Violeta Parra | Vita e produzione musicale dell’artista

Violeta Parra

Violeta Parra è una cantautrice cilena nata nel 1917 e morta nel 1967 all’età di circa 49 anni. Suo padre le insegnò a suonare il pianoforte e la chitarra, strumenti fondamentali per la sua musica.

Violeta non si occupò solo di canzoni bensì anche di pittura. Solitamente dipingeva scene di vita quotidiana caratterizzate dall’uso di colori forti e figure senza un volto riconoscibile quasi come se si trattasse di una pittura infantile, paragonata spesso a Frida Kalho. Questo perché l’obiettivo di Violeta, sia per quanto riguarda la pittura sia per quanto riguarda la musica, era quello di rivolgersi ad un pubblico vasto e soprattutto vicino alla tradizione popolare del Cile. Inoltre, fu la prima artista latinoamericana le cui opere furono esposte al Louvre di Parigi, a dimostrazione della sua importantissima reputazione a livello mondiale.

Uno degli aspetti più interessanti della vita di Violeta Parra è proprio la morte dell’artista che si suicidò in seguito ad un periodo di depressione. La famiglia non volle mai rivelare i dettagli sulla morte della cantante ma probabilmente ciò che la incitò ad una decisione tale fu l’amore non ricambiato per un ragazzo di soli 17 anni. È proprio a lui che Violeta Parra ha dedicato Volver a los 17 composta nel 1966. La canzone appartiene all’ultima fase di produzione dell’artista che rispetto alla fase iniziale è più sentimentalista e meno politica. Il testo, che potrebbe essere letto come una poesia dal tono nostalgico, è composta da ottosillabi in cui prevale l’uso di parole semplici e dirette nella loro immediatezza. Per Volver a los 17 Violeta intende ritornare a quando aveva 17 anni senza però dimenticare il suo vissuto, dunque ringiovanire ma con la coscienza di una donna di 49 anni pronta ad amare un giovane ragazzo. 

A dimostrare la sua depressione sono le canzoni Maldigo del alto cielo e Gracias a la vidascritte in due giorni di seguito ma rappresentanti l’una la nemesi dell’altra. In Gracias a la vida infatti, come suggerisce il titolo, prevale un sentimento di positività e gratitudine verso la vita, la natura e il mondo intero che Violeta Parra saluta e ringrazia poco prima di morire. Completamene diversa è Maldigo del alto cielo in cui invece il tono si fa più duro e a prevalere è un tono fortemente pessimista. In questa canzone Violeta infatti maledice tutto il mondo proprio a causa di un uomo che ha tradito la sua fiducia.

Ma Violeta Parra non canta solo di amori e illusioni, anzi la sua prima fase di produzione musicale dimostra quanto la cantante si sia impegnata ,anche a livello sociale e politico, ad aiutare la sua gente. In Arauco tiene una pena ad esempio fa riferimento ad alcuni politici mapuches, incitandoli a far valere la propria voce e difendere la loro tribù. Un tema simile viene affrontato anche in Qué diría el Santo Padre in cui, nonostante il riferimento religioso del titolo, Violeta Parra si impegna a denunciare le ingiustizie subite dal suo popolo anche da parte della stessa Chiesa Cattolica.

Violta Parra non è quindi una semplice cantautrice latinoamericana. La sua vita e la sua produzione musicale la rendono infatti unica.

Fonte immagine: Wikipedia

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