Un Dolce per San Gennaro: Ludovica Faiotto vince il pastry contest

Un Dolce per San Gennaro

Ludovica Faiotto si aggiudica il primo posto nella settima edizione del pastry contest Un Dolce per San Gennaro. La sua monoporzione O’Patron convince per eleganza ed equilibrio

La settima edizione di San Gennà…Un Dolce per San Gennaro è stata ospitata sullo splendido e suggestivo Roof Garden Angiò, all’undicesimo piano del Renaissance Naples Hotel Mediterraneo. Il pastry contest è stato organizzato dalla giornalista Carmen Davolo di Dieffe Comunicazione, promosso da Mulino Caputo, il Mulino di Napoli, e sponsorizzato da Agrimontana, azienda leader nella produzione dei marrons glacés, della frutta candita e delle confetture.

Il concorso Un Dolce per San Gennaro onora il legame della città con il Santo Patrono, al quale prima dell’avvento del contest, nel 2016, non era mai stato dedicato un dolce.

A decretare il vincitore, una giuria d’eccezione: Pietro Macellaro, titolare della Pasticceria agricola cilentana di Piaggine, in provincia di Salerno; il bistellato chef de La Torre del Saracino, Gennaro Esposito; il veterano pasticcere campano, Sabatino Sirica e l’amministratore delegato del Mulino di Napoli, Antimo Caputo.

Un Dolce per San Gennaro: chi sono i 7 finalisti

Sette pasticceri e sette monoporzioni dedicate a San Gennaro: quale creazione si aggiudicherà il primo posto?

Raffaele Mignone dell’omonima pasticceria di piazza Cavour a Napoli presenta O’Miracolo: un tortino alla nocciola e alle mandorle, con albicocca Pellecchiella del Vesuvio. La particolarità del dolce è il coulis al lampone, che viene versato da una bottiglina e sembra sciogliersi come il sangue di San Gennaro, richiamando il miracolo del santo.

Armando Scaturchio, titolare dell’Antica Pasticceria Scaturchio a Montesanto, nel cuore di Napoli, ha portato al contest La cupola di San Gennaro, dolce che evoca il Duomo. Composta da pan di spagna con ribes e more e ricoperto esternamente da una delicata crema al limone che racconta il sole di Napoli, la monoporzione è presentata con una pipetta di glassa ai mirtilli da versare a proprio piacimento sul dolce.

La terza finalista del concorso Un Dolce per San Gennaro è Carlotta Garofalo, titolare de La Carlotteria di Napoli. La pastry chef ha messo a punto un dolce a forma di Vesuvio, ispirato al terzo miracolo di San Gennaro: 16 dicembre 1631, quando, secondo la tradizione, il sangue si sciolse e la città non venne invasa dal magma. La monoporzione è composta da una mousse al cioccolato bianco e vaniglia del Madagascar, cremoso ai frutti esotici (mango, frutto della passione e ananas), croccantino al cocco e biscuit alla vaniglia realizzato con la farina Pasticceria Caputo.

Veruska Cardellicchio, titolare della gelateria e pasticceria Dare di Roma, dedica la sua monoporzione alla nonna, campana e devota a San Gennaro: Dolce Lilina è composta da una base di crumble al sale e al rosmarino, semifreddo allo zabaione, semifreddo al pistacchio e geleè di lampone. Il tocco finale è dato dalle foglie d’oro che ricordano il mantello del santo.

Raffaele Cristiano della Pasticceria artigianale Raffaele Cristiano a Napoli presenta Staje senza pensieri, un dolce realizzato con Pasta frolla alla nocciola e limone, cremino alla nocciola, scorzette di limone Agrimontana, che viene arricchito da uno strato di pasta sfoglia sottile, glassa e gelatina rossa.

Il penultimo finalista del concorso Un Dolce per San Gennaro è Giorgio Maiorano, de La Forneria di Napoli: il suo Altro che Miracolo è una choux tarte, composta da tarte di pasta frolla con pasta choux ricoperta da pistacchio. All’uscita del forno si ricrea una cupoletta che ricorda il cappello di San Gennaro ed è farcito con ganache montata al pistacchio, ananas semicandito e un gel di ananas e vaniglia.

L’ultima finalista di Un Dolce per San Gennaro è Ludovica Faiotto da Selvazzano, in provincia di Padova, titolare della pasticceriaDianinassieme al Maestro AMPI Denis Dianin. La monoporzione che ha presentato in gara si chiama O’ Patron ed è composta da una base di frolla al limone e vaniglia, con all’interno croccantino alla mandorla, bigné farcito con gel al mandarino e un cremoso alla vaniglia. Esternamente, bavarese allo yogurt e fiori d’arancio, rivestita da una glassa rossa e decorata con scaglie d’oro e petali di fiori.

Un Dolce per San Gennaro, le parole dei giudici

Citando le parole dello chef Gennaro Esposito, quest’anno San Gennaro è stato accarezzato da una donna: è proprio Ludovica Faiotto ad aggiudicarsi la vittoria della settima edizione del concorso Un Dolce per San Gennaro. Il suo trionfo non ci stupisce: la giovane è un volto già a noi già noto per aver partecipato al pastry contest Mille&UnBabà 2024 con la sua rivisitazione del babà, Tesoro, che abbiamo apprezzato molto.

Ludovica Faiotto porta a casa mille euro, mille chili di farina Mulino Caputo e anche un’enorme soddisfazione: definita “piccola sinfonia” da Pietro Macellaro, la monoporzione della pastry chef padovana conquista i giudici all’unanimità per l’eleganza e l’equilibrio della sua creazione.

Tra i consigli dispensati alla vincitrice da Sabatino Sirica: «non ti montare la testa e resta sempre con i piedi per terra».

Il livello dei partecipanti al contest era indubbiamente molto elevato: «abbiamo visto tanti stili, tecniche, cuore ed è venuta fuori tanta qualità» – afferma Gennaro Esposito. Lo chef bistellato ricorda inoltre: «è ambizioso riuscire a restituire l’importanza di questo grande simbolo napoletano e tradurlo in un dolce che fosse emozionante».

Entusiasta anche Antimo Caputo, Ad del Mulino di Napoli: «trovo che i giovani pasticceri, grazie allo studio e alla preparazione, stiano portando tanta creatività, esaltando l’equilibrio nel gusto e nell’estetica».

Fonte immagini: Francesca Arfè

Altri articoli da non perdere
Bacco, con le loro bontà, è dolce la vita!
Bacco

Bacco è una realtà artigianale veramente fuori dal comune, quasi un unicum se osserviamo la situazione dolciaria di un Paese, Scopri di più

González, Martinelli e Profeta, un tris di talenti made in Campania
González

Ancora sul tetto del mondo, come al solito, come sempre. La Campania, anche quest'anno, sì è riconfermata terra Felix di Scopri di più

Ristorante Capasanta (Pompei), il mare dentro
Ristorante Capasanta (Pompei)

Il mare dentro il piatto. Il mare negli arredi, nel mood e nelle vibes. Ciò che subito colpisce di Capasanta, Scopri di più

Pizzeria Fratelli Testa 1965, il sogno diventa realtà
Pizzeria Fratelli Testa 1965, il sogno diventa realtà

Da qualche mese a Pianura, precisamente in Via Parroco Russolillo 40, ha aperto la pizzeria Fratelli Testa 1965. I fratelli Scopri di più

To Live (Napoli), intervista allo chef Edoardo Estatico
To Live (Napoli), intervista allo chef Edoardo Estatico

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Edoardo Estatico, l’eclettico chef del To Live, un locale che va ben oltre il Scopri di più

Pizzavvio, un’interessante startup
Pizzavvio, un'interessante startup

In un'epoca di crescente convergenza tra innovazione digitale e tradizione culinaria, ci siamo imbattuti in una realtà che le coniuga Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Francesca Arfè

Laureata in Lingue e Culture Comparate, attualmente studentessa magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane. Bilancia ascendente Acquario con la testa tra le nuvole e il naso tra i libri. Dispensa consigli di lettura agli indecisi sul suo profilo Instagram @chicchedilibri. Cofondatrice di #PagineDaYamato, gruppo di lettura su Telegram dedicato al Giappone in tutte le sue sfaccettature.

Vedi tutti gli articoli di Francesca Arfè

Commenta