BRADEM, la braceria democratica di D’Ausilio

BRADEM, la braceria democratica di Raffaele D’Ausilio

BRADEM, abbreviazione di braceria democratica, è il nuovo e innovativo progetto di Raffaele D’Ausilio che apre nel cuore di Napoli, affacciando le sue tre vetrate sulla Piazza del Municipio con il suo Castel Nuovo.

Il concept, molto europeo e nuovissimo a Napoli, è quello del phygital dining, un’ibridazione di fisico e digitale in cui si punta ad avere quello che D’Ausilio stesso chiama fast meat. Nell’evento dedicato alla stampa, è stato possibile immergersi in prima persona in questa nuova idea che coniuga materie prime di altissima qualità, con la velocità e l’immediatezza del fast.

Il locale è curato nei minimi dettagli, portando prima che un nuovo food concept, una nuova idea di ristorante: l’obiettivo dell’interior design del locale, infatti, vuole essere appieno una celebrazione della materia prima, rendendola protagonista di un vero e proprio museo. Il motto di Bradem, infatti è “la carne/arte di tutti”: fin dall’ingresso il locale è pensato per istruire e direzionare il cliente fino al proprio tavolo, ci si vuole allontanare dai flussi caotici di persone che vagano dispersi in un ristorante, cercando di creare un percorso da seguire, come in un museo. E proprio come se si stesse seguendo un allestimento d’arte, ci sono contropareti arancioni che ospitano delle rivisitazioni moderne di famosissimi quadri in cui è la carne a rubare la scena e diventare protagonista. E come se non bastasse, inoltre, le pareti sono numerate così come si numera un’esposizione d’arte.

L’arte non si ferma alle pareti, ma continua nei tavoli semplici, ma all’avanguardia. I 60 coperti di Bradem sono infatti privi di mise en place, ma arriverà un vassoio al momento della carne con degli appositi scomparti: due per i contorni e uno per tovagliolo, salvietta e posate con al centro un piatto su disegno. Sempre in funzione dell’opera principale, ovvero la carne, ogni tavolo è dotato di una piastra in pietra lavica in corrispondenza di silenziosissime cappe, che danno al locale un tocco industrial.

Il menù è chiaramente il fulcro attorno al quale ruota l’intero concept, in cui ogni cosa è in funzione della valorizzazione della carne della Selezione Raffaele D’Ausilio, che permette ad ogni tasca la possibilità di gustare dei tagli nazionali e internazionali di altissima qualità. Al tavolo, infatti, c’è un totem da cui il cliente può ordinare comodamente e in modo molto intuitivo. Bradem, braceria democratica, prevede infatti dei ticket che vanno dai 30 ai 120 euro (presenti anche sulla loro pagina Instagram) e il cliente semplicemente cliccando sulla cifra desiderata potrà scegliere il taglio che preferisce, che può andare dai 500 gr fino ad 1.5 kg, eccezion fatta per il celebre Wagyu giapponese. I non intenditori non devono avere paura: ognuna delle carni è accompagnata da una descrizione che include provenienza, frollatura e marezzatura della carne e, se non dovesse bastare, l’esperienza phygital è proprio quella di mescolare la tecnologia con la giusta quantità di presenza umana, quindi si può sempre chiedere aiuto al personale di sala.

Insieme alla carne, sempre utilizzando il totem, non è possibile ordinare molto altro, proprio per avere un focus sulle materie prime e sulla velocità. Si potrà scegliere tra una vasta scelta di vini, birre del birrificio Kbirr o acqua per accompagnare la carne, a cui si può aggiungere un contorno extra (come le patatine fritte). Nel ticket che comprende la carne, sono già inclusi il pane, due contorni – una fresca insalata e un contorno caldo che varia a seconda della stagionalità – e in omaggio un piccolo, ma squisito dessert.

L’idea di fast non è soltanto nell’utilizzo di totem che riducono l’attesa per ordinare o del focus su pochi piatti oltre la carne – il menù, infatti, potrebbe subire delle variazioni e ingrandirsi, ha affermato D’Ausilio, a seconda della risposta dei clienti a questo nuovo format. Il fast è anche nella cottura innovativa ad infrarossi che permette di avere il proprio ordine cotto al sangue in otto-dodici minuti e sarà poi il gusto personale a rendere ancora più interattiva l’esperienza: con la piastra al tavolo ognuno dei commensali potrà scegliere il giusto punto di cottura per il proprio boccone, così da evitare carne troppo cotta o troppo cruda e mettere d’accordo anche i vari palati presenti al tavolo.

In conclusione, l’esperienza pensata e realizzata in Bradem, seppur ancora bisognosa di qualche accorgimento, è veramente promettente e particolarissima. Un’idea vincente che coniuga perfettamente materie prime di alta qualità, attenzione e partecipazione attiva del cliente, che lo rendono protagonista insieme alla selezione pronta ad accontentare ogni tasca, rendendo l’esperienza accessibile a tutti, in un museo in cui l’unica opera d’arte è la carne.

Foto: Dipunto studio

A proposito di Chiara Leone

Zoomer classe '98, studentessa della scuola della vita, ma anche del corso magistrale in Lingue e Letterature Europee e Americane all'Orientale. Amante dell'America intera, interprete e traduttrice per vocazione. La curiosità come pane quotidiano insieme a serie tv, cibo, teatro, libri, musica, viaggi e sogni ad occhi aperti. Sempre pronta ad esprimermi e condividere, soprattutto se in lingue diverse.

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