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Donato Zoppo racconta Lucio Battisti alla libreria IoCiSto

Donato Zoppo racconta Lucio Battisti

Giovedì 29 settembre la libreria IoCiSto, sita nel quartiere Vomero di Napoli, ha ospitato l’evento “Il nostro caro Lucio, un omaggio a Lucio Battisti” a cui hanno partecipato Donato Zoppo, autore di quattro saggi sul cantautore italiano, Andrea Parente, musicista giornalista e storyteller e il presentatore e moderatore Tommaso D’Alterio,  L’evento si è svolto nella suddetta data per ricordare il titolo di una celeberrima canzone di Lucio Battisti e Mogol, “29 settembre” uscita nel marzo 1967, brano inizialmente affidato all’Equipe 84 che rimase al primo posto della hit parade per cinque settimane, diventando un classico della musica italiana. 

Donato Zoppo parla di Lucio Battisti alla libreria IoCiSto

Si è trattato di un incontro poliedrico, che ha previsto il coinvolgimento attivo del pubblico e in cui, come ha affermato anche Tommaso D’Alterio, il tempo è volato.
L’evento si è aperto sulle note di “29 settembre”, interpretata da Andrea Parente, come tutti gli altri brani, per passare poi a “Pensieri e parole”, in cui il pubblico si è lasciato andare ed ha accompagnato la voce di Andrea; il coinvolgimento del pubblico ha raggiunto l’apice con i “Giardini di marzo” e la “Canzone del sole”. 

L’ultimo brano ascoltato e commentato è stato “Con il nastro rosa”, brano che chiude il lungo periodo di collaborazione tra Lucio Battisti e Mogol e a cui lo scrittore Donato Zoppo ha dedicato l’ultimo suo libro, “Un nastro rosa a Abbey road”, pubblicato nel 2022.

Ogni brano cantato da Andrea e dal pubblico è stato commentato magistralmente da Donato Zoppo che, oltre a deliziare i presenti con continue e dettagliate esegesi del testo e ricostruzioni della elaborazione dei pezzi, li ha allietati con molte chicche e curiosità su Lucio Battisti.

Dopo l’evento, gli invitati hanno potuto continuare la serata presso il bar Centrale, sito in piazza Fuga, dove è stato possibile ascoltare i vinili originali e gustare cocktail dedicati a Lucio Battisti. 

L’intervista a Donato Zoppo

Donato Zoppo è stato così gentile da concederci lo spazio per una breve intervista.

È nata prima la passione per la musica o per la scrittura?

Sono nate insieme, da bambino. In realtà sono nate insieme la passione per la musica e per la lettura. Mi piaceva leggere tra le altre cose le biografie rock. Ero in quarta, quinta elementare e registravo le canzoni di Sanremo. Poi c’è stato il desiderio della scrittura, prima per un quotidiano, il Sannio, di Benevento, esperienza estremamente importante e formativa. Successivamente sono passato alla radio, esperienza che consiglio a tutti e, infine, alla scrittura per riviste nazionali come Jam. In parallelo ho pubblicato i miei sedici libri.

Che musica si ascoltava in casa tua quando eri bambino?

I miei non ascoltavano musica. È una cosa mia. Sai come ho scoperto Lucio Battisti? In realtà ho avuto due scoperte battistiane: la prima in radio, da bambino, con la “Canzone del sole e “Avventura” ma non mi piacevano per nulla, mi sembravano le canzonette che non apprezzavo. In seguito, nell’88, Battisti ha pubblicato il suo disco, l’Apparenza, che io ho ascoltato nell’89 in pullman, durante la gita a Vienna in terza media. Durante il tragitto, la professoressa di educazione artistica mise questa cassetta e fu un colpo di fulmine. Pensai  «questo è Lucio Battisti? strano, mi piace». Era il Battisti dopo Mogol.

Tu affermi che la musica di Battisti e le parole di Mogol sono diventate la “colonna sonora dell’educazione sentimentale di un popolo”. È stato così anche per te?

No, più De André. Quel tipo di linguaggio di Mogol, la gelosia per esempio (certo, tutti siamo un po’ gelosi), non mi rappresentano. C’è una canzone di Mogol, “Neanche un minuto di non amore”, che parla di una donna che risponde male al telefono, lui si preoccupa pensando che stia con un altro mentre, invece, scopre che è stata licenziata e tira un sospiro di sollievo. All’epoca ciò aveva un senso perché il ruolo della donna stava cambiando: tutto ciò a me, nell’89, non arrivava perché ero un adolescente. Perciò questo Lucio Battisti non mi ha formato, molto più formativi sono stati i pezzi del periodo di Pannella.

Ringraziamo Donato Zoppo, in attesa di altri eventi altrettanto coinvolgenti.

 

 

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