Visionary Places, i 10 locali più visionari secondo il Gambero Rosso

Visionary Places

Visionary Places, ecco quali sono i 10 ristoranti più visionari premiati dal Gambero Rosso insieme ad Artribune e Feudi di San Gregorio. Luminist a Napoli conquista il gradino più alto del podio

Visionario” è qualcosa che «è fortemente proiettato su ciò che non esiste (ancora)», suggerisce l’Accademia della Crusca: i Visionary Places rappresentano l’intuizione, la capacità di individuare e progettare ciò che altri non riescono a vedere.  La prima edizione del progetto Visionary Places è stata presentata martedì 4 maggio negli esclusivi spazi delle Gallerie d’Italia a Napoli, museo di Intesa Sanpaolo.

Visionary Places, il progetto ideato da Gambero Rosso, Artribune e Feudi di San Gregorio

Visionary Places, iniziativa ideata da Gambero Rosso, Artribune e Feudi di San Gregorio (azienda vitivinicola di Sorbo Serpico, in provincia di Avellino), premia l’eccellenza e la capacità imprenditoriale nell’offrire un’offerta gastronomica di altissimo livello, in grado di coniugare creatività, arte, innovazione, design, responsabilità sociale e ambientale. Un ristorante, per essere definito visionario, deve essere in grado di distinguersi per la sua unicità e possedere la capacità di rendere completa l’esperienza della clientela. Infine, è essenziale che sappia garantire benessere sia ai commensali che al personale.

Per scegliere i Visionary Places che meglio incarnassero questi valori è stato istituito un comitato scientifico, composto da diversi rappresentanti del mondo della gastronomia, dell’arte e della cultura: Gambero Rosso, Artribune, la direttrice creativa del Gruppo Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio, Ella Capaldo, l’artista Gabriele De Santis, l’AD di MondoMostre Simone Todorow, ed Emilia Petruccelli, co-fondatrice di Galleria Mia a Roma e fondatrice di EDIT Napoli.

«Questo progetto ha il dono di legare tra loro luoghi di ristorazione distinti ma accomunati dalla bellezza a servizio della accoglienza – commenta Paolo Cuccia, Presidente di Gambero Rosso e di Artribune – quella bellezza che appartiene all’arte, al design e alla cultura ma anche all’indiscutibile fascino del vino e del cibo per generare esperienze uniche nella clientela. Gambero e Artribune, piattaforme leader nella multimedialità enogastronomica e della cultura, sono onorate di avere contribuito a creare questo format e a selezionare i vincitori di questa prima edizione che ci auguriamo inauguri un lungo percorso».

«Con questo progetto a cui tengo molto puntiamo a porre l’accento ad uno stimolo che oggi vive il settore della ristorazione: affiancare l’eccellenza della cucina con la qualità della sala e dell’accoglienza e la cura degli ambienti, puntando ad un’idea di bellezza a 360 gradi. Certamente ci sono piatti di grandi chef che restano nella memoria, ma si ricordano con altrettanta intensità l’eleganza di una sala e l’attenta discrezione di chi la anima. Chi è in grado di combinare ogni aspetto di questo straordinario e difficilissimo mestiere regalerà delle esperienze indimenticabili ai suoi clienti e ci fa piacere poterli premiare oggi” – continua Antonio Capaldo, che guida Feudi di San Gregorio.

Il Comitato ha selezionato circa trenta locali che abbracciano questa visione, per poi arrivare a stilare una top ten finale che comprende i migliori Visionary Places d’Italia.

Visionary Places, ecco quali sono i 10 locali vincitori

Luminist in via Toledo, negli spazi delle Gallerie d’Italia di Napoli, conquista il gradino più alto del podio. Progettato da Marcello Piacentini, l’edificio ex sede del Banco di Napoli è stato ripensato da Michele De Lucchi. Al suo interno ospita la caffetteria bistrot Luminist al piano terra, il fine dining 177Toledo e all’ultimo piano il cocktail & tapas bar Anthill, con una suggestiva terrazza panoramica con vista sulla Certosa di San Martino. Luminist è un progetto avveniristico, un esempio di ristoro museale che si contraddistingue per la cura dei dettagli e l’avanguardia delle proposte gastronomiche. A guidare il progetto, Giuseppe Iannotti, chef e patron del ristorante gourmet Krèsios di Telese Terme, due Stelle Michelin.

Il SanBrite di Cortina d’Ampezzo, una Stella Michelin, si aggiudica la medaglia d’argento, coniugando l’innovazione e la ricerca con un profondo rispetto per l’ecosistema montano.

Conquista il terzo posto IO Luigi Taglienti di Piacenza, che combina arte e cultura con una cucina di alto livello. Situato nel cortile della chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, il locale è parte del progetto della Galleria Volumnia.

A seguire, a pari merito, gli altri 7 Visionary Places in classifica:

AlpiNN – Food Space & Restaurant a Kronplatz (BZ) – Ristorante Torre in Fondazione Prada a Milano – Il Sale di San Vincenzo (LI) – Arnolfo a Colle Val d’Elsa (SI) – Mazzo a Roma – Ninù a Roma – Vettor a Bari.

Fonte immagine in evidenza e foto premiazione: Ufficio stampa

Galleria: Francesca Arfè

A proposito di Francesca Arfè

Laureata in Lingue e Culture Comparate, attualmente studentessa magistrale di Lingue e Letterature Europee e Americane. Bilancia ascendente Acquario con la testa tra le nuvole e il naso tra i libri. Dispensa consigli di lettura agli indecisi sul suo profilo Instagram @chicchedilibri. Cofondatrice di #PagineDaYamato, gruppo di lettura su Telegram dedicato al Giappone in tutte le sue sfaccettature.

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