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Cowspiracy e le 5 assurde verità sull’allevamento intensivo

L’allevamento intensivo è la prima causa di inquinamento al mondo.  Questo è ciò che hanno affermato le Nazioni Unite nel 2006. E mentre la foresta amazzonica e centinaia di specie ogni giorno spariscono, e la percentuale di gas serra nell’atmosfera aumenta a causa dei troppi bovini allevati, l’opinione pubblica è ancora convinta che a distruggere l’ambiente siano soltanto macchine, fabbriche e i pochi investimenti nelle energie rinnovabili. Le stesse ONLUS ambientaliste hanno sempre rivolto la loro attenzione in progetti che, per quanto indispensabili per la tutela del patrimonio ambientale e delle biodiversità, non hanno mai affrontato direttamente la questione. Perché? Questa è la domanda che si sono posti Kip Andersen e Keegan Kuhn nel docu-film Cowspiracy: The Sustainability Secret. La Cospirazione delle mucche è probabilmente uno dei più importanti (e dei più sabotati) reportage di questo secolo, poiché racchiude in un’ora e mezza tutte le verità scomode che sono state scoperte negli ultimi anni. Verità spesso taciute, dati gli ingenti interessi economici che vi sono intorno all’industria alimentare e l’enorme potere politico che le lobby possiedono in tutto il mondo. Questi sono i cinque studi che tutti dovrebbero conoscere, e su cui tutti dovrebbero riflettere:

Cowspiracy: prime le mucche, poi gli esseri umani

Si è stimato che, ogni anno, le mucche presenti sulla Terra bevono 45 miliardi di litri di acqua e mangiano 135 miliardi di cibo. Questi incredibili dati, destinati a salire vertiginosamente nei prossimi decenni, rendono da soli l’idea di quanto gli allevamenti intensivi siano numerosi ed esosi in termine di risorse. Attualmente, ci sono più mucche che persone, e, se solo una piccola parte delle risorse a loro destinate fossero, invece, utilizzate per i paesi del Terzo Mondo, probabilmente, calerebbe drasticamente il numero delle vittime per denutrizione e siccità. Il mais e i tutti i legumi coltivati per nutrire gli animali sono gli stessi che troviamo sulle nostre tavole e, quindi, non ci sarebbe alcun problema a prenderne una parte, stoccarla e destinarla alle popolazioni bisognose.

Una devastazione infinita

Solo il 5% dell’acqua viene consumata dagli essere umani. Buona parte di essa viene, invece, utilizzata per gli allevamenti. Allevamenti che occupano il 45% del suolo terrestre e la cui costruzione è responsabile per il 91% del ridimensionamento della foresta Amazonica. Alcuni scienziati dimostrano che ogni secondo viene distrutto un ettaro di questo “polmone” per campi di mais e soia, principale nutrimento degli animali da allevamento. E ogni 24 ore, per lo stesso motivo, 137 specie spariscono per sempre.

Mangio solo un hamburger…

Mangiare un solo hamburger è più nocivo all’ambiente che smettere di fare la raccolta differenziata per giorni. Questo perché la produzione di ogni fetta di carne, ogni pezzo di formaggio e ogni uovo, ha un costo incredibile in termini di risorse naturali. Sono circa mille i litri di acqua che servono per mezzo kilogrammo di formaggio, mentre, ogni litro di latte costa alla Terra 1000 litri di acqua potabile.

La strage degli oceani

Le zone morte dell’oceano, la distruzioni degli habitat e l’inquinamento è dovuto in maggior parte all’allevamento ittico. Gli studiosi affermano che, per ogni kg di pesce, più di 5 kg di altre specie rimangono impigliate e uccise nelle reti. Di questo passo, nel 2048 non ci sarà più pesce negli oceani.

E la soluzione? Diventare vegani!

Un terreno in cui si coltivano vegetali produce 100 volte di uno in cui si produce carne. Ogni giorno, chi segue una dieta vegana salva mediamente 1100 litri di acqua, 40 kg di grano e contribuisce alla tutela della foresta amazzonica, oltre che a risparmiare la vita ad uno o più animali. Con questi numeri è evidente che vadano riviste non solo tutte le leggi che regolano l’agricoltura e l’ambiente ma anche le nostre abitudini. Il mercato e la sua domanda e risposta dipendono dai consumatori e da quello che scelgono di mangiare. Ed è per questo che un percorso di avvicinamento ad una alimentazione vegana può essere la prima e più semplice scelta per preservare l’ambiente.

Tutte i dati e gli studi accennati in questo articolo possono essere consultati sul sito: https://www.cowspiracy.com/facts/

Jundra Elce

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