Luca Gioacchino Di Bernardo in mostra da Tiziana Di Caro

La mostra personale “La notte” dell’artista napoletano Luca Gioacchino Di Bernardo è visitabile fino al 30 maggio 2026 presso la storica Galleria Tiziana Di Caro.

L’artista napoletano Luca Gioacchino Di Bernardo torna per la seconda volta come protagonista negli spazi della Galleria Tiziana Di Caro, situata nel cuore pulsante del centro storico di Napoli, presentando al pubblico due affascinanti serie di disegni e due grandi tele a china, rigorosamente in bianco e nero. Attraverso un uso sapiente e onirico del disegno, l’artista rivela un universo visivo surreale e profondamente evocativo, sostenuto da un immaginario arcaico e simbolico, nonché denso di riferimenti culturali eruditi.

Le opere in mostra sono popolate e abitate da enigmatiche figure teriomorfe (creature ibride con fattezze umane e animali), che richiamano apertamente il linguaggio visivo, mitologico e spirituale delle prime grandi civiltà della storia. Caratterizzate da un’ambiguità seducente e inquietante, queste figure catturano immediatamente lo sguardo del visitatore, invitandolo a un’interpretazione aperta e del tutto personale.

La notte: il percorso espositivo tra Sottobosco e tele a china

L. G. Di Bernardo, serie “Sottobosco”, mostra “La notte”, Galleria Tiziana Di Caro, 2026

Ad accogliere il visitatore nella penombra della prima sala è la serie Sottobosco, in cui Luca Gioacchino Di Bernardo ritrae con maestria figure ibride con teste di animali tipici dell’ambiente boschivo europeo — civette, volpi, cinghiali — i cui sguardi languidi, profondi e teneri finiscono per apparire sorprendentemente e drammaticamente umani agli occhi di chi li osserva.

«La festa è finita: l’Occidente ha definitivamente perso ogni autorità sul resto del mondo — commenta Di Bernardo — Noi tutti, proprio come animali notturni, facciamo vagare le nostre personalità nel buio, nascosti mentre rovistiamo nel pattume della storia. Ciò che rimane di noi sono i nostri comportamenti più miseramente ferini, mentre nella nostra tana si affastellano sogni, reminiscenze e mostri».

Proseguendo nella seconda sala, sono esposti due grandi e imponenti dipinti realizzati da Luca Gioacchino Di Bernardo tra il 2025 e il 2026, che rivelano pienamente la sua maturità artistica e il suo attento e minuzioso lavoro tecnico sul tratto a china e sullo sfumato.

Nell’opera intitolata Il pittore, l’artista trae palese ispirazione dalle celebri Metamorfosi del poeta latino Ovidio, e in particolar modo dal tragico episodio mitologico di Atteone e Diana. In questa rilettura contemporanea, densa di dettagli allegorici e simbolici, l’atto stesso del “vedere” (l’essenza dell’arte) diventa pericoloso e proibito; la conoscenza pura si rovescia in una spietata condanna. Atteone, posto fatalmente al centro della scena, diventa il simbolo stesso dell’artista moderno, colto in un atteggiamento ambiguo, insieme servile e riverenziale nei confronti del potere costituito.

La seconda grande tela, significativamente intitolata Watching Things Burn, si configura come una potente e disincantata metafora visiva della società contemporanea in declino. Una figura ibrida e mostruosa, dallo sguardo malinconico e dal corpo visibilmente consunto dal tempo, siede a terra, appoggiata dolcemente a un cane antropomorfo che piange commosso. La scena suggerisce un irreversibile processo di ibridazione e contaminazione tra umano e non umano. Entrambi osservano passivamente qualcosa che brucia inesorabilmente davanti a loro senza reagire, in un atteggiamento statico che lascia emergere un profondo senso di rassegnazione e impotenza collettiva.

L. G. Di Bernardo, un dettaglio dell’opera “Il pittore”, Galleria Tiziana Di Caro, 2026

Le Ossessioni di Luca Gioacchino Di Bernardo

L. G. Di Bernardo, serie “Ossessioni”, Galleria Tiziana Di Caro, 2026

A concludere concettualmente il percorso espositivo, nella terza e ultima sala, si trova la prolifica serie intitolata Ossessioni. Ancora una volta compaiono figure tormentate in cui l’umano e l’animale si confondono indistintamente.

«Sono da sempre stato affascinato da questo incrocio liminale tra l’animale e l’essere umano, ma anche tra il mondo vegetale e quello umano — ci rivela Luca Gioacchino Di Bernardo — D’altronde, lo storico dell’arte Ernst Gombrich offre un bellissimo e illuminante excursus sul fatto che Egizi e Sumeri fossero i “veri classici”: non perché si limitassero a imitare passivamente la realtà circostante, ma perché costruivano forme essenziali, profondamente archetipiche. È una visione dell’arte in cui mi riconosco profondamente e che cerco di trasmettere».

La particolarità visiva di questi disegni di piccole dimensioni risiede nel tratto rapido, nevrotico e istintivo dell’autore, in cui il segno grafico si manifesta letteralmente nella forma grezza dello scarabocchio. Lungi dall’essere un banale errore tecnico, come suggerisce l’artista stesso, esso si configura come un flusso continuo e vitale, una sorta di scarica elettrica incontrollabile che richiama direttamente il funzionamento psicologico del flusso di coscienza.

Chi è Luca Gioacchino Di Bernardo: biografia e mostre passate

Artista partenopeo, classe 1991. Nel 2025 partecipa con successo alla prestigiosa Quadriennale di Roma all’interno della sezione d’arte curata da Francesco Bonami. Nel 2023, in occasione della Milano Drawing Week, presenta un’interessante mostra personale in dialogo diretto con un’opera storica di Gianfranco Baruchello della Collezione Ramo. Nel 2019 organizza e inaugura la sua primissima mostra personale presso gli spazi della Fondazione Morra Greco di Napoli.

Informazioni pratiche e contatti

  • 📍 Location: Galleria Tiziana Di Caro (Piazzetta Nilo 7, Napoli)
  • 📅 Periodo mostra “La notte”: Fino al 30 maggio 2026
  • 🌐 Per ulteriori info e orari: visita il sito ufficiale della Galleria

Fonte immagini: In evidenza (Ufficio stampa); altre foto nel testo (archivio personale) – Courtesy of Galleria Tiziana Di Caro

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A proposito di Martina Coppola

Appassionata fin da piccola di arte e cultura; le ritiene tuttora essenziali per la sua formazione personale e professionale, oltre che l'unica strada percorribile per salvare la società dall'individualismo e dall'omologazione.

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