Cannabis “light” e Conferenza Stato-Regioni

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La cannabis “light” potrebbe essere stata resa illegale? Sì, secondo un’esclusiva di TPI (The Post Internazionale) del 12 febbraio 2022. Forse, secondo altre analisi come quella di Sky. Di sicuro la faccenda è abbastanza complessa e l’analisi richiede prima alcune precisazioni.

Con “cannabis light”, “erba legale”, “canapa legale” in Italia ci si riferisce alla Cannabis L. Sativa con contenuto di THC inferiore allo 0.6%. Per via della Legge 2 dicembre 2016, n. 242 e della Sentenza 31 gennaio 2019, n. 4920 della Corte di Cassazione, ne è consentita la commercializzazione, dato che la quantità di THC (tetraidrocannabinolo, il “principio stupefacente” della cannabis, per la quale è stato proposto un referendum) è inferiore “al limite oltre il quale, secondo la giurisprudenza, il THC è ritenuto drogante”. Viene utilizzata soprattutto per il contenuto di CBD (cannabidiolo), che ha un effetto rilassante ed applicazioni mediche.

La Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, in breve Conferenza Stato-Regioni, è un organo per il confronto dei rappresentanti del governo e delle autonomie locali, una sorta di raccordo tra stato centrale ed enti regionali/provinciali. Per approfondire, la fondazione OpenPolis ha dedicato un articolo a questo organo.

Strade incrociate: cannabis light e Conferenza Stato-Regioni

Le strade della cannabis light e della Conferenza Stato Regioni si incrociano per via del Decreto Legislativo 21 maggio 2018, n. 75, “Testo unico in materia di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali”, che all’articolo 1 comma 3 prevede che vada definito un elenco delle specie di piante officinali, da far approvare anche alla Conferenza Stato-Regioni. La Cannabis entra in gioco dato che viene considerata pianta officinale, ed una bozza del decreto (riportata in un comunicato della Federcanapa a giugno 2021) riporta che equiparerebbe de facto la cannabis light a quella contenente THC, sottoponendola alle stesse norme: “La coltivazione delle piante di Cannabis ai fini della produzione di foglie e infiorescenze o di sostanze attive a uso medicinale è disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, che ne vieta la coltivazione senza la prescritta autorizzazione da parte del Ministero della salute”.

Il 12 gennaio 2022, giorno per cui è prevista la seduta della Conferenza Stato-Regioni che dovrà decidere in merito, la Federcanapa pubblica una lettera invitando ad un ripensamento sulle nuove limitazioni. Anche l’associazione Luca Coscioni pubblica un intervento invitando a considerarne le proprietà mediche.

Arriva il report ufficiale della seduta: è stata raggiunta un’intesa in materia. The Post Internazionale pubblica un’esclusiva: non solo è stata raggiunta un’intesa, ma il testo approvato sarebbe proprio quello che renderebbe illecita anche la cannabis light. Affinché abbia effetto mancherebbe solamente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Alla quale però… non arriva.

Decreto interministeriale: scomparso

Contattata via mail, il 14 gennaio la Segreteria della Conferenza Stato-Regioni a domanda risponde che “(I tempi, nda) Non sono predeterminati, l’atto va redatto dal servizio competente poi viene messo in firma al Capo dipartimento, poi al Ministro e finalmente viene trasmesso e pubblicato. Possono passare anche 10 – 15 giorni.”. Eppure, a inizio marzo, il testo ancora non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (qui la Serie Generale 2022).

La situazione rimane in sospeso: finché il testo non viene pubblicato, è come se non esistesse. Ma cosa succederà al momento della pubblicazione? Secondo alcuni come Riccardo Magi di +Europa, di fatto la cannabis light diverrebbe fuori legge. Secondo altri, come l’avv. Carlo Alberto Zaina (esperto nella disciplina delle sostanze stupefacenti), in un’analisi riportata da Sky, sarebbe solamente un atto amministrativo, non avente forza di legge ed impugnabile presso i TAR, ma faciliterebbe nuovi sequestri ed iniziative giudiziarie. Anche questo è quindi un punto interrogativo.

Francesco Di Nucci

Immagine di CBD-Infos-com, licenza Pixabay License

 

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