Pizza Sommelier, l’abbinamento particolare tra pizza e vino

Pizza Sommelier

Il Pizza Village sul Lungomare di Napoli continua con l’evento Pizza Sommelier

Siamo sicuri che l’abbinamento pizza e birra sia quello più giusto? Se viene spontaneo rispondere a questa domanda con un sì, la quarta serata dei Pizza Tales del Pizza Village, intitolata Pizza Sommelier,  fa in modo di ritornare sui propri passi e ricredersi. Salvatore Martusciello, dell’azienda vinicola Salvatore Martusciello Wines, offre la degustazione di una serie di vini che recuperano il vero sapore della tradizione campana, tra i quali l’Ottouve con il Gragnano della penisola sorrentina e il Trentapioli con l’Asprinio d’Aversa, abbinandoli alle pizze d’avanguardia dei maestri Diego Vitagliano, dall’omonima pizzeria, e Salvatore Lionello, da Lionello Pizzeria.

Il vero gusto dell’abbinamento

A condurre l’evento di Pizza Sommelier sono stati Antonella Amodio e Tommaso Luongo dell’AIS, coadiuvati dalle spiegazioni di importanti sommelier e produttori di vini, creando un percorso gustoso tutto da scoprire e vivere con le proprie papille gustative. La pizza ha di suo una base semplice che consente di giocare con svariati accostamenti per la farcitura. Soprattutto per questo motivo, in realtà, gli esperti consigliano di berci sopra un buon vino da abbinare a seconda degli alimenti introdotti e combinati tra loro. Anche per quanto riguarda la digeribilità, mentre la birra è sconsigliata perché assieme alla pizza crea un surplus di lieviti che gonfiano, al contrario il vino accompagna la pizza e, anzi, ne esalta i sapori in un equilibrio armonico tutto da gustare in perfetta serenità

A tal proposito, Vitagliano e Lionello hanno preparato live una serie di pizze gourmet che hanno aperto un vero e proprio mondo vitivinicolo. Il primo, con la sua pizza croccante che si è ispirata al tradizionale spaghetto aglio, olio e peperoncino, rivisitato con scaglie di pecorino, frutta secca e cornflakes; il secondo, invece, con la proposta di tre pizze dagli impasti inusuali: una soffice con base croccante, farcita con burrata pugliese, pomodorini gialli, maionese alla soia e con il sapore del mare, tra cui ventresca, acciughe e una foglia di alga fritta; ancora, un’altra con un impasto integrale ai cereali che prende origine dalla famosa Nerano; infine, una rielaborazione della classica napoletana, una marinara con acciughe, olive nere ed una pasta ad alta idratazione, sicuramente non facile da gestire ma riuscita in modo sublime. Accanto a questi capolavori per il gusto e per gli occhi, con un lavoro di ricerca anche dell’estetica, sono stati abbinati l’Asprinio, che esalta i sughi bianchi ed in modo particolare il sapore del mare, così sapientemente portato sulla pizza creando un piatto che accoglie in sé tradizione e novità, ed il Gragnano che esalta e addolcisce l’acidità del pomodoro, con gusti che danzano sulla lingua in totale sintonia.

Grazie all’evento Pizza Sommelier, a firma Malvarosa, si ha avuto l’occasione eccezionale di scoprire una cultura immensa che vuole recuperare la tradizione campana, con il piatto tipico della pizza ed i vini di nostra produzione, e la ricerca del nuovo, con uno spirito sempre pronto a sperimentare ed innovare!

Foto: Marcello Affuso

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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