Ville Vesuviane: le 5 più belle

Ville Vesuviane

Tra le centinaia di bellezze che l’area metropolitana di Napoli offre, un posto d’onore spetta alle magnifiche ville vesuviane del “Miglio D’Oro”. Questo tratto di strada, che si estende da Ercolano a Torre del Greco, deve il suo nome alla straordinaria ricchezza storica, paesaggistica e alla passata abbondanza di giardini e agrumeti.

Tutto ebbe inizio nel 1738, quando Re Carlo di Borbone commissionò la costruzione della Reggia di Portici, dando il via anche agli scavi archeologici di Ercolano. Attorno alla nuova residenza reale, l’aristocrazia napoletana fece a gara per costruire sfarzose ville per la villeggiatura. Delle 122 dimore storiche censite, molte sono oggi gestite dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, che ne cura il restauro e la valorizzazione.

Le ville vesuviane in sintesi

Villa Comune e uso attuale
Reggia di Portici Portici. Sede della facoltà di agraria e dei musei MUSA.
Villa Campolieto Ercolano. Aperta al pubblico e usata per eventi e congressi.
Villa delle Ginestre Torre del Greco. Casa museo dedicata a Giacomo Leopardi.
Villa Vannucchi San Giorgio a Cremano. Parco pubblico e sede di eventi comunali.
Villa Savonarola Portici. Sede della biblioteca comunale e matrimoni civili.

1. Reggia di Portici

Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia decisero di costruire qui la loro residenza estiva nel 1738. Durante i lavori riemersero i reperti delle città di Ercolano e Pompei, che diedero vita all’Herculanense Museum. Successivamente trasferita a Napoli, questa collezione costituì il nucleo del Museo Archeologico Nazionale. Oggi la reggia è sede della facoltà di agraria dell’Università “Federico II” e dei MUSA – Musei delle Scienze Agrarie.

2. Villa Campolieto a Ercolano

Commissionata da Lucio Sangro, duca di Casacalenda, la villa sorge in posizione panoramica sul mare. Vanta l’intervento di architetti del calibro di Luigi Vanvitelli, a cui si deve lo scenografico scalone centrale. Dopo un lungo declino, la villa fu affidata all’Ente per le Ville Vesuviane, che l’ha restaurata e aperta al pubblico come prestigiosa sede per eventi e congressi.

3. Villa delle Ginestre a Torre del Greco

Situata tra il Vesuvio e il golfo di Napoli, la villa è famosa per aver ospitato Giacomo Leopardi nei suoi ultimi anni di vita. Il poeta trovò qui un clima favorevole alla sua salute cagionevole e un vivace ambiente intellettuale. Il nome attuale della villa rimanda a una delle sue liriche più celebri, La Ginestra, composta proprio in questa residenza. Oggi è una casa museo gestita dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane.

4. Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano

Definita “la più bella del Miglio d’Oro”, si caratterizza per l’immenso giardino progettato da Pompeo Schiantarelli. Dopo aver subito gravi danni e abbandono, inclusi quelli del terremoto del 1980, la villa è stata acquistata e restaurata dal comune di San Giorgio a Cremano, che l’ha riportata agli antichi splendori e aperta al pubblico come parco e sede per eventi.

5. Villa Savonarola a Portici

Questa villa fu fatta costruire nel 1850 da Luigi Corsi, fondatore delle officine di Pietrarsa. Acquistata dal Comune, oggi ospita la biblioteca comunale e l’Informagiovani. Grazie alla sua bellezza e al magnifico giardino, la struttura è anche una delle ville vesuviane adibite alla celebrazione dei matrimoni con rito civile.

Articolo aggiornato il: 14/09/2025

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A proposito di Costantino Gisella

Sono nata a Napoli nel 1977 e sono cresciuta con la musica di Pino Daniele, i film di Massimo Troisi e il Napoli di Maradona. Ma non sono mai stata ferma e infatti metà del mio cuore e’ nel Regno Unito dove ho vissuto per svariati anni. Dopo l’esperienza all’estero, ho deciso di iscrivermi all’ Università di Napoli “L’Orientale” (sono laureanda in Lingue e Culture dell’Europa e delle Americhe) per specializzarmi in quella che è la mia passione più grande: la letteratura anglo-americana. Colleziono dischi in vinile, amo viaggiare e non rientro mai da un posto senza aver assaggiato la cucina locale perché credo che sia il modo migliore per entrare realmente in contatto con culture diverse dalla mia.

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