pubblicazione dell’album di gruppo Machete Mixtape 4 e del suo album in singolo Playlist, con un’affermazione che Luchè sembrerebbe non aver gradito affatto: «A cinque settimane dall’uscita Machete 4 è ancora il disco più venduto in Italia. Playlist dopo nove mesi è ancora nella Top 5. Facile raggiungere la prima posizione, difficile restarci», queste le parole dell’artista sardo dove avrebbe aggiunto anche «questi sono i due migliori album usciti tra il 2018 e il 2019». La risposta del produttore napoletano, offeso di non essere stato citato tra i Big della scena, non tarda ad arrivare, insieme ad un’accusa di plagio piuttosto pesante nei riguardi del brano Marylean, apparentemente copiato dal suo singolo Je ce credevo. Il dissing continua a colpi di storie sul noto social Instagram, attraverso le quali Salmo afferma di non aver mai ascoltato le tracce dell’album del napoletano, tacciandole per “musica di m***a” e Luchè replica di avere come prova un audio sul suo “telefonino inglese” (diventato oggetto di numerosi meme sul web), in cui era lo stesso Salmo a complimentarsi per l’ottima riuscita del disco Malammore. Alla fine, nonostante l’accesa faida tra i due, le acque sembravano essersi calmate, lasciando nuovamente spazio alla pace sulla scena rap italiana.

Il suddetto “telefonino inglese” è stato però nuovamente preso in causa dall’artista sardo in una rima del già citato freestyle per il Red Bull 64Bars. «Driiin squilla il telefono inglese», queste le parole della barra incriminata che hanno riacceso, sorprendentemente, la sopita miccia della rivalità tra i due artisti. In un primo momento infatti, il rapper sardo era convinto che una punchline così banale avrebbe potuto essere solo oggetto di riso da parte del napoletano, come dimostrano le dichiarazioni realizzate durante l’intervista rilasciata per QG, ma nella realtà dei fatti la risposta di Luchè non risulta essere così divertita. Rifacendosi, infatti, ad un’esplicita richiesta da parte di Salmo, presentata nel 2019, circa il rispondere ad un dissing tramite una canzone e non tramite una storia di Instagram, il “rapperino invidioso” pubblica il 4 luglio Estate dimmerda 2 (chiaro riferimento ad una canzone del sardo). Sono tante le accuse mosse dal rapper napoletano e una tra le tante è che Salmo avrebbe regalato ben 10mila biglietti del suo concerto, allo scopo di riempire completamente lo stadio San Siro. Ma ancora più provocante è la scelta di inserire, a chiusura del suo freestyle, il famoso audio di Salmo in cui è lui stesso a complimentarsi circa l’uscita di Malammore, dandoci dunque le prove dell’affermazione avanzata nel 2019: «Sono veramente contento di poter condividere il palco con uno dei miei rapper preferiti, un mostro sacro, raga. Fatemi sentire la voce per Luchè.»

Salmo però non perde tempo e la contro risposta non tarda ad arrivare. Meno di 24 ore dopo sul canale YouTube del rapper appare, infatti, Dove volano le papere titolo anch’esso scelto come parodia di uno dei tanti album di Luchè (Dove volano le aquile). Qui la scelta di utilizzare il napoletano in una delle barre per prendere in giro il suo rivale, rifacendosi ad una richiesta sempre relativa alla discussione di quattro anni prima. Luca, infatti, avrebbe richiesto, con colorite offese, di non imitare il proprio accento. Il brano è un evidente critica allo stile musicale del napoletano che, a detta di Salmo è tutt’oggi l’ombra del suo noto collega ‘Nto, anch’egli ex membro dei Co’Sang.

E il dissing continua poiché Luchè, messo alle strette, sceglie ancora di rispondergli per le rime con un ulteriore brano, in pieno stile rap, intitolato Ho paura di uscire, in cui, dopo aver criticato la pace tra Salmo e Fedez e la conseguente uscita del brano Viola, nelle barre finali, invita il rapper di Olbia ad andare a vederlo in Sardegna, oppure di sfidarsi a colpe di rime a Scampia, proprio durante l’evento del Red Bull 64Bars. E proprio per ricollegarsi alla “napoletanità” il penultimo brano (Stupido gioco del rap) proposto da Salmo in questa sfida, sfrutta la base di Tu vuo’ fa’ l’americano per ricordare al collega e rivale che anni di carriera non gli sono bastati a rimanere il numero uno della scena napoletana e che Geolier, di molto più piccolo di lui, lo ha scalzato in un battito di ciglia.

Insomma, si tratta di una vera e propria lista di considerazioni e critiche che i due hanno scelto di lanciarsi reciprocamente senza risparmiare nemmeno un colpo, ma il pubblico sembra aver particolarmente apprezzato la scelta di sfruttare la musica ed è andato in visibilio facendo scoppiare una vera e propria fan war tra chi sostiene il flow ricercato e meticoloso di Salmo, e chi invece ha accolto con più entusiasmo le parole pungenti e sature di veleno di Luché.

A chiudere questo festival musicale delle offese, gli ultimi due brani: Operazione Scampia e Game Over, rispettivamente del napoletano e del sardo. Il primo invita a chiedere scusa alla città di Napoli per le parole spese nei confronti di uno dei suoi rappresentanti, il secondo accoglie la proposta e si scusa, ma solo per “aver ucciso il suo rapper”.

Si conclude così questo dissing rap tra Salmo e Luchè che non ha lasciato superstiti poiché all’interno delle tracce vengono menzionati personaggi come Lazza, Geolier, Damiano dei Måneskin e addirittura Vasco Rossi. Tra questi nomi della scena italiana ne spicca uno in particolare, un ulteriore rappresentante del genere hip-hop che, nominato da Luché, prende la palla al balzo per buttare giù un paio di barre: Fabiano Ballarin (in arte Inoki Ness), che, con un pezzo (Cazzominomimi) accompagnato da un’ironica copertina del rapper stesso intento a mangiare della pasta, ricorda al napoletano che non è bene parlare d’altri. Il rapper sceglie di non prendere le parti di nessuno dei due colleghi e difende solo la sua posizione. Per molti è stato, infatti, quest’ultimo a vincere questo scontro, altri invece, ancora dibattono curiosi di sapere quale sarà la piega che questa sfida prenderà il 7 ottobre al Red Bull 64Bars.

Fonte immagine: copertina album Don Medellin e Potere (Il giorno dopo)

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