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Eroica Fenice

Il Merito di Napoli, presentazione Collana di Libri

Il Merito di Napoli, presentazione Collana di libri

Il 12 novembre, al PAN– Palazzo delle Arti Napoli, viene presentato Il Merito di Napoli, un progetto editoriale della Rogiosi Editore in collaborazione con l’Associazione Culturale “Creativi Attivi”, che si è occupato di pubblicare le migliori tesi di laurea in ambito napoletano, di tema umanistico, tramutando i testi scritti da addetti al mestiere in testi divulgativi.

«Un’impresa ardita, ma un’idea fondamentalmente semplice: premiare il merito, da cui il nome della collana, Il Merito di Napoli», spiega il coordinatore Gianpasquale Greco.

Gli autori de Il Merito di Napoli

Marina Diano, “Fabrizia Ramondino tra Napoli e il Mondo”

Fabrizia Ramondino è da considerarsi “la scrittrice dei napoletani”. Un’autrice morta nel 2008, ancora poco conosciuta e indagata, nonostante abbia viaggiato tanto e fatto sentire la sua voce un po’ovunque. Un peccato, se consideriamo che proprio l’Italia, patria che lei sentiva così cara, purtroppo non le ha dato il merito che le era dovuto.
La scrittrice che viene riesumata nelle pagine della tesi di Marina Diano è una donna che ha sperimentato ogni realtà possibile legata alla penna e alla cura del prossimo.

Luigi Casaretta, “L’avvento dei Motori. L’automobilismo nella Napoli del primo Novecento”

Un testo di carattere storico quello di Luigi Casaretta, che parla della breve stagione in cui Napoli ha avuto una centralità impensata nell’industria delle quattro ruote.
Quest’opuscolo passa per il marketing, per la pubblicità, per le relazioni tra le aziende rivali, riportando ai lettori anche le preoccupazioni degli imprenditori e commentando criticamente le motivazioni delle sorti della breve avventura partenopea dell’automobilismo.

Alessandra Trifari, “La fortuna di Caravaggio nell’Ottocento Napoletano”

La tesi di Alessandra Trifari è una tesi concernente l’ambito di Archeologia e Storia dell’Arte. Si occupa della storia dell’arte moderna e, prevalentemente, della fortuna e dell’eredità di Caravaggio in un secolo nel quale l’artista era, a stento, conosciuto e compreso. L’autrice rilancia il “caravaggismo” e il rapporto di questo immenso artista con al città di Napoli.

Rosaria Carlomagno, “Il sistema dell’arte contemporanea a Napoli: gallerie, fondazioni, musei”

Rosaria Carlomagno analizza il versante “pratico” dell’arte a Napoli, dal secondo Novecento fino a oggi, tirando le somme sul senso, sulle attività e sugli indirizzi del mercato dell’arte. Si tratta di uno studio che dà una visione situata a metà tra la panoramica tout-court e la riflessione storica.

Stefano Cortese, “Le mie stagioni”

Quello di Stefano Cortese è il testo più sui generis della Collana, in quanto è un’edizione critica dell’autobiografia di un non-autore, Carmine Forgione. Un uomo del Sud, di estrazione contadina e di valori tradizionali, che si fa osservatore della propria vita allo specchio dei principali eventi del Novecento.

Un testo che affonda le sue radici in quel genere di letteratura “semicolta”.
Si tratta dell’autobiografia di una persona che, per sue condizioni personali, non ha mai avuto l’opportunità di accedere a degli studi, e che la propria istruzione se l’è creata da sé, per quell’ostinato, innato e, alle volte, disgraziato amore per la cultura, che se anche non ci fa diventare degli studiosi, ci tiene comunque in vita.

Anna Rita Rossi, “L’arcipelago Imbriani”

L’opuscoletto di Anna Rita Rossi promuove la riscoperta di un autore che merita di essere riletto e rivalutato.
L’ “arcipelago Imbriani” è una calzante metafora utilizzata da Benito Iezzi, uno studioso appassionato di Vittorio Imbriani, nonché funzionario della biblioteca universitaria di Napoli.
Iezzi ha guidato Anna Rita Rossi, attraverso i suoi studi e il suo amore per Imbriani, nel percorso di ricerca sulla novellistica di quest’ “arcipelago”, nome che rende bene l’idea dell’eclettismo e della poliedricità di uno scrittore che ha toccato un po’tutte le forme letterarie della sua epoca.

Il Merito di Napoli, Collana di libri della Rogiosi Editore

La Collana di libri della Rogiosi Editore, Il Merito di Napoli, nasce da un’idea ben precisa. Una figura. Meravigliosa allegoria di Andrea Violani, opera d’arte che si trova sullo scalone d’onore del Palazzo Reale di Caserta, e simboleggia il Merito.
Il Merito è un giovane, coronato d’alloro, con ampio mantello sulle spalle, che tiene un libro chiuso nella mano destra e una spada inguainata sulla sinistra, e si sta avventurando su un inerpicato sentiero, simboleggiato da una pietra.

Il merito si concretizza con i testi di questi giovani autori che credono ancora nell’oggetto-libro, pur vivendo di tecnologia. Credono ancora nella carta stampata, pur convivendo con i propri Account Instagram. Credono ancora nello studio, soprattutto.

Gli opuscoli degli autori de Il Merito di Napoli sono prodotti scientifici, fatti per essere letti da tutti.
I ragazzi hanno presentato il frutto delle loro tesi di laurea di diverso ambito: storico, storico-artistico e letterario, con l’intenzione di non esiliarle nel buio pesto dei cassetti delle loro scrivanie, in cui spesso restano recluse senza un perché, o magari per le tante difficoltà degli sbocchi editoriali a livello nazionale, che sono un castigo vero e proprio per coloro che devono farsi spazio da soli.

Il Merito di Napoli e l’amore per la terra partenopea

È proprio valorizzando lo studio che questo progetto intende esprimere tutto ciò che di meraviglioso c’è sul nostro territorio.

Chi è nato all’ombra del Vesuvio o ha avuto la possibilità di viverci per un po’ lo sa bene: Napoli è un’emozione che permea ogni cellula del proprio corpo, a ogni passo. Gli improvvisi scorci di mare di questa città accendono, immancabilmente, un brivido che corre lungo la schiena. La miscela di arte, cultura e folklore che allaga le sue viuzze, intente a portare sulle gracili spalle il peso dei secoli andati, è pura magia, che si fa ladra di anime.
Grottesca, eccentrica e anarchica come nessuno, ha sempre fatto parlare di sé, Napoli, che continua a essere eterna grazie ai suoi artisti, alle sue canzoni e ai suoi personaggi simbolo. Continua a perpetuarsi grazie al suo genio.

Tra le città più incantevoli e interessanti del Mediterraneo, Napoli conquista il cuore di chi danza ogni giorno con i suoi demoni, lasciandosi guidare dal suo ritmo esuberante e incalzante. Napoli marchia chi vive i suoi quartieri brulicanti di vita e chi ha il vantaggio, direi, di studiare nelle sue Università, veri e propri monumenti che si ergono in un cumulo di arte.

«Non ci conoscono, ma soprattutto, non ci capiscono. È difficile capire il nostro mondo, che è abbastanza raro e unico. Forse, a volte, non ci capiamo neanche a noi. Abbiamo dentro di noi un cosmo così immenso, che sfugge e va anche oltre l’infinito leopardiano. Il mondo napoletano è un mondo vastissimo che, però, non è riuscito mai, probabilmente, a organizzarsi. A volte, c’è una sorta di piacere della dispersione e della disgregazione. È come se ci fosse quasi il diletto di disperdere il proprio genio.
Mentre al Nord riescono a organizzare qualsiasi piccola cosa, noi abbiamo cose grandissime, ma riusciamo, alla fine, a farle diventare piccole.
(…) Il genio napoletano è un genio selvaticamente civile, a volte sontuosamente socievole. Nasce probabilmente dal nostro sangue bastardo, dalla nostra capacità di avere dentro di noi tante storie e tanti re. Napoli è una delle città più straordinarie del mondo che, purtroppo, spesso non si racconta e non si scrive.
Io dico sempre ai miei studenti e ai miei laureandi, in particolare, -Scrivete! – perché paradossalmente se non si scrive, non si esiste, e quando loro hanno possibilità come quella di questa sera ci troviamo veramente dinanzi alla “festa della scrittura che si fa vita».

Queste le parole con cui si è conclusa la presentazione.

Parole del professore Francesco De Piscopo, relatore della Tesi di Laurea dell’autrice Marina Diano, partecipe alla presentazione. Un professore di origine napoletana che ha insegnato Lettere alla Federico II per oltre quarant’anni. Un professore innamorato della sua terra quanto del suo mestiere.

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