23 giugno, brevettata la prima macchina da scrivere di successo

macchina da scrivere

Il 23 giugno 1868 fu brevettata la prima macchina da scrivere di successo. 

Sotto il nome di Typographer, titolo originale del brevetto, l’inventore americano William Austin Burt presentava al mondo la prima macchina da scrivere. Questo modello fu più volte revisionato poichè troppo lento e l’obiettivo era quello di concedere al consumatore la possibilità di velocizzare il processo di scrittura. Burt perse interesse dopo innumerevoli tentativi volti a migliorare il prodotto e pensò di vendere i diritti del brevetto.  Nonostante l’iniziale fallimento, il Typographer rimase  una tappa fondamentale per ispirare le future macchine da scrivere. 

La macchina da scrivere è stata contesa tra moltissimi potenziali inventori che hanno cercato di accaparrarsi la paternità del brevetto, tra cui l’italiano Giuseppe Ravizza, che secondo alcuni sarebbe l’unico inventore. A tal proposito, Ravizza mise a punto un primo brevetto della macchina da scrivere a scopi umanitari, per concedere ai ciechi di scrivere, chiamandola cembalo scrivano, per la somiglianza con lo strumento musicale

Brevettata la macchina da scrivere: dal fallimento al successo

La macchina da scrivere andò di pari passo con il giornalismo: fu il direttore del giornale di Milwaukee in Wisconsin, tale Christopher Lotham Sholes, che perfezionò il brevetto di Burt. Con l’aiuto di un amico di nome Samuel W. Soule , il quale comprese le difficoltà del lavoro tipografico e decise di proporre una soluzione per creare uno strumento in grado di battere testi più velocemente. Occorre specificare che l’obiettivo iniziale di Sholes era quello di creare uno strumento che lo aiutasse a numerare le pagine dei libri, i bigliettini e così via. Nacque così la Typewriting machine che i due americani brevettarono proprio il 23 giugno del 1868.

Questo modello presentava una tastiera simile a quella di un pianoforte con i tasti bianchi e neri, fatti rispettivamente di avorio ed ebano. Le lettere erano tutte maiuscole e disposte in due file, ma mancavano i numeri 0 e 1 perchè sostituibili dalle lettere «O» e «I». Sholes, studiando il brevetto della macchina da scrivere di Burt, ebbe un’illuminazione sensazionale che garantì il successo della propria invenzione: si accorse che non era affatto funzionale la disposizione in ordine alfabetico delle lettere: così decise di disporre le lettere asseconda delle coppie maggiormente utilizzate , facendo sì che i martelletti della tastiera non si scontrassero. Nacque in questo modo la tastiera QWERTY, il nome è dato dalla disposizione delle prime cinque lettere della linea in alto, il medesimo sistema è stato adottato successivamente anche per le tastiere del computer.

Fonte immagine di copertina: Pixabay

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