Il ristorante ÉNA è un unicum nel panorama mondiale. Oltre a rappresentare un punto di riferimento per le eccellenze del Made in Sud, la struttura sorge letteralmente sopra duemila anni di storia, custodendo al suo interno una necropoli paleocristiana (I-II secolo d.C.), tra le più antiche testimonianze del cristianesimo puteolano. Un progetto straordinario, nato dal primo accordo di gestione tra pubblico e privato per la valorizzazione di un bene culturale. Ci siamo stati e…

| Caratteristica del locale | Dettagli e informazioni storiche |
|---|---|
| Nome del ristorante | ÉNA (precedentemente Villa Elvira) |
| Patrimonio custodito | Necropoli paleocristiana (I-II sec. d.C.) |
| Celebrazione 2026 | Ventennale degli scavi con mostra fotografica (20 pannelli) |
| Chef resident | Armando Castellano |
| Indirizzo | Via San Vito, 9 – Pozzuoli (NA) |
Indice dei contenuti
Dalla scoperta archeologica al ventennale degli scavi

La scoperta di questo sito risale al 2006, quando, in seguito all’acquisto di un antico casale dell’Ottocento nei Campi Flegrei, i lavori di ristrutturazione svelarono, paletta dopo paletta, un inestimabile tesoro. Questo ritrovamento ha trasformato la struttura prima in Villa Elvira e oggi nella sua evoluzione contemporanea, ÉNA. Grazie agli studi e agli interventi mirati della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei, la necropoli è stata interamente recuperata e resa accessibile attraverso un attento progetto di conservazione.
I reperti storici: Il buon pastore e l’agapeo
Tra i numerosi reperti emersi, oltre a preziosi oggetti in bronzo, gioielli e monete, spicca l’affresco de “Il buon pastore”, motivo pittorico che ritrae – probabilmente per la prima volta in quest’area – la figura di Cristo nelle vesti di un pastore. All’interno del complesso, di particolare fascino è anche l’antico agapeo, uno spazio un tempo destinato alla condivisione dopo i riti funebri, dove oggi memoria e spiritualità tornano a intrecciarsi.
Quest’anno segna, tra l’altro, una tappa fondamentale per questo luogo: si festeggia infatti il ventennale dall’inizio dell’avventura archeologica avviata dalla famiglia Russolillo. Per celebrare tale ricorrenza, il ristorante ha inaugurato una mostra fotografica permanente, diffusa in tutto il locale attraverso 20 pannelli espositivi. Il percorso, composto da scatti significativi selezionati tra il 2006 e il 2009, permette agli ospiti di ripercorrere l’intera genesi del sito: dallo stato originario del rudere ottocentesco fino alle fasi cruciali che hanno portato alla luce uno dei complessi funerari paleocristiani più vasti d’Italia.
ÉNA tra gusto e storia millenaria

Oggi, varcare la soglia di ÉNA significa immergersi fisicamente in questa narrazione. Pavimenti e tavoli in cristallo trasparente permettono di cenare letteralmente sospesi sopra la necropoli millenaria. È un’esperienza immersiva che mette a diretto contatto gli ospiti con la storia: le pareti evocano le antiche domus romane, mentre il vetro rimane l’unico confine a separare la sala dagli scavi. Non si tratta solo di un viaggio visivo: la suggestione profonda del contesto trova il suo naturale completamento in una proposta gastronomica ricercata quanto convincente.
La visione e il menù dello chef Armando Castellano

A guidare questa sofisticata fase di fine dining è lo chef puteolano Armando Castellano. Dopo un lungo percorso internazionale, lo chef torna nella sua terra proprio per dare voce, attraverso i suoi piatti, all’identità di questo luogo. Durante la cena abbiamo potuto apprezzato ogni singola portata: abbinamenti mai banali, impiattamenti impeccabili e un servizio curato nei minimi dettagli, il tutto valorizzato da un’ampia carta che conta circa 300 etichette di vini. Un vero capolavoro culinario, declinato nel nostro caso in chiave vegetale:
- burrata su letto di crema di zucchine
- riso all’Acquerello al tartufo
- parmigiana di melanzane con crosta di formaggio
- dessert
- filtro d’amore flegreo
L’intero progetto, che oggi si arricchisce ulteriormente con una suggestiva sala in vetro pensata per occasioni esclusive, rappresenta – come ben sottolineato da Federica Russolillo, responsabile della comunicazione – una visione inedita. Il passato da ÉNA non viene semplicemente conservato, ma torna a vivere attivamente, offrendo a chiunque vi si sieda a tavola un racconto di sopraffina quanto indiscutibile bellezza.
Info utili
ÉNA – Tenuta San Vito
Via San Vito, 9 – Pozzuoli (NA)

