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Balena grigia in acque mediterranee: il viaggio di Wally

Per motivi ancora non del tutto chiari, un esemplare di balena grigia della specie Eschrichtius robustus è entrato in Mediterraneo ed ha vagato nei nostri mari, spostandosi da un punto all’altro delle coste italiane.

Il primo avvistamento della meravigliosa balena grigia è avvenuto nel mese di aprile nel mare di Ponza, all’incirca in corrispondenza della spiaggia di Frontone, dove è stata immortalata dai barcaioli locali; nei giorni seguenti, la stessa è stata intercettata dapprima nelle acque del Golfo di Gaeta, stando ad alcune testimonianze video diffuse sui social, poi nel mare che lambisce la Costiera Amalfitana. L’allarme è stato lanciato dal professor Adriano Madonna, biologo marino e subacqueo, il quale si è prodigato nel lanciare un appello in soccorso del meraviglioso cetaceo, realizzando un comitato pro balena grigia e suggerendo l’iniziativa di assicurarsi delle reali condizioni di benessere della balena. Così ha chiarito il professor Madonna: «Questa specie, che normalmente vive nel Nord Pacifico, ad un passo dal Circolo Polare Artico, attualmente nelle nostre acque, si trova in un ambiente che non è il suo. Forse sta andando incontro a difficoltà, come la temperatura dell’acqua, la salinità, la presenza meno abbondante di cibo e probabilmente non sta conducendo un’esistenza facile, a miglia e miglia di distanza da ‘casa sua’. Vogliamo aiutarla e ce la metteremo tutta. Il nostro sogno nel cassetto sarebbe quello di riaccompagnarla nel suo mare, ma l’impresa è difficile, se non addirittura impossibile. Che cosa possiamo fare per questo animale a cui tutti ci siamo affezionati? Innanzitutto desideriamo che viva nel miglior modo possibile, quindi intendiamo monitorare i suoi spostamenti e fare in modo che il suo stato di salute sia ottimale».

Le tappe di Wally, la balena social

Il viaggio della balena – animale che popola l’universo mitico e letterario di tutti i tempi – ha proseguito nei giorni successivi: Wally, così come è stata chiamata dai social che hanno contribuito alla ricostruzione delle tappe del suo lungo itinerario marino, è stata avvistata davanti alla costa ligure. I suoi spostamenti e le sue condizioni fisiche sono monitorati dalla Guardia Costiera e da organizzazioni dedite allo studio dei cetacei, in primis il Tethys Reasearch Institute, anche allo scopo di proteggerla dalla curiosità inopportuna e deleteria dei non esperti: occorre, infatti, dare priorità alla preoccupazione per tale cetaceo lento e mite, probabilmente un giovane esemplare, come pare acclararsi dalle concrezioni poco definite della sua testa. Wally, infatti, nonostante la grande capacità di adattamento che la accomuna a tutti i mammiferi, potrebbe trovarsi in uno stato di sofferenza generalizzata, che andrebbe verificata.

La presenza di una balena grigia nel Mediterraneo è un evento più che raro, dal momento che tali cetacei dimorano nell’Oceano Pacifico, estinti dall’Atlantico circa tre secoli fa, a causa della caccia. Essi nascono in inverno nelle lagune della Bassa California, in Messico, per poi migrare in primavera in direzione dell’Alaska, dove si nutrono dei crostacei depositati sui fondali. Rappresentano, pertanto, un enigma le dinamiche del suo arrivo nel Mediterraneo, che sono state così ricostruite dagli esperti, in base alle misure dell’esemplare non ancora intercettate nel dettaglio: se, infatti, le sue dimensioni si aggirano tra i sette e gli otto metri, vuol dire che essa è troppo giovane per essere giunta direttamente dall’Alaska, sicché parrebbe ipotizzabile un principio di popolamento nell’Atlantico; se invece le sue dimensioni superano gli otto metri, significa che essa ha più di un anno, dunque avrebbe avuto la possibilità di oltrepassare l’Artico attraverso una delle vie rese transitabili dallo scioglimento dei ghiacciai, per poi superare lo Stretto di Gibilterra, giungere in Marocco e di lì raggiungere le coste italiane. Tuttavia, al di là delle circostanze della sua presenza al di fuori del suo habitat, ciò che desta preoccupazione è la possibilità per lei di nutrirsi, essendo disorientata e sotto stress.

Come aiutare il mite esemplare

Gli studiosi hanno lanciato un appello mediante i social per aiutarla: occorre, infatti, la solidarietà di tutti, avvisando la Guardia Costiera, segnalando i suoi spostamenti, prestando attenzione a non avvicinarsi a più di cento metri e a non toccarla: gli eventuali natanti, infatti, devono assolutamente evitare di creare assembramenti di barche alla sua vista, trattandosi di un animale che non provoca danni e non sottrae pesce dalle reti, poiché si nutre di plancton, formato da sostanze organiche sospese in acqua. «Diamoci tutti da fare – ha concluso il professor Madonna in una sua lettera – e aiutiamo la balena grigia, che nella sua storia è molto vicina a noi: è, infatti, un animale che in tempi remoti ha lasciato la dimensione asciutta per cercare in mare un motivo di sopravvivenza. Una storia bellissima che ci piace conoscere e narrare ai nostri figli. Per il momento, diamo un aiuto fattivo».

 

Fonte immagine: Wikipedia. 

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