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Eroica Fenice

Carmen Teatro Romano di Benevento

La Carmen infiamma il Teatro Romano di Benevento

Carmen…quando si pensa alla figura di Carmen inevitabilmente salta alla mente l’eroina di Bizet, la zingara sfrontata, passionale, civettuola e ferocemente aggrappata alla sua libertà, che da oltre un secolo fa vibrare i cuori di chi viene fatalmente sedotto dalla sua anima ardente.

E su quale opera, se non sulla Carmen, poteva cadere la scelta dello spettacolo inaugurale dell’Artelesia Film Festival e, cosa che ci tocca più da vicino, del balletto in due atti andato in scena il 14 settembre, in prima nazionale, presso il Teatro Romano di Benevento, col patrocinio del Comune e della Provincia di Benevento, del Centro Sportivo Educativo Nazionale e della FIDAPA BPW Italy?

Un classico per valorizzare il talento sannita

Questo progetto nasce dalla voglia di creare un perfetto connubio tra danza, musica ed arti sceniche, con l’intento di ricordare a ciascuna delle persone che l’altra sera gremivano le scale del teatro beneventano, con una candela accesa in mano su invito della giornalista Melania Petriello per “far luce su una generazione che non ha paura di sporcarsi le mani”, il prestigio storico, artistico e culturale della città e del territorio, valorizzato appieno dai 6 solisti e dai 30 danzatori e comparse della Compagnia “Balletto di Benevento”, fondata da Carmen Castiello, e dai 65 elementi dell’ “Orchestra Filarmonica di Benevento”, diretta dal Maestro Valerio Galli.

Al suo debutto come coreografo, assistito da René de Càrdenas, non si può non far cenno a Jose Perez, figura di spicco nella danza internazionale, che ha saputo raccontare attraverso il suo concetto di danza una storia che non ha bisogno di orpelli o costruzioni coreografiche artificiose per arrivare al cuore dello spettatore e che mostra, nella “narratività” espressa attraverso movimenti armonici, nella contrapposizione tra le linee rigide della sfera militare e la sinuosità della protagonista, negli accenni alla matrice folkloristica spagnola e nella vivace esuberanza popolare delle sue coreografie,  il chiaro intento di voler rendere omaggio al tratto peculiare dell’opera: la sua drammaticità.

Perez, inoltre, suscita ammirazione per la capacità di aver saputo esprimere il conflitto interiore che alberga nell’animo del suo personaggio, don José, soldato autorevole ma intrappolato in rigidi schemi, dapprima conquistato dallo spirito ardente di Carmen ma destabilizzato dalla sua spregiudicatezza, poi del tutto incapace di rivendicare per sé la donna quando il giovane e vittorioso torero Escamillo ne attira l’interesse e, infine, preda di un travolgente impulso quando decide consapevolmente di togliere la vita alla sua amante.

La centralità dell’opera gira tutta intorno al personaggio di Carmen, impersonato da una magnetica Odette Marucci, giovanissimo astro nascente nel panorama della danza nazionale.

La sua Carmen seduce, cattura, conquista, lotta, sfida le convinzioni e le regole ma soprattutto ama…e l’intensità con cui la Marucci fa rivivere questo personaggio è percepibile attraverso l’espressività del suo corpo che emoziona quando danza e che sa farsi ammiccante, provocatorio, vitale e intenso, pur sembrando non toccare il palcoscenico ma appena sfiorarlo.

La trama ripercorre a grandi linee la storia raccontata da Bizet, tranne che per il personaggio di Micaela, originariamente promessa sposa di don José, ma qui rivisitata in chiave ambigua e presentata come un’amica di Carmen, che però informa don José di tutte le azioni della protagonista.

Un incontro di espressioni artistiche per far rivivere un classico al Teatro Romano di Benevento

Uno dei punti forti dello spettacolo, ben costruito anche nei dettagli delle scene di Pasquale e Pietro Meglio, minimaliste ma giuste perché rispondenti all’intento di non voler arricchire un’opera già emotivamente forte di suo, e dei costumi di Antonella Fusco, che ben valorizza la materia zingaresca, popolare ed iberica con colori vivaci e caldi che aumentano con la loro intensità cromatica la potenza della danza, è sicuramente la musica.

Dopo quattro pezzi di presentazione, gli elementi dell’Orchestra regalano al loro pubblico dei momenti di autentica delizia. Professionalità, disciplina, grinta, entusiasmo, vitalità sono solo alcuni dei tratti di questa Filarmonica, incredibilmente matura se si pensa che l’età media dei musicisti è di 23 anni. Le note dell’accompagnamento musicale, mirabilmente diretto dal Maestro Galli, si alzano vigorose in questo scenario di rara bellezza che è il Teatro Romano di Benevento, celebrando la musica di Bizet, trascinante e magica, e toccano i sensi dello spettatore come la vista è catturata dalla danza sul palcoscenico. Ciascuno degli orchestrali, volendo rubare un’immagine di Shelley, sembra una “gemma disciolta in una luce sempre mobile”. La luce della musica, che incendia i cuori e che, altre volte, fa scendere nell’animo un rispettoso silenzio, il silenzio del piacere dell’ascolto. 

Non c’è spazio per le esitazioni, non c’è spazio per l’imbarazzo di una platea di gente la cui attenzione è tenuta sempre viva e concentrata su quello che accade in scena e tra le fila dei musicisti. C’era spazio solo per l’Arte, l’altra sera al Teatro Romano di Benevento. L’arte con la A maiuscola che, per un attimo, ci fa sentire tutti parte di qualcosa di divino.

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