La leggerezza come stile di vita. L’equilibrio come mantra, con piatti minimalisti e sorprendenti, saporiti e raffinati. Michelasso è uno di quei ristoranti che ti fanno innamorare, dove tutto è al suo posto. Te ne accorgi subito: eleganza e convivialità si fondono in uno spazio curato, in cui arredi, cimeli e arte dialogano con naturalezza. Ma qui la forma non è mai fine a se stessa, è il riflesso di una precisa visione.
Una visione che porta la firma di chef Francesco Petito, capace di trovare una personale quadra tra presente e futuro della tradizione campana.
Ne abbiamo avuto un assaggio durante la degustazione stampa organizzata da Laura Gambacorta, che ci ha permesso di provare uno dei cavalli di battaglia del ristorante: il menù vegetariano.
Indice dei contenuti
Informazioni e prezzi del menù degustazione Ristorante Michelasso
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Chef | Francesco Petito |
| Nome menù | Napoletano mangiafoglie (100% vegetariano) |
| Prezzo | 60 euro a persona |
| Coperto | 5 euro |
| Cantina | Circa 450 etichette |
| Riconoscimenti | Guida Michelin, TheFork (punteggio 9,7) |
La proposte vegetariane in “giacca e cravatta”

Menù vegetariano, ripartiamo da qui, perché è proprio nel vegetale che Michelasso mostra una parte peculiare della sua identità. Non un’alternativa inserita in carta per dovere, come troppo spesso accade, ma uno dei dialetti del suo linguaggio gastronomico. Lo chef, classe ’96, formatosi in cucine di rilievo come La Mola di Porto Cervo, Casa del Nonno 13 a Mercato San Severino, Villa Crespi (3 stelle Michelin) e Laqua Cannavacciuolo Countryside (1 stella Michelin), dedica ogni stagione un intero percorso al plant based, in cui i sapori tipici della cucina campana sono presentati in una veste più elegante, in “giacca e cravatta”, come ama ribadire.
Identitaria, riconoscibile e golosa: questi i tre pilastri della sua filosofia culinaria. L’ospite deve poter riconoscere già dalla lettura del menù gli ingredienti che troverà nel piatto, sentendosi parte di un’esperienza che affonda nella memoria e che lo chef rielabora con carisma, colore e precisione.

Di esempi emblematici ce ne sono stati diversi durante la cena stampa, che ha previsto:
- Amuse-bouche: bruschetta al pomodoro e colatura di mozzarella di bufala.
- Antipasto: crema di friarielli, colatura di provola e salsiccia di pane cafone.
- Antipasto: carpaccio di barbabietola affumicata, lampone fermentato e cipollotto.
- Antipasto: bistecca di cavolfiore, ketchup di papaccelle, salsa di olive nere e maionese al prezzemolo.
- Primo piatto: gnocco di patate ripieno di verza, brodo di verza e spuma di formaggio di capra.
- Secondo piatto: scarola “mbuttunata”, salsa di olive nere, aglio dolce, bagnetto verde e colatura di pinoli.
- Pre-dessert: sorbetto al limone.
- Dessert: cremoso di provola, sorbetto ai friarielli e cialda di pane cafone caramellato.
I piatti da noi provati sono disponibili nel nuovo menù degustazione “napoletano mangiafoglie”. Il percorso prevede amuse-bouche iniziale, tre portate salate, dessert e piccola pasticceria finale. Il costo è di 60 euro a persona, con coperto di 5 euro, ed è da intendersi per l’intero tavolo.

Un prezzo che, considerando quanto bene si mangia, la qualità delle materie prime, la struttura del servizio e l’ampiezza della cantina, risulta difficile da eguagliare in zona.
Sala e cantina
A proposito della cantina, il ristorante può contare su circa 450 etichette accuratamente selezionate, con una forte presenza campana ma anche referenze nazionali e internazionali, in particolare francesi. La carta dei vini è stata costruita dal maître Giorgio Zoccolella, che guida la sala con discrezione, carattere e competenza.
Quanto agli spazi, il locale si sviluppa su due livelli, per un totale di circa 40 coperti interni, distribuiti tra la sala superiore e la sala cantina, ideale per serate riservate o piccoli gruppi. A completare l’offerta, un piccolo spazio esterno con 12 coperti.

Storia e location
Il ristorante apre ad agosto 2019 in via Santa Brigida 14/16, in una posizione particolarmente strategica, a pochi passi dal Maschio Angioino e lungo l’asse che collega Piazza Municipio a Via Toledo, punto nevralgico del flusso turistico e cittadino della zona. L’imprenditore napoletano Lucio Sindaco sceglie un nome ispirato a un personaggio gaudente che ama “mangiare, bere e andare a spasso”, a indicare un luogo conviviale dedicato ai piaceri della tavola, tra opere d’arte e chicche per collezionisti.
Dopo la pandemia il progetto viene ripensato, la brigata rinnovata e la visione orientata verso una proposta gourmet più strutturata e consapevole.
È in questa fase che la struttura definisce con maggiore nitidezza la propria identità, trovando un equilibrio maturo tra tecnica, territorio e personalità. Una crescita coerente, premiata dall’inserimento nella Guida Michelin e da un punteggio di 9,7 su TheFork, tra i più alti in Campania.
Al di là dei riconoscimenti, però, ciò che resta è la percezione di un luogo che si prende cura di chi siede a tavola, con misura e consapevolezza. Che siate vegetariani o no, da Michelasso si esce con una rara sensazione di appagamento: un’esperienza che soddisfa il palato, certo, ma lascia anche qualcosa nello spirito.
Ristorante Michelasso
Indirizzo: Via Santa Brigida, 14/16 – 80132 Napoli (NA)
Tel.: 342 1689562
Sito: www.michelasso.it
Orari: aperto a cena da martedì a sabato; a pranzo sabato e domenica
Chiusura: lunedì

