20 aprile 1964. Ferrero produce il primo vasetto di Nutella

20 aprile 1964. Ferrero produce il primo vasetto di Nutella

20 aprile 1964. Nutella nasce ufficialmente.

Un anno incredibile, che da solo connota un intero secolo. Dall’ergastolo di Nelson Mandela all’inaugurazione del Ponte di Verrazzano, che collega Staten Island e Brooklyn. Al cinema spopolano il classico Disney Mary Poppins e l’intramontabile Agente 007 Missione Goldfinger con il grande Sean Connery. Gli elettrodomestici si acquistano con le cambiali, pagando un po’ alla volta. Dopo i disastri della guerra e la povertà del dopoguerra, la società italiana e internazionale vogliono lasciarsi la depressione alle spalle, e incamminarsi verso nuovi costumi, verso il benessere e verso una decisa modernizzazione. Alla TV italiana offrono meravigliosi contributi il mitico sceneggiato Il giornalino di Gian Burrasca con Rita Pavone, mentre Gigliola Cinguetti intona Non ho l’età. Si celebrano i funerali di Palmiro Togliatti, mentre Carosello segna ancora il confine tra la sfera televisiva adulta e quella infantile. È la vigilia dei movimenti studenteschi che, di lì a pochi anni, scuoteranno piazze e Università. Gli anni Sessanta si fanno strada con la controcultura di nuove visioni del mondo, attraverso l’arma del rock and roll, che smuove anime e sogni, bellezza e intraprendenza, fino alla quotidianità. Ed è proprio qui, nella quotidianità, che fa la sua comparsa quel magico barattolo, con l’etichetta dai colori semplici e un messaggio di speranza: una fetta di pane ricoperta da una crema al cacao e nocciola. È il 20 aprile 1964. Nasce la Nutella.

Un prodotto locale destinato a diventare internazionale. Tanti auguri alla crema più famosa al mondo, che oggi compie 58 anni. Che mondo sarebbe senza Nutella? Così si conclude uno degli spot nel 1997 del noto marchio Ferrero, che da oltre mezzo secolo delizia il palato del mondo intero. Ma come nasce il mito della Nutella? Qual è la storia, che ancora oggi la porta in testa alle classifiche dei dolciumi?

20 aprile 1964. Excursus storico della Nutella

Per risalire alle origini del suo successo, occorre tornare indietro nel tempo, al 1946, quando viene elaborata la ricetta antenata diretta della Nutella.

La storia dell’incredibile successo della Nutella inizia ad Alba, in Piemonte, in una pasticceria di via Rattazzi. Qui l’imprenditore torinese Pietro Ferrero allestisce un laboratorio dolciario, sperimentando ricette innovative. Nel periodo storico dell’immediato dopoguerra, l’onerosa tassazione sull’importazione dei semi di cacao costringe Ferrero a cercare un ingrediente da associare a questo alimento divenuto un bene di lusso, che fosse facilmente reperibile e dal costo contenuto. Di qui l’intuizione di utilizzare le nocciole, prodotto tipico delle Langhe, dalle quali riesce a ricavare il Giandujot (così chiamato per omaggiare la nota maschera del carnevale piemontese), venduto in blocchi da taglio e avvolti in carta stagnola, simili agli ancora odierni e gustosi gianduiotti. La speciale pasta al cacao e nocciola incontra il favore della clientela, specialmente del ceto medio-basso, quello contadino, che per il suo valore energetico viene considerata come colazione efficace per affrontare la giornata lavorativa.

In poco tempo la popolarità del Giandujot e le sempre crescenti richieste delle altre pasticcerie, spingono Ferrero ad abbandonare la dimensione artigianale, dando vita ad un’autentica azienda, che, alla sua morte nel 1949 viene gestita, prima dalla moglie Piera – che istituisce nel 1950 la società “P. Ferrero & C.”, assumendone la presidenza fino alla sua morte nel 1980 -, e poi dal figlio Michele Ferrero, che giungerà alla ricetta ottimale, quella che renderà la Nutella tutt’oggi irresistibile. Già nel 1951 Michele trasforma la ricetta del padre nella Supercrema, venduta non più in blocchi da taglio, ma in grandi barattoli. Tuttavia il nome Supercrema non sembra convincerlo del tutto. Così, rivedendone la formula per giungere al gusto inconfondibile che resterà immutato, studia anche un nome più accattivante: partendo proprio dall’ingrediente cardine, la nocciola, ne prende la traduzione inglese nut e la unisce al suffisso -ella, che dà l’idea di una crema densa e vellutata, da gustare spalmata su una fetta di pane. Proprio quest’immagine viene impressa nel logo e nel cuore dell’ingente clientela di consumatori, sotto l’iconica scritta con la caratteristica “n” di colore nero e il resto della parola in rosso. Confezionata nei famosi bicchieri kristal, oggi anche decorati, il primo vasetto viene prodotto ad Alba il 20 aprile 1964.

Prima della fine degli anni Sessanta, la Nutella raggiunge l’Europa e attraversa l’oceano per approdare negli Stati Uniti d’America, raggiungendo negli anni Settanta l’Australia, dove viene aperto il primo stabilimento fuori dal continente europeo.

20 aprile 1964. Cultura e successo della Nutella

Dal cinema alla letteratura, dalla musica allo sport, davvero in tanti rendono omaggio alla Nutella, quale eccellenza del made in Italy e simbolo intergenerazionale di benessere ed edonismo.

A cominciare dagli accattivanti spot pubblicitari, che spalancano alla Nutella la quotidianità di milioni di bambini e non solo, colorando e deliziando la speciale ora della merenda: amarcord per l’indimenticabile spot di Carosello del 1967, costruito sulla serie animata del “gigante amico”, fino allo spot del 1997, che introduce ed afferma un vero slogan per l’irresistibile crema spalmabile al cacao e nocciola, Che mondo sarebbe senza nutella? E le note che accompagneranno i successivi e famosissimi spot Nutella? Da Que Será Será di Doris Day, fino all’attuale Buongiorno a te di Luciano Pavarotti, uragani di gioia ed energia, emblematici per iniziare le giornate, carburati da contagiosa allegria unita al gusto unico e inimitabile di Nutella.

Ebbene, sin da subito la Nutella conquista il mercato e il pubblico, assecondando il piacere non solo dei più piccini, bensì accattivando i palati e i gusti più adulti ed esigenti.

Con una produzione di circa 200 mila tonnellate l’anno, Nutella è l’innovazione dolciaria per eccellenza: dal punto di vista merceologico introduce una nuova categoria di prodotto, la crema spalmabile appunto, costituendo un modello di branding studiato nei manuali e costruendo campagne di marketing efficaci, evolutesi negli anni, dalla pubblicità tradizionale all’avvento dei social media. Oltretutto, la Nutella è un best e long-seller, esistendo da oltre cinquant’anni e continuando ad eccellere e conquistare.

La Nutella è stata però soprattutto il simbolo di una promessa, ossia il benessere del ceto medio in un Paese che si avvia alla modernizzazione. È infatti proprio il “dolce del ceto medio”, nata appunto dalla geniale e altruista intuizione e intenzione, prima di Pietro poi di Michele Ferrero, di rendere accessibile a tutti un alimento allora caro ed esclusivo come il cioccolato, all’insegna dell’uguaglianza contro il consumo d’élite. Proprio per questo, la Nutella diviene in breve un successo planetario, unito anche al nome orecchiabile internazionalmente.

Da oltre mezzo secolo si stabilisce sulle tavole degli italiani e non solo, rinnovandosi senza mai cedere il passo alle diverse imitazioni che si susseguono sul mercato. Probabilmente oggi l’unica crema che riesce a tenere testa alla Nutella è la Crema Novi, ottima mangiata a cucchiaiate, ma ancora priva dello straordinario successo che continua indistruttibile a caratterizzare la Nutella.

La Nutella accompagna i momenti belli, quelli da festeggiare, ma anche quelli tristi di milioni di persone: non è forse tradizione lasciarsi consolare da un gustosissimo barattolo di Nutella, divorato a cucchiaiate, seduti sul divano con in sottofondo qualche colonna sonora che enfatizzi una delusione d’amore o una crisi esistenziale?

Punta di diamante del reparto dolciumi, tanto che i fan istituiscono una data specifica per celebrare la Nutella. Nasce così il 5 febbraio 2007 il primo World Nutella Day.

Ebbene, da generazioni ormai, a partire dalla colazione, la Nutella costituisce l’ideale “buongiorno” per milioni di persone nel mondo.

La Nutella unisce proprio tutti, un relè che connette generazioni e ceti: la si ritrova sulle tavole dell’alta borghesia, delle famiglie benestanti, così come su quelle dei ceti operai ed artigiani. Tutti possono abbandonarsi al suo ineguagliabile gusto. E il suo ingrediente segreto sta forse proprio nella gioia di morderla su del morbido pane o pan bauletto o divorarla a cucchiaiate. Ma soprattutto, l’ingrediente segreto della Nutella è nella gioia di condividerla con le persone amate, durante pomeriggi di svago o divertentissimi pigiama e nutella party!

 

Foto di: Pixabay

A proposito di Emilia Cirillo

Mi chiamo Emilia Cirillo. Ventisettenne napoletana, ma attualmente domiciliata a Mantova per esigenze lavorative. Dal marzo 2015 sono infatti impegnata (con contratti a tempo determinato) come Assistente Amministrativa, in base alle convocazioni effettuate dalle scuole della provincia. Il mio percorso di studi ha un’impronta decisamente umanistica. Diplomata nell’a.s. 2008/2009 presso il Liceo Socio-Psico-Pedagogico “Pitagora” di Torre Annunziata (NA). Ho conseguito poi la Laurea Triennale in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel luglio 2014. In età adolescenziale, nel corso della formazione liceale, ha cominciato a farsi strada in me un crescente interesse per la scrittura, che in quel periodo ha trovato espressione in una brevissima collaborazione al quotidiano “Il Sottosopra” e nella partecipazione alla stesura di articoli per il Giornalino d’Istituto. Ma la prima concreta possibilità di dar voce alle mie idee, opinioni ed emozioni mi è stata offerta due anni fa (novembre 2015) da un periodico dell’Oltrepo mantovano “Album”. Questa collaborazione continua tutt’oggi con articoli pubblicati mensilmente nella sezione “Rubriche”. Gli argomenti da me trattati sono vari e dettati da una calda propensione per la cultura e l’arte soprattutto – espressa nelle sue più soavi e magiche forme della Musica, Danza e Cinema -, e da un’intima introspezione nel trattare determinate tematiche. La seconda (non per importanza) passione è la Danza, studiata e praticata assiduamente per quindici anni, negli stili di danza classica, moderna e contemporanea. Da qui deriva l’amore per la Musica, che, ovunque mi trovi ad ascoltarla (per caso o non), non lascia tregua al cuore e al corpo. Adoro, dunque, l’Opera e il Balletto: quando possibile, colgo l’occasione di seguire qualche famoso Repertorio presso il Teatro San Carlo di Napoli. Ho un’indole fortemente romantica e creativa. Mi ritengo testarda, ma determinata, soprattutto se si tratta di lottare per realizzare i miei sogni e, in generale, ciò in cui credo. Tra i miei vivi interessi si inserisce la possibilità di viaggiare, per conoscere culture e tradizioni sempre nuove e godere dell’estasiante spettacolo dei paesaggi osservati. Dopo la Laurea ho anche frequentato a Napoli un corso finanziato da FormaTemp come “Addetto all’organizzazione di Eventi”. In definitiva, tutto ciò che appartiene all’universo dell’arte e della cultura e alla sfera della creatività e del romanticismo, aggiunge un tassello al mio percorso di crescita e dona gioia e soddisfazione pura alla mia anima. Contentissima di essere stata accolta per collaborare alla Redazione “Eroica Fenice”, spero di poter e saper esserne all’altezza. Spero ancora che un giorno questa passione per la scrittura possa trovare concretezza in ambito propriamente professionale. Intanto Grazie per la possibilità offertami.

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