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Eroica Fenice

When she will come dei Blue Cash: a telefono con la Morte

When She Will Come dei Blue Cash: a telefono con la Morte

Dopo l’album d’esordio, i Blue Cash, quartetto acustico di Udine, tornano su una scena musicale dalle scenografie internazionali con When She Will Come per l’etichetta discografica Music Force. Johnny Cash riecheggia nella scelta del nome del gruppo così come nelle tendenze musicali, note tinte di un profondo e intenso blue. Con un mantra come Walk the line, non è possibile far altro che perseguire un tentativo costante di osservazione della cruda realtà, indossando i panni dei cantastorie della Folsom Prison.

La contaminazione di genere orienta When She Will Come sull’onda di un rock country che non rinnega influenze jazz. Del resto, la formazione dei membri della band Blue Cash è in questo indicativa. Andrea Faidutti, chitarra e voce decisa, tra Fabrizio De André e Alex Kapranos, è stato protagonista di Time in Jazz 2013, Festival organizzato dal trombettista Paolo Fresu, nonché partecipante al progetto Diavoli Rossi con il jazzista friulano Claudio Cojaniz. Un po’ come un tempo aveva fatto George Harrison intraprende lo studio del sitar in Pakistan, infondendo orientale sensualismo e psichedelia al suo stesso arpeggio (King of nothing, sesta traccia, ce lo insegna).

Il jazz è anche fulcro d’interesse e approfondimento musicale degli altri membri del gruppo. Alan Malusà Magno, ancora chitarra e voce, ha affiancato alla carriera attoriale la partecipazione a contest musicali e, dopo una prima fase da autodidatta, lo studio del jazz con Gaetano Valli e Glauco Venier. Marzio Tomada e Alessandro Mansutti, rispettivamente basso e batteria, sono appassionati di quel rock che dialoga con il country in When She Will Come, oltre a una tendenza poliedrica che ha portato Tomada a rapporti musicali con artisti del calibro di Ornella Vanoni e Alex Masi, e Masutti a prendere parte al trio jazz Juri Dal Dan, il cui album del 2012 Solitudini è stato valutato come il migliore cd jazz dell’anno. Sotto la buona stella di Rolling Stones, Beatles ed Elvis Presley, i Blue Cash propongono un album dalla sperimentazione costante, tanto nel sound quanto nel contenuto.

When She Will Come dei Blue Cash: lei chi è?

Tutto nasce da una telefonata tra il Diavolo e la Morte, l’her alla cornetta, esordio quasi necessario alla sintonizzazione sul mondo dei Blue Cash, vivacizzato dall’acuta ironia dei loro testi, così evidente nel sound della settima traccia, Message to a friend. Prevale la dimensione del racconto e della colloquialità tipica del country primordiale, con un aggiunta di energici assoli rock. All’ascolto si associa inevitabilmente la febbrile danza a colpi di tacco, trascinante e ipnotica. Si infittiscono le voci e si rasenta la narrazione di Lou Reed nella nona traccia Jenny doin’ the rock, un ritmo martellante e trascinante.

A intermittenza si posa dolcemente in un arpeggio e si rialza in un ritmo country la voce di When She Will Come, decima traccia dei Blue Cash. Inevitabile l’esplosione alternative rock in Maledetti Cash in chiusura, un vortice di percussioni e assoli, quasi previsione e augurio di un futuro musicale senza fondo.

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