Stanza del rumore, intervista alla band veronese

Stanza del rumore

In occasione dell’uscita del loro album omonimo, il gruppo rock Stanza del rumore ha rilasciato un’intervista a Eroica Fenice.

Sotto il nome di Stanza del rumore suonano quattro ragazzi di Verona: Pierpaolo Pattaro (voce e chitarra), Martino Posenato (chitarra e seconda voce), Lorenzo Girardi (basso e cori) e Nicola Zonato (batteria). L’album omonimo, uscito a gennaio e anticipato dal singolo L’idea che ho di me, incuriosisce fin dal primo momento per i forti e coinvolgenti ritmi rock, nonché per la freschezza dei testi.

Per Eroica Fenice abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il bassista Lorenzo, che ci ha rivelato alcune curiosità e dettagli riguardo l’album e i progetti musicali della band.

Stanza del rumore, intervista a Lorenzo Girardi

La prima cosa che ti chiedo riguarda il nome del vostro gruppo, “Stanza del rumore”. Che significato ha per voi?
“Stanza del rumore” è per noi una nuova casa, uno spazio disordinato dove riusciamo a dare un senso alla nostra voce attraverso la nostra musica. È un nome che abbiamo cercato e voluto tanto e che ci piace tantissimo.

Ascoltando il vostro album si rimane piacevolmente colpiti dal sound energico, che si richiama molto (correggimi se sbaglio) all’hard rock e al punk. Forti anche della vostra precedente esperienza con il progetto Days Before July, sentite di essere maturati rispetto al passato?
Ci sono molte influenze nel nostro sound, tra queste si fanno spazio anche il rock e il punk, ci ispiriamo molto musicalmente a gruppi di matrice britannica ma cercando di mantenere una forte identità italiana. Days Before July siamo sempre noi, ma dopo 10 anni è un vestito che non ci rispecchiava più. Cambieremo sicuramente nel futuro, ma la cosa che ci contraddistingue rispetto ad allora è la consapevolezza di chi siamo, cosa che forse in quegli anni era improbabile avere.

Per collegarmi alla domanda precedente, quella che sto per farvi mi sembra d’obbligo: quali sono gli artisti e i gruppi a cui vi siete maggiormente ispirati?
Come dicevo in precedenza musicalmente prendiamo molta ispirazione dal Brit-rock a partire dai Beatles fino ai più recenti Muse e Biffy Clyro, per quanto riguarda invece l’Italia adoriamo il cantautorato e band come Ministri, FASK, Gazebo Penguins.

Per quanto riguarda le canzoni, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album è “L’idea che ho di me”. Ascoltandolo si rimane piacevolmente colpiti dalle sonorità, che forse non si sentivano da parecchio sulla scena italiana. Siete soddisfatti del risultato?
Noi sicuramente ci sentiamo pienamente soddisfatti dal brano, l’abbiamo scelto come singolo perché ci sembrava comunicasse in maniera diretta chi siamo e cosa vogliamo fare.

Sempre riguardo le canzoni, voglio farti una domanda un po’ particolare sui testi. Se dovessi sceglierne uno o due che secondo te sono molto rappresentativi per la band, la tua scelta su quali ricadrebbe?
Al risveglio e Correnti. Sono stati due pezzi chiave per capire a fondo il fil rouge che unisce i brani di questo album. Un pezzo per reagire e uno per ricominciare.

Ultima domanda: nel futuro de la Stanza del rumore c’è qualcosa che bolle in pentola? Insomma, progetti ai quali vorreste dedicarvi prossimamente e quando questo particolare periodo storico si potrà definire “passato”?
Sicuramente suonare dal vivo e fare molti video, oltre che continuare a scrivere. Queste sono tutte attività che richiedono costanza per migliorarsi sempre e dare il massimo. Speriamo di partire con il release party del disco che è stato bloccato da questa situazione surreale.

Auguriamo a questi quattro giovani e talentuosi musicisti di compiere una lunga strada che li possa condurre al meritato successo. Ma invitiamo anche voi lettori a dare un ascolto su YouTube o Spotify alle loro canzoni, siamo sicuri che non ve ne pentirete.

Fonte immagine copertina: Ufficio Stampa

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A proposito di Ciro Gianluigi Barbato

Classe 1991, diploma di liceo classico, laurea triennale in lettere moderne e magistrale in filologia moderna. Ha scritto per "Il Ritaglio" e "La Cooltura" e da cinque anni scrive per "Eroica". Ama la letteratura, il cinema, l'arte, la musica, il teatro, i fumetti e le serie tv in ogni loro forma, accademica e nerd/pop. Si dice che preferisca dire ciò che pensa con la scrittura in luogo della voce, ma non si hanno prove a riguardo.

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