21 giugno: nasce il 33 giri

21 giugno: Nasce il 33 giri

Un’autentica rivoluzione per il mercato musicale. Il 21 giugno del 1948 nasce il primo 33 giri della storia, presentando un’innovazione epocale nel mondo della discografia, della produzione e fruizione musicale.

Nasce il 33 giri: caratteristiche

Il 33 giri è un disco in vinile, che presenta su entrambe le facce (su cui vengono apposte le etichette per riconoscere il lato A da quello B) un solco a spirale, inciso a partire dal bordo esterno, in cui è codificata la registrazione dei suoni.

Rispetto al suo predecessore, il 78 giri, il 33 presenta un materiale migliore della gommalacca utilizzata fino ad allora. Pertanto diviene così possibile ridurre lo spessore dei solchi, abbassando di conseguenza la velocità di rotazione del disco, da 78 a 33 giri al minuto appunto (per la precisione 33 giri e un terzo, 100 giri completi ogni tre minuti), da qui la sua identificazione, ottenendo così una maggiore durata di ascolto, circa 23 minuti di musica per lato. Ecco perché il 33 giri viene conosciuto anche con l’acronimo di LP, ossia Long Playing. Una bella rivoluzione se si pensa che fino ad allora il disco poteva contenere solo un brano per lato, contro la moderna possibilità di inciderne un maggior numero.

La riproduzione del 33 giri avviene tramite una puntina – in diamante o zaffiro – del giradischi, che trasforma il movimento in elettromagnetismo. Beh, un meccanismo senza dubbio lontano e desueto rispetto ai contemporanei CD e più ancora ai file musicali in mp3, a cui le moderne generazioni sono ormai abituate!

Il 78 giri viene completamente rimpiazzato in pochissimo tempo grazie a questo nuovo supporto musicale più leggero, maneggevole, resistente, grazie soprattutto alla sua estesa capacità di registrazione e ad una qualità di gran lunga superiore. Il 33 giri, con un diametro di 30,5 cm e un peso di circa 100 g, diviene uno standard e un importantissimo punto di partenza per un mercato musicale in ascesa: diviene possibile produrre dischi con incisioni fino a dieci brani, non più solo due, con un risparmio economico sia per l’acquirente che per il produttore. Gli artisti iniziano a produrre la propria musica a prezzi notevolmente ridotti.

Il colore del disco è tipicamente nero, ma non sono mancate realizzazioni di dischi in vinile colorato, i “picture disc”, nei quali al posto del comune microsolco di vinile nero, venivano riportate delle immagini.

Nasce il 33 giri: excursus storico

Nel 1889 il tedesco Emile Berliner inventa il primo disco fonografico, o grammofonico, che assume il nome di 78 giri, prodotto a scopo commerciale a partire dal 1895. Realizzato in gommalacca – materiale caratterizzato da estrema fragilità e da una struttura che provoca nel disco un effetto fruscio -, largo 30 cm con un peso di 360 g, il 78 giri reca una dimensione del solco notevolmente maggiore rispetto al più moderno 33 giri. Il disco è inoltre ancora inciso su una sola faccia.

Quasi mezzo secolo dopo, il 21 giugno 1948, la Columbia Records presenta al Waldorf-Astoria Hotel di New York il nuovo formato di disco in vinile, il 33 giri. L’ingegnere ungherese Peter Carl Goldmark inizia a lavorare alla messa a punto del 33 giri sin dal 1939, anche se già nel 1931 la RCA Victor distribuisce il primo LP della storia: la Quinta Sinfonia di Ludwig Van Beethoven. Ma questi dischi necessitano ancora di alcune migliorie tecniche. Il progetto viene accantonato nel 1933 a causa della Grande depressione, ma alla fine della guerra Goldmark risolve le ultime criticità tecniche e il 33 giri viene finalmente lanciato sul mercato, segnando una svolta epocale per il mondo musicale e mandando ufficialmente in pensione il 78 giri. Il primo LP stampato dalla Columbia Records è il Concerto per violino e orchestra op. 64 del tedesco Felix Mendelssohn. Ma il primo 33 giri commercializzato sarà The Voice of Frank Sinatra.

Lo straordinario successo dell’innovazione musicale raggiunge il culmine nel 1978, quando vengono venduti in tutto il mondo circa un miliardo di dischi 33 giri. Una notevole rivoluzione accompagnata al successo degli LP concerne proprio la possibilità d’incisione di un maggior numero di brani: nella prima metà degli anni Settanta, nel boom del rock progressivo e del prog, si inizia a ragionare non più “per brani”, ma “per disco”, dando vita ai “concept album”. In quel periodo i dischi non sono più semplici raccolte contenenti gli ultimi singoli degli artisti messi in ordine sparso. Nascono gli Album, vere e proprie opere all’interno delle quali viene incisa e sviluppata una storia, un tema con collegamenti precisi e voluti tra i brani, originando autentiche e indimenticabili suite strumentali e compositive.

Un anno più tardi, nel 1949, la RCA lancia poi il primo singolo a 45 giri, il nuovo formato che decreta il successo dei juke-box, lanciati dalla Wurlitzer dopo la Seconda Guerra Mondiale.

È curioso notare come il numero 45, riferito ovviamente al numero di giri del disco al minuto, è dato dalla sottrazione dei formati precedenti, settantotto meno trentatré. Si tratta di un formato di mezzo, destinato a costruire la storia della musica del secondo novecento, a metà tra un remoto passato e un futuro tutto nuovo da scoprire, ricercatissimo dai collezionisti.

Nasce il 33 giri: fascino vintage

Dopo aver retto la concorrenza delle musicassette – ideate dalla Philips agli inizi degli anni Sessanta e contando su una massiccia diffusione fino agli anni Novanta –, il 33 giri sembra abbandonare le scene di produzione e intrattenimento musicale, con l’avvento dei compact disc prima, i CD appunto, e della tecnologia digitale poi.

Per le generazioni contemporanee deve infatti risultare difficile comprendere ed essere rapiti dal fascino intramontabile dei dischi in vinile. Eppure oggi il vinile, l’LP, sembra ritrovare lo splendore di un tempo. Pur non costituendo più un supporto musicale di massa, sopravvive come prodotto che non può assolutamente mancare nella collezione degli appassionati. Ed ecco che, presso fiere e mercatini dell’usato ancora si scalcia per accaparrarsi i vinili dei pezzi grossi della storia della musica, sia italiana che internazionale. E ritorna in voga l’acquisto di giradischi, il cui fascino vintage ben si sposa con i gusti e le passioni dei veri amanti della musica e della sua storia.

Assaporate il piacere di ascoltare musica in 33 giri!

 

Foto di: Pixabay

A proposito di Emilia Cirillo

Mi chiamo Emilia Cirillo. Ventisettenne napoletana, ma attualmente domiciliata a Mantova per esigenze lavorative. Dal marzo 2015 sono infatti impegnata (con contratti a tempo determinato) come Assistente Amministrativa, in base alle convocazioni effettuate dalle scuole della provincia. Il mio percorso di studi ha un’impronta decisamente umanistica. Diplomata nell’a.s. 2008/2009 presso il Liceo Socio-Psico-Pedagogico “Pitagora” di Torre Annunziata (NA). Ho conseguito poi la Laurea Triennale in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nel luglio 2014. In età adolescenziale, nel corso della formazione liceale, ha cominciato a farsi strada in me un crescente interesse per la scrittura, che in quel periodo ha trovato espressione in una brevissima collaborazione al quotidiano “Il Sottosopra” e nella partecipazione alla stesura di articoli per il Giornalino d’Istituto. Ma la prima concreta possibilità di dar voce alle mie idee, opinioni ed emozioni mi è stata offerta due anni fa (novembre 2015) da un periodico dell’Oltrepo mantovano “Album”. Questa collaborazione continua tutt’oggi con articoli pubblicati mensilmente nella sezione “Rubriche”. Gli argomenti da me trattati sono vari e dettati da una calda propensione per la cultura e l’arte soprattutto – espressa nelle sue più soavi e magiche forme della Musica, Danza e Cinema -, e da un’intima introspezione nel trattare determinate tematiche. La seconda (non per importanza) passione è la Danza, studiata e praticata assiduamente per quindici anni, negli stili di danza classica, moderna e contemporanea. Da qui deriva l’amore per la Musica, che, ovunque mi trovi ad ascoltarla (per caso o non), non lascia tregua al cuore e al corpo. Adoro, dunque, l’Opera e il Balletto: quando possibile, colgo l’occasione di seguire qualche famoso Repertorio presso il Teatro San Carlo di Napoli. Ho un’indole fortemente romantica e creativa. Mi ritengo testarda, ma determinata, soprattutto se si tratta di lottare per realizzare i miei sogni e, in generale, ciò in cui credo. Tra i miei vivi interessi si inserisce la possibilità di viaggiare, per conoscere culture e tradizioni sempre nuove e godere dell’estasiante spettacolo dei paesaggi osservati. Dopo la Laurea ho anche frequentato a Napoli un corso finanziato da FormaTemp come “Addetto all’organizzazione di Eventi”. In definitiva, tutto ciò che appartiene all’universo dell’arte e della cultura e alla sfera della creatività e del romanticismo, aggiunge un tassello al mio percorso di crescita e dona gioia e soddisfazione pura alla mia anima. Contentissima di essere stata accolta per collaborare alla Redazione “Eroica Fenice”, spero di poter e saper esserne all’altezza. Spero ancora che un giorno questa passione per la scrittura possa trovare concretezza in ambito propriamente professionale. Intanto Grazie per la possibilità offertami.

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