Mame Ostrichina: un’incredibile esperienza di gusto nel cuore di Napoli

Mame Ostrichina: un'incredibile esperienza di gusto nel cuore di Napoli

Siamo ciò che mangiamo” asseriva nell’ottocento il filosofo tedesco Ludwig Feuerbac, e, ad oggi, questa rimane una affermazione incontestabile. Qualsiasi sia il piano su cui si vuole porre l’attenzione, il cibo, una volta entrato del nostro corpo, ne diventa carburante – oltre che alimento per l’anima – e finisce con l’avere un impatto sugli altri e sull’ambiente. Questa filosofia di pensiero, sempre più diffusa, si sposa alla perfezione col progetto Mame Ostrichine, ristorante in cui la gastronomia diventa un perno esperienziale e una occasione di crescita e meditazione per tutti i clienti. Da Mame Ostrichina non si  cena soltanto, ma si incontra, conosce, vive, respira. L’anima del progetto è Monica Neri, napoletana, una laurea in Business Administration a Parigi, tre anni vissuti in Giappone, un primo ristorante di cucina giapponese, Kukai, realizzato con il fratello Massimiliano, e un percorso personale nutrito di letture, viaggi e ricerche, dal buddismo zen alla filosofia occidentale.

Nei vicoli stretti della Napoli vicereale, Via Carlo de Cesare 52, Mame Ostrichina è uno spazio costruito con amore dove l’estetica giapponese incontra il design contemporaneo, dove nulla è stato lasciato al caso: una manciata di tavoli e una cucina a vista in una scatola di cristallo, colori tenui, riposanti, fiori freschi. Sui tavoli un menu essenziale che fonde creatività, innovazione e una ricerca raffinata di sapori.

Cenare da Mame significa credere in concetti come responsabilità, consapevolezza, sensibilità. Responsabilità verso l’Ambiente – sono molti i piatti vegani a disposizione – consapevolezza profonda di quello che mangiamo, sensibilità verso ciò che è bello e ciò che ci fa bene. La cucina di Mame è una perfetta sinfonia che come sottofondo ingredienti naturali, provenienti possibilmente da colture biodinamiche; carni e pesci di allevamento sono banditi come anche altri ingredienti di provenienza industriale confezionati in packaging a forte impatto ambientale.

Quest’anno il calendario di serate esperienziali si è ulteriormente ampliato, accogliendo diverse proposte.

Il martedì sono ci saranno le cene meditative, ad esempio. Il venerdì la lettura dei tarocchi.

Il format prevede un menu fisso di quattro portate, in cui ogni piatto viene raccontato da Monica Neri e commentato da Fatehbir Singh, maestro di Kundalini Yoga, la disciplina che aiuta a eliminare lo stress e fortificare il corpo e lo spirito.

Si cena in silenzio, combinando respirazione, movimento e meditazione, rigorosamente senza alcolici, per liberare il vero potenziale che è in ogni essere umano.

Il costo di partecipazione è di 37 euro a persona, 60 euro in coppia.

Al termine della cena chi lo desidera può scegliere un vino o una birra artigianale dalla carta di Mame Ostrichina.

Per quanto concerne gli altri giorni, invece, il calendario prevede:

Mercoledì: Kundalini Yoga a cura di Fatehbir Singh

Giovedì: Percorso di teatro dell’anima

Venerdì: Bagno di Gong / Campane di cristallo (entrambi una volta al mese)

Sabato: Corso di astrologia

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Com’è la cucina di MAME Ostrichina? Avanguardista, biodinamica e volutamente legata ai cicli della terra, all’alimentazione sostenibile con prodotti a basso impatto ambientale.

Nome composto che unisce MAME (Seme di fagiolo) e Ostrichina, omaggio a Re Ferdinando IV di Borbone, che diffuse l’ostricoltura in tutta Europa a partire dal lago di Fusaro.

Aperto nel cuore di Napoli, e più precisamente in via De Cesare, Mame Ostrichina, ristorante biodinamico vuol essere “Ristoro per il corpo e per l’anima” un posto dove spingere sull’acceleratore delle emozioni, delle introspezioni con percorsi di meditazione e incontri di gioia.

Mame Ostrichina segue il ciclo della luna e l’effetto che ha sulle attività dell’uomo. La luna, secondo la filosofia biodinamica, è in grado di regolare il ritmo e le funzioni inconsce dell’anima.

 

Mame Ostrichina, ostriche e non solo!

La cucina dello Chef Fabio Borruso, ispirata alla tavola mediterranea e vegetariana, incontra le influenze nipponico-napoletane dello Chef Alejandro Aguirre, che spazia dal sushi tradizionale a roll innovativi tendenti al “susci napoletano”, fino ad una linea tutta vegana da asporto.

L’offerta del MAME è molto varia e in carta ci sono ostriche, anzi, “ostrichine”: Fine de claire, Bouzigues, Sandalia, Belon, Isigny, Gigase e Kiss.

Inoltre in menù spiccano: le “Ceviche”, tonnetto con mango e creaturine dell’orto, “Mazzarella”, gambero rosso di Mazara del Vallo, guacamole, gelo di more, chips di riso, platano e batata. Difficile descrivere la sensazione assaggiandolo perché in questo piatto c’è tutto. Semplicemente perfetto, elegante e delizioso.

Nel corso della cena riservata alle più importanti testate di settore, abbiamo avuto l’occasione di provare anche il “SasCimi”, salmone selvaggio marinato su batata in salsa di peperone, il “SusCi dello Chef”, “Pollok alla diavola”, astice, barbabietola al wasabi, purea di edamame e maionese di astice e “A tutta birra”, affumicata a freddo di ricciola, crema di cipolla alla birra, funghi.

Il tutto è stato sapientemente abbinato dal sommelier a tre diversi vini biodinamici: Jalal, Pietraua e Pontelama tutti della casa vinicola pugliese Casale del Monte.

Infine in chiusura Fabio Borruso ha voluto fare un omaggio al fratello Antonio, chef stellato, rielaborando un suo famoso dessert: la zuppa di pastiera napoletana.

L’esperienza Mame ostrichina non si esaurisce a tavola. La volontà di Monica Neri, proprietaria del locale e del sushi restaurant Kukai, è infatti quella di formare le menti ad una alimentazione più sana e rispettosa della Terra attraverso corsi, incontri e workshop. Una esperienza biodinamica a 360° che non possiamo non consigliarvi.

Marcello Affuso

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A proposito di Marcello Affuso

Direttore di Eroica Fenice | Docente di italiano e latino | Autore di "A un passo da te" (Linee infinite), "Tramonti di cartone" (GM Press), "Cortocircuito", "Cavallucci e cotton fioc" e "Ribut" (Guida editore)

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