“No Connecting People” di Alessandro Rillo e Vincenzo Colella, la parola delle immagini

No Connecting People

Si inaugura, presso la Baccaro Art Gallery la mostra di arte contemporanea No Connecting People (dal 19 maggio al 19 giugno 2018) degli artisti beneventani Alessandro Rillo e Vincenzo Colella, in arte Vinzela, i quali, con i loro personalissimi stili, riflettono sulla solitudine della società di massa contemporanea data dai mezzi di comunicazione digitale. La Baccaro Art Gallery (via Carmine 66, Pagani, Salerno), fondata da Franco Baccaro nel 2001, diviene la centro culturale che si fa promotrice di un discorso che affianca aspetti artistici e al contempo sociali in senso stretto. La mostra, che si avvale della narrazione critica di Antonella Nigro, offre, quindi, all’osservatore lo spunto per riflettere su se stessi e sugli altri e sull’omologazione delle identità individuali.

No Connecting People: l’alienazione dalla realtà

No Connecting People è una mostra loquace che riflette sul silenzio. Alessandro Rillo e Vinzela, raccontano con le loro opere del senso della contemporaneità, intesa come alienazione da se stessi nei rapporti tra persone. Il graduale processo di allontanamento degli umani, per rifugiarsi in una “vetrina digitale” costruita per mezzo dei social networks, è il centro della denuncia di cui i due artisti si fanno promotori.

Già dal titolo della mostra si evince il sottile punto di vista su cui intendono soffermarsi Rillo e Vinzela. La “disconnessione” che è insita in No Connecting People non è quella dai mezzi di comunicazione di massa, bensì quella che esiste tra le persone, quello spazio vuoto minimo e immenso che è frapposto tra i corpi e i sentimenti degli esseri umani.

Per quanto riguarda l’itinerario espositivo, la mostra No Connecting People vede affiancarsi due stili diversi, ma che sanno dialogare con le loro rispettive personalità. La composizione materica di Alessandro Rillo e lo stile figurativo di Vinzela sembrano, rispettivamente, analizzare da un punto di vista interno e un punto di vista esterno il tema della disconnessione umana.

In particolare, nell’opera di Rillo emerge con prepotenza forsennata la serializzazione del cuore, quasi a significare un battito continuo che è isolato pur nella vicinanza con altri cuori. Ciò che emerge dalle composizioni di Rillo è la dimensione fisica relativa ai rapporti umani, che si esplica nell’uso di materiali, per così dire, desueti. Brani di ombrelli, lamine di alluminio, tavole di legno, materiali utili alla quotidianità, nel micromondo di ognuno, si caricano di sensi affettivi di vita vissuta; essi diventano il cuore pulsante degli uomini, passando, quindi, da un piano fisico a uno metafisico. Nel suo lavoro di prelievo dalla realtà affettiva, Rillo intende, dunque, allineare le tante identità separate e armonizzare la discordia dei cuori in un unico grande battito.

Per quanto riguarda, poi, l’opera di Vinzela osserva la solitudine degli uomini da una prospettiva esterna al tutto. Il suo sguardo, l’ampio respiro delle scene da lui rappresentate spazia da paesaggi urbani, spiagge o circhi; eppure i luoghi di aggregazione diventano luoghi deserti, in cui sono spesso solo accennate figure vagamente umane. Esse, con un tratto malinconico, rappresentano quella emarginazione dalla connessione ai mezzi di comunicazione di massa, la vita vera, fisica e sentimentale, di chi si tira fuori dal fittizio mondo digitale. Interessante osservare come emerga in Vinzela il paesaggio  napoletano, il Vesuvio, la marina. Quasi a significare per l’artista una duplice faccia della città di Napoli. Se da un lato essa offre momenti e luoghi che potrebbero determinare lo scambio emotivo tra le persone, Napoli, per il suo statuto di metropoli determina la separazione delle identità, che fuggono da una grigia realtà per rifugiarsi in se stessi.

La mostra No Connecting People evidenzia, dunque, le variegate sfaccettature della degenerazione dei genuini rapporti umani, minati dai social networks. Osservare No Connecting People consente all’osservatore di fermarsi e riflettere sulla identità propria e collettiva, e sulle contraddizioni, per riprendere le parole di Antonella Nigro, degli esseri umani «connessi e falsamente disconnessi».

Altri articoli da non perdere
L’Antica Pizzeria da Michele, nuova apertura ad Aversa
L’Antica Pizzeria da Michele, nuova apertura ad Aversa

L’Antica Pizzeria Da Michele apre i suoi battenti ad Aversa. La terza sede in Campania sarà accessibile al pubblico a Scopri di più

Rido dunque sono: intervista a Rodolfo Matto
Rido dunque sono

Rido dunque sono. Degli umani aspetti del ridere: dalla risata incondizionata al Clown di Rodolfo Matto è un libro scritto Scopri di più

Il Flower Power del Pacha di Ibiza in esclusiva al Nabilah
Il Flower Power del Pacha di Ibiza in esclusiva al Nabilah

Il Flower Power è un evento ispirato al movimento hippie degli anni '60 che da quasi 40 anni si svolge Scopri di più

“Faber. Fabrizio De André. Dietro i testi, dentro la storia” a Telese Terme
Arturo Bascetta Editore in "Faber. Dietro i testi, dentro la storia"

Presentazione di Faber. Fabrizio De Andrè. Dietro i testi, dentro la storia di Mario Martino e Miriam Viscusi per Arturo Scopri di più

Borgo Castello: Pan di Jonna e birra artigianale per ripartire
Borgo Castello: Pan di Jonna e birra artigianale per ripartire

La castagna del Partenio, nota anche come Jonna del Partenio, è la regina incontrastata di Borgo Castello, un piccolo paese Scopri di più

La Natura in Festa tra musica e sapori: l’evento a Pollena Trocchia
Evento a Pollena Trocchia 13 luglio 2025

Il 13 luglio 2025, Pollena Trocchia ha celebrato la sua ricchezza ambientale e culturale con la terza edizione di Natura Scopri di più

Condividi l'articolo!

A proposito di Salvatore Di Marzo

Salvatore Di Marzo, laureato con lode alla Federico II di Napoli, è docente di Lettere presso la scuola secondaria. Ha collaborato con la rivista on-line Grado zero (2015-2016) ed è stato redattore presso Teatro.it (2016-2018). Coautore, insieme con Roberta Attanasio, di due sillogi poetiche ("Euritmie", 2015; "I mirti ai lauri sparsi", 2017), alcune poesie sono pubblicate su siti e riviste, tradotte in bielorusso, ucraino e russo. Ha pubblicato saggi e recensioni letterarie presso riviste accademiche e alcuni interventi in cataloghi di mostre. Per Eroica Fenice scrive di arte, di musica, di eventi e riflessioni di vario genere.

Vedi tutti gli articoli di Salvatore Di Marzo

Commenta