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Eroica Fenice

Giada e Serena

Giada e Serena, oggi due mamme e tre figli, domani viaggiatrici innamorate

Per la rubrica “Human Rainbow” la storia di Giada e Serena, conosciute su tiktok @duemammetrefigli e con all’attivo 104.5K follower

«Ancora oggi quando sento l’odore del mare mi torna in mente tutto. Serena è e sarà per sempre il ricordo più bello che il mare custodisce. D’altronde la prima volta che ci siamo conosciute era estate, scappavo continuamente dal sole, tranne quando avevo gli allenamenti di calcio. Mi sembrava di sciogliermi, eppure la cosa che mi avrebbe completamente distrutta e ricomposta, in un modo migliore, doveva ancora arrivare. Due fanali azzurri, come il mare, l’alta marea, il cielo che ha dimenticato l’inverno. Azzurro, come uno dei drink che ordinavo d’estate, come le coperte che usavo per nascondermi dalle cose che mi facevano paura in quel periodo. Azzurro, come gli occhi di Serena, che proprio in un giorno d’estate era venuta a prendermi, in mezzo ad una folla di gente che ballava, facendosi spazio tra le mie paure, i nostri casini, gli amici e le strade che sembravano già essere state scelte al posto nostro. L’avevo già conosciuta, ci eravamo già presentate con lo sguardo, eppure la prima volta, che dovrebbe essere quella più importante, per noi era stato solo un giro di prova. La sera definitiva è stata quando Serena ha allungato il braccio verso di me, ha pronunciato il suo nome ed io ho detto il mio, un po’ a denti stretti, estasiata dalla persona che avevo davanti. I nostri amici in comune erano divertenti almeno quanto noi, si inventavano di continuo nuovi modi per passare il tempo, e quella sera, ironia della sorte, il nostro caro amico C, si era inventato un gioco fuori di testa: il giro dei baci. A turno sorseggiando un drink, ci saremmo dovuti scambiare un bacio a stampo. Eravamo in quattro, eppure il mio gioco aveva un solo destinatario. Il primo giro di baci fu lieve, scansai le altre bocche, come a voler arrivare velocemente al dessert. Quando arrivò il secondo giro, strofinare le labbra le une sulle altre non era più sufficiente. Serena mi prese la testa tra le mani e ci baciammo, con un bacio da film, dove le bocche si schiudono, i freni inibitori crollano, e tutto il mondo smette di girare. Camminammo veloci in spiaggia, come a voler mettere in pausa anche il tempo, mentre lei chiacchierava e parlava di sé, io mi ero già accorta che niente al mondo sarebbe stato più importante, se lei non avesse diviso la sua vita con me. Dopo il terzo semaforo verde, ero nervosa, perché avevo finito le parole, ed ero in esubero con la voglia di stringerla. Il quarto segnale, finalmente rosso, decretò l’inizio di una serie di baci. I nostri baci misero a tacere le dicerie, i pettegolezzi cattivi, l’incredulità della gente, misero un cancello di ferro tra noi e il nostro passato. Il nostro bacio ebbe la forza di fare tutto, di scrivere persino una nuova magia, che ci avrebbe portate fino alla nostra panchina. Stavamo zitte zitte, a raccontarci tutto senza dire niente, a dirci ti amo all’orecchio, a giurarci un per sempre che ancora oggi profuma di mare e tiene per mano i nostri tre bambini».

L’intervista esclusiva a Giada e Serena

Quando vi siete accorte che era amore e non una semplice amicizia?

Giada: per me è stato un colpo di fulmine ritardato si potrebbe dire. Ci siamo presentate due volte, se così possiamo definire le due volte che abbiamo avuto occasione di vederci. È da quando abbiamo iniziato a frequentarci che però ho capito subito di non poter stare un solo giorno senza vederla o, quanto meno, sentirla.

Serena: Se dovessi indicare un momento preciso, credo che la prima vera volta che ho compreso di quanto questa storia fosse grande ed importante, è quando sono capitate le prime difficoltà. È lì che ho compreso di non voler perdere Giada per niente al mondo.

Da quanto tempo state insieme e qual è il ricordo più bello che avete?

Sono quasi undici anni che condividiamo tutto. Il ricordo più bello è senz’altro uno: com’è iniziata la nostra storia, che vista da fuori può sembrare un film, ma in fondo è tutto vero!

Raccontate almeno cinque dettagli che amate dell’altra.

Di Serena amo: la calma; la dolcezza; la sua sicurezza/tempra (con lei accanto sembra veramente che sia tutto facile); la capacità che ha di adattarsi a qualsiasi situazione ed il modo di affrontarle, ma che se non ci sono per mezza giornata mi scrive che le manco; il fatto che sia gelosa, ma nella giusta misura.

Di Giada amo: il sorriso, la voglia di mettersi in gioco e di fare figure di me***, il modo di accudire e giocare con i bambini, l’impegno che mette in quasi tutte le cose, come mi stuzzica e la nostra sintonia.

Quando e come avete fatto coming out? Com’è andata? Quali sono state le reazioni di amici e familiari?

Giada: Il mio coming out con i miei genitori è stato in un periodo in cui stavo molto male e dovevo spiegare loro il motivo del perché stavo così: mi aveva lasciata la mia ex. Han detto che lo sospettavano da tempo e che non c’era nessun tipo di problema. Per le reazioni è stato tutto molto tranquillo, la maggior parte delle mie amiche si sono scoperte tutte gay, col tempo, più o meno, nello stesso periodo. Con la famiglia ho preferito aspettare anni per dare loro questa notizia, ma dopo uno shock iniziale, hanno accettato tutto, anche perché in quel periodo di “rivelazione”, stavamo già aspettando i gemelli.

Serena: È stato sul mio letto, ero con mia madre, lei aveva già capito, e aveva voglia di farmi domande. Non ci sono stati particolari problemi, la mia famiglia ha accettato tutto con molta tranquillità.

Come reagisce oggi la società a due ragazze o due ragazzi che si tengono per mano in pubblico?

Se va bene, ti fissano. Se va male, ricevi qualche insulto, se non peggio. Io preferisco non rischiare, sto sempre ben attenta, è un mondo non ancora pronto per certe cose.

Quali sono i vostri futuri sogni come coppia?

Abbiamo dei figli, una casa e un lavoro. La nostra più grande ‘ambizione’ è farci un week end di relax solo noi due.

A chi è venuta per prima l’idea di metter su famiglia?

A Serena. Lei ha subito messo in chiaro le cose, dicendomi che aveva sempre avuto un fortissimo desiderio di maternità, al quale non avrebbe rinunciato tanto facilmente. Mi ha solo dato il tempo di decidere in autonomia se e quando iniziare la fecondazione, poi è arrivato tutto in maniera tranquilla.

Per chi è interessato ad avere figli, qual è la procedura che avete eseguito?

Giada: Ci sono varie tecniche. Noi abbiamo scelto la Ropa, con la quale abbiamo avuto i gemelli. Praticamente prendono gli ovuli di una donna, li fecondano in vitro e li mettono nell’altra. In italiano non è altro che la gravidanza condivisa, ed è molto bella. Per la più piccola, invece, abbiamo fatto una classica inseminazione artificiale, usando lo stesso donatore. Quindi stesso donatore e stessi ovuli, perché l’ultima gravidanza l’ho portata avanti io.

Come ha reagito la società (amici, conoscenti, estranei) alla visione di due mamme?

I miei amici non sono stati tutti felici, infatti molti si sono allontanati. Quelli di Serena l’han presa tutti con gioia proprio perché conoscevano il suo desiderio. I conoscenti, anche se all’inizio non parevano d’accordo, poi si sono ricreduti tutti. Ci conoscono e vedono che non c’è nulla di male o di sbagliato nel nostro desiderio di essere una famiglia. Per gli estranei la faccenda è un po’ diversa, ci sono quelli a favore e quelli contro, noi abbiamo deciso di mostrarci e metterci la faccia, per far capire a tutti che si può fare e che siamo esseri umani come tutti.

Avevate l’idea di una famiglia numerosa fin dall’inizio oppure l’idea del terzo figlio è arrivata successivamente?

Serena voleva due figli, io uno. E sono arrivati i gemelli. Dovevamo fermarci lì, ma il desiderio di un altro figlio, per Serena c’è sempre stato ed io l’ho sempre fermata. Fino a che non ho sentito qualcosa dentro, volevo provare anche io l’esperienza della gravidanza. Quindi ci abbiamo riprovato. Se non fosse andata bene al primo tentativo, non credo che avremmo insistito

Qual è lo svolgimento di una normale giornata tipo in famiglia?

La nostra giornata tipo è un po’ particolare, perché facciamo un lavoro su turni, quindi varia di giorno in giorno, però una giornata a caso potrebbe essere:

Sveglia presto ed una delle due va al lavoro, l’altra sveglia i gemelli verso le 7:15, ci si prepara per la scuola, aspetto una nonna che mi venga a tenere la piccola, porto i grandi a scuola, poi torno a casa e sto con la piccola e gestisco le mansioni quotidiane (casa, spesa, o qualsiasi altro giro ci sia bisogno di fare). Se c’è solo una di noi a casa, i nonni vanno a prendere i bambini a scuola. Poi pranzo, riposino per la più piccola e compiti per i grandi. Nel frattempo ci diamo il cambio per andare al lavoro o se facciamo lo stesso turno, i nonni stanno con tutti e tre i bambini. A volte il pomeriggio hanno lo sport, oppure si va da qualche amichetto, o al parco. Alle 19:30 circa si cena, si finisce di pulire e lavarsi, mezzora tutti sul divano a guardare la tv e coccolarci ed alle 21 a nanna. I piccoli, almeno, perché le mamme rimangono sveglie fino a circa mezzanotte. Ci serve qualche ora di silenzio solo per noi, ne abbiamo bisogno come tutti i genitori.

Come vivono i vostri figli il fatto che manchi “un papà”?

Non sentono alcuna mancanza, anche perché in due, riusciamo a bilanciare tutti gli equilibri che servono. Non serve per forza una figura maschile per dare forza o una figura femminile per dare dolcezza. Ognuno di noi ha tutto dentro di sé, poi è ovvio che ogni individuo ha una sua caratteristica ed è più incline a certe cose, piuttosto che altre. Tutti, siamo dotati di tutto.

Come spieghi a chi non sa cos’è il mondo lgbtq+ in parole povere?

È un mondo ancora difficile da vivere, ma che aspira e combatte per una grande libertà. La stiamo conquistando, seppur a piccoli passi.

Secondo alcuni il ddl zan contro l’omolesbotransfobia non sarebbe una priorità imminente. Cosa ne pensi al riguardo?

A loro direi che si sbagliano! Come non era una priorità imminente il voto alle donne, poi è nata la repubblica. Il problema è che finché non ci sei dentro, le cose non si vedono e non si capiscono.

Come immaginate il vostro futuro tra dieci anni?

Spero che sia tutto più semplice per i nostri figli (è l’augurio che fa sempre ogni genitore), ma tra le unioni civili ed il ddl zan sono passati già 5 anni e di cose ancora per cui lottare ce ne sono tantissime, non solo per noi della lgbt. Quindi tra 10 anni, in questo senso, temo sarà cambiato ben poco.

Mentre forse più tra vent’anni, ci immaginiamo in giro per l’Italia, con il camper, solo noi due.

Ringraziamo Giada e Serena per la gentilezza e il tempo concessoci! 

Immagine di copertina: Instagram

 

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