Trattoria I Gerolomini: la cucina napoletana diventa pop

Dalla volontà di quattro giovani napoletani – Alessandro Cerrone, Nino Di Costanzo, Valerio Begonja e Francesco Frascione –  Napoli diventa pop e nasce I Gerolomini, una trattoria proprio a piazza dei Gerolomini, di fronte all’omonima stupenda chiesa.

Nella Napoli verace, in quella dei vicoli nel cuore pulsante della città, I Gerolomini si propone come una trattoria pop che unisce tradizione e avanguardia: si apre non solo al pubblico napoletano ma anche ai turisti, rivisitando i piatti tipici della cultura culinaria di Napoli in modo da creare un luogo dove la cultura della nostra città possa essere vissuta non banalmente ma come un’esperienza tangibile tra veracità e gusto del nuovo.

I Gerolomini e la loro trattoria artistica

La trattoria pop de I Gerolomini si ripromette di vitalizzare la cultura napoletana, attraverso un viaggio sensoriale che trasporti i commensali in una dimensione unica tradizionale e innovativa insieme. La loro cucina non vuole essere una proposta turisticizzata bensì qualcosa di autentico: i piatti all’interno del menù sono antiche ricette tramandate coniugate con qualche combinazione inaspettata, restando sempre nell’idea di un qualcosa di semplice. Le parole chiave sono freschezza, stagionalità ed equilibrio dei sapori, attraverso le quali riportare al palato le radici di Napoli e, allo stesso tempo, vitalizzare il tutto con il piacevole sapore della ricerca del nuovo di qualità.

Durante la presentazione non è stato  possibile, allora, non farsi avvolgere dal gusto dei due antipasti, una polpettina accostate alle salse con una punta primaverile immancabile di limone ed una bruschetta fritta in tre consistenze di pomodoro: confettura, semi dry e confit; oppure dal gusto dei due primi piatti, un raviolo di pasta cotta ripieno di ricotta di Vico Equense, parmigiano, basilico con di nuovo la nota pop di limone e lo spaghetto Sud con nduja calabrese, burrata, peperone crusco e limone bruciato. Come dolce conclusione, poi, il dessert Mia, una mousse al cioccolato con croccante alle nocciole, gelee ai frutti di bosco e biscotto al cioccolato accompagnato con del gelato ed un tartufo. Questi sono stati i piatti proposti dallo chef della trattoria I Gerolomini: pietanze che hanno fatto sentire a casa e hanno saputo creare ad ogni gusto una magia nuova e armoniosa.

Un incontro tra cibo e arte

I Gerolomini non sono solo cibo, ma anche la location è una perla pop nel cuore della città di Napoli. Progettato e curato dall’architetto-artista Marianna Vittorioso, il locale è anche un’immersione nell’arte e ogni suo angolo racconta una Napoli verace legata alla sua tradizione e contemporaneamente fresca, giovane, che ricerca l’avanguardia. Tra rievocazioni e suggestioni, si possono ammirare la cascata di libri che viene giù dal soffitto in onore alla saccheggiata Biblioteca dei Gerolomini, i ritratti delle icone napoletane come Totò, Sofia Loren e Troisi e, ancora, i motivi pop sulle pareti e sul pavimento. Da citare anche le sedie Him & Her di Fabio Novembre, due corpi nudi che ricordano Adamo ed Eva, l’elegante sfera che illumina di IC Flos e, per finire, le opere di Alessandro Famino, Pasquale Manzo e degli ex voto di Fabio Paolella.

Insomma, mangiare alla trattoria I Gerolomini è un vero e proprio viaggio sensoriale, per il palato che ha la possibilità di gustare piatti tra l’antico ed il nuovo ed anche per la vista, essendo circondati da meraviglie prodotte da artisti napoletani con l’intento, ancora una volta, di dare una spinta energica alla cultura napoletana.

Fonte immagini: Marcello Affuso

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 14/12/2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica storica e contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, consegue la laurea in Lettere Moderne e in Discipline della Musica e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Durante la carriera accademica, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che esercita attraverso il giornalismo culturale. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questa professione, capace di generare dubbi, stimolare riflessioni e spianare la strada verso processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, identità e comprensione.

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