Vesuvio e Majella: Bro Pizzeria e Fermenta in un quattro mani per il futuro della pizza

Vesuvio e Majella: Bro Pizzeria e Fermenta in un quattro mani per il futuro della pizza

Vesuvio e Majella, un quattro mani di Ciro Tutino e Luca Cornacchia, alla scoperta di una degustazione tra la Campania e l’Abruzzo.

Attraverso un Menù degustazione, lo scorso 20 maggio, alle ore 20.00, presso la sede della pizzeria Bro Pizzeria, i pluripremiati pizzaioli Ciro Tutino e Luca Cornacchia si sono cimentati in una collaborazione inaspettata. Ringraziando per l’invito all’evento Florinda Pavone, di Food Confidential, si è assistito ad uno show culinario a quattro mani, che ha portato alla creazione di assaggi unici e un mix di tradizioni e passioni, portanti di un sapere studiato e radicato da parte della Bro Pizzeria, realtà partenopea fortissima, e Fermenta, spazio chietino caratterizzato da prodotti e sapori unici.

Vesuvio e Majella: Ciro Tutino e Luca Cornacchia

Ciro Tutino, proprietario della Bro Pizzeria, rinomato innovatore a livello locale e nazionale, ma allo stesso tempo cresciuto nella più alta tradizione napoletana della pizza, porta la ormai nota “a ruota di carro” ad un livello superiore, sdoganandola dal suo posto ancestrale di unico prodotto napoletano, aggiungendogli quel qualcosa in più di contemporaneo, che ammalia e fa esplodere in bocca gusti veri. Ad accompagnarlo in questo viaggio di vita e di lavoro, suo fratello Antonio Tutino, a custodia preziosa della sala, grande conoscitore di vini e birre artigianali, in dialogo costante con le creazioni di Ciro. Luca Cornacchione, poi, proprietario di Fermenta in territorio abruzzese, stupisce con la sua spinta contemporanea agli impasti e topping d’artista, cercando sempre il contatto con la sua terra e i suoi luoghi del cuore, provando ad inserire i peculiari prodotti di mare e montagna nei suoi lavori; anche lui accompagnato da professionisti del settore di altissimo calibro, grazie al wine e beer-pairing di Giorgia Santuccione, permette un’esperienza senza eguali d’assaggio.

 

Il Menù degustazione di Bro Pizzeria x Fermenta

Le sei portate e il wine pairing, protagonisti della serata Vesuvio e Majella dello scorso 20 maggio, hanno arricchito e portato ad una creazione di pizze e pietanze irripetibili, forse, aiutati dal mix travolgente delle due regioni italiane coinvolte, l’Abruzzo e la Campania, con materie prime locali, genuine, in armonia ma anche in contrasto fra loro. Ad aprire le danze, Pallotte “cacio e ova” con ragù napoletano, in cui il marchio delle due tradizioni è presente ai massimi livelli; a seguire, una quattro mani dal titolo Fattore Umano, un Padellino all’acqua di pomodoro, cotto al vapore, in una diversificazione perfetta di pomodori locali e un fiordilatte delicatissimo a migliorare il tutto; si prosegue con Fritta & al Forno alla caprese abruzzese, pizza fritta rigenerata in forno, con una crema di datterini gialli e una quenelle di pomodoro pera d’Abruzzo, insaporita da un fiordilatte insolito e unico, quello di pecora abruzzese firmato Gregorio Rotolo. Non è poi mancata la pizza contemporanea, nella creazione di Luca e Ciro Tonno rosso in tortiera, con un pesto di prezzemolo e composta di ciliegia piccante ad accendere il gusto del tonno rosso; per concludere al meglio, una tradizionale ruota di carro Diavola di Altrementi, creata esclusivamente con prodotti tradizionali e originali dei due territori: pomodoro antico Napoli, formaggio Francesco (in onore di Papa Francesco) ai tre latti di Gregorio Rotolo, e la protagonista indiscussa, la ventricina vastese, salume di nicchia della città di Vasto, in provincia di Chieti, che dona quella spinta piccante e aromatizzata al punto giusto per bilanciarsi con i tre latti. La mono Sisa di Monaca, alla fine della degustazione, ha addolcito, rinfrescato e terminato il viaggio tra peculiarità e identità di Ciro e Luca, portando a tavola e alle papille gustative la tradizionale Sisa di Guardiagrele, con limoncello gelato al fiordilatte e limone ossidato.

L’atmosfera, le portate sono state una vera e propria esperienza culinaria, infuse del calore di Luca, Ciro, Giorgia e Antonio, della loro professionalità e sapere del mestiere. Gli abbinamenti hanno attivato nuovi gusti e sensazioni di scoperta e riscoperta, portando l’amore per la propria terra ad una contemporaneità sempre più presente in ambito food, ma che permette comunque di assaporare tutto l’amore dietro ogni idea, preparazione e prodotto tradizionale. Bro Pizzeria x Fermenta è un evento da ripresentare, in territorio chietino, magari, con nuove creazioni, e la bravura di sempre che rimane.

Fonte immagini: Ufficio Stampa, archivio personale

Altri articoli da non perdere
Ristorante Rescigno a Napoli: il menu di Carnevale

A Napoli, nei pressi di via Foria, il ristorante Rescigno propone un menù dedicato interamente ai sapori della tradizione del Scopri di più

Trattoria a Chiaia, dal cuore di Napoli a Caserta
Trattoria a Chiaia

Trattoria a Chiaia, storico locale di Napoli, ha aperto nel cuore di Caserta. Gustose pizze e primi piatti tradizionali a Scopri di più

Il ristorante Classico presenta due novità: menu young e Mangiando con l’Arte
Ristorante Classico

Un ristorante che si fa museo. Un museo pronto ad accogliere e sorprendere una clientela sempre più ampia. Si possono Scopri di più

VitignoItalia 2023: Napoli è ancora la capitale del vino
VitignoItalia 2023: Napoli capitale del vino

Il 14 e 15 maggio 2023 si è tenuto a Napoli, nel suggestivo scenario del Maschio Angioino, l'evento più atteso Scopri di più

To Live (Napoli), intervista allo chef Edoardo Estatico
To Live (Napoli), intervista allo chef Edoardo Estatico

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Edoardo Estatico, l’eclettico chef del To Live, un locale che va ben oltre il Scopri di più

Rossopomodoro Award: i vincitori del contest
Rossopomodoro Award: i vincitori del contest

Giunge alla fine il contest “Come un giorno a Napoli”, promosso da Rossopomodoro in collaborazione con Mysocialrecipe (primo portale al Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Elisabetta Gragnano

Vedi tutti gli articoli di Elisabetta Gragnano

Commenta