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AIESEC Italia - Tra volontariato e futuro

AIESEC Italia – Tra volontariato e futuro

Nasce in Belgio nel 1948 dall’idea di sette ragazzi provenienti da sette differenti paesi, ma oggi è diventata il più grande network giovanile al mondo: AIESEC (Associazione Internazionale degli Studenti nelle Scienze Economiche e Commerciali). Un’associazione interamente gestita da giovani, soprattutto studenti universitari, che hanno in comune gli stessi obiettivi: il dialogo, la collaborazione, la cooperazione internazionale.

Incuriositi da questo progetto abbiamo intervistato Luca Bianco, uno dei responsabili marketing del comitato di Napoli, che ci ha spiegato di più riguardo iniziative e obiettivi dell’organizzazione.

Intervista a Luca Bianco di AIESEC Italia

Quali sono gli obiettivi e i valori su cui si fonda AIESEC?

L’obiettivo principale dell’associazione è dare la possibilità ai ragazzi di mettersi in gioco, di avere un impatto nella vita di persone distanti o diverse da noi. Sviluppare le proprie potenzialità in un ambiente internazionale permette di formarsi e migliorare, sia al livello personale che professionale. Per questo offriamo diversi tipi di progetti, dal volontariato a veri e propri stage professionali.

In che tipo di esperienze consistono i progetti di AIESEC Italia?

Come dicevo ci sono tre tipi diversi di progetto, tutti destinati ad un target che va dai 18 ai 30 anni:
Il Global Volunteer, che ha una durata di 6-8 settimane e consiste nel prestare aiuto volontario presso NGO, supporto in Scuole o Biblioteche in base alle esigenze del posto.
Il Global Entrepreneur, che per un periodo di 6-12 settimane prevede volontariato presso Startup.
Il Global Talent, che è invece un vero e proprio stage retribuito, della durata di 3-12 mesi.

E per quanto riguarda la preparazione alla partenza?

Il ragazzo che decide di partire viene seguito per l’intero percorso, sia dal comitato del paese di origine che da quello del paese di destinazione. Gli viene perfino assegnato un “Buddy”, cioè una persona incaricata che per l’intera esperienza sarà il suo punto di riferimento e a cui potrà rivolgersi per qualsiasi problema.
Ovviamente AIESEC oltre a tutto ciò garantisce vitto e alloggio, in ostello o in una famiglia ospitante, a seguito di una minima quota associativa.

Questa esperienza, anche se come semplice volontariato, può essere utile a livello lavorativo?

Sicuramente, un’ esperienza all’estero viene sempre valutata molto positivamente e noi consigliamo di inserirla in curriculum. Non a caso l’impegno di AIESEC è proprio quello di formare la nuova generazione di leader internazionali. Nei nostri progetti, infatti, ci si trova a contatto con persone da tanti paesi diversi, e ciò permette di sviluppare capacità molto richieste a livello lavorativo: lavorare in gruppo, saper parlare in pubblico e ovviamente di migliorare la conoscenza e l’uso dell’inglese.

Oltre alle ore di lavoro previste, come si svolge la giornata di un volontario AIESEC?

Una volta svolte le ore di lavoro previste si è completamente liberi di visitare città, monumenti, locali.
Di solito viene a formarsi un vero e proprio gruppo composto da ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. Ti faccio l’esempio di un progetto che si è svolto a Napoli, con un gruppo volontari che erano ospitati nello stesso alloggio e di conseguenza hanno stretto amicizia sia tra loro che con noi del comitato, spesso la sera uscivamo tutti insieme. Ovviamente poi si sono innamorati della città e del cibo italiano!

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