Green economy: un passo verso un mondo sostenibile

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La green economy è un tipo di economia che ha come obbiettivo produrre ricchezza, generare uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale e socio-culturale e mira a diminuire le emissioni di CO2 e di conseguenza a ridurre l’inquinamento basato su un giusto uso delle risorse naturali e delle opportunità offerte dalla nostra terra, rispettando le leggi naturali, portando a conservare meglio l’ecosistema e non danneggiare la biodiversità.

Dopo la crisi economica del 2007-2008 molti governi hanno cominciato a promuovere politiche che vedono nella green economy, detta anche economia verde, un possibile acceleratore della ripresa economica. Sono previsti incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili come l’energia idroelettrica, biomassa, solare, eolica e geotermica, al riciclo dei rifiuti, al risparmio energetico nella climatizzazione degli edifici, ai mezzi di trasporto e alla mobilità sostenibile. Tutto ciò ha creato una divisione economica fiorente e innovativa rivolta a produrre macchinari, componenti, strumenti, software e vari servizi e addirittura vere e proprie città sostenibili. La green economy ha portato anche alla creazione di nuovi posti di lavori, chiamati green jobs: si tratta di occupazioni nel settore dell’agricoltura, del manifatturiero, dell’amministrazione dei servizi che contribuiscono a conservare o rimettere in sesto la qualità dell’ambiente.

Nel 2015 i 193 Paesi Membri dell’ONU hanno dato vita agli obiettivi di sviluppo sostenibile, detti anche Sustainable Development Goals: si tratta di 17 obbiettivi da raggiungere per riuscire ad avere un mondo più sostenibile; si cerca di avere un pianeta con meno diversità, città sostenibili, un miglior sfruttamento del suolo, dell’acqua e delle risorse che la terra ci mette a disposizione. Ad esempio in Italia, secondo il rapporto Green Italy 2015 della fondazione Symbola e di Unioncamere, la green economy rappresenta già il 10,3% dell’economia nazionale e il 13,2% dell’occupazione.

Nel 2015 il 21,1% delle aziende che ha voluto aderire alla green economy ha sviluppato prodotti o servizi innovativi, mentre quelle esportatrici sono quasi il doppio della media italiana e nel comparto manifatturiero sono il 43,4%. Come nella misura dello sviluppo economico generale, anche per quanto riguarda una “crescita verde” risulta l’inadeguatezza e l’incompletezza del prodotto interno lordo (PIL) come indicatore di riferimento. L’OCSE propone l’utilizzo di indicatori quali la produttività dell’energia, l’intensità energetica settoriale e la quota di fonti rinnovabili nell’offerta di energia primaria e nella produzione elettrica. In generale le previsioni di medio e lungo periodo di una crescita della domanda di energia rimangono un problema centrale per tutti i paesi e questo rappresenta un forte incentivo per la crescita della green economy lungo un percorso di sviluppo sostenibile.

Oggi, con la green economy in Italia, si hanno raggiunto importanti risultati che collocano il nostro Paese tra i paesi europei più green: si ha ottenuto un incremento dell’agricoltura biologica, il taglio di fertilizzanti chimici e un graduale carbon tax.

Fonte immagine: Pixabay

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